lunedì 23 luglio 2007

Donne e religioni: è l'ora del "branco rosa"?

Una sessantina di donne chiuse in conclave per eleggere il Papa? Può essere pure una buona idea, ma a patto di sincerarsi che all’esterno della Cappella Sistina stazioni un’ambulanza, perché sicuramente finirà a borsettate. Qualcuno magari sarà tentato di liquidare con battute come queste le riflessioni sul ruolo della donna nella Chiesa che padre Eberhard von Gemminger ha affidato al Messaggero. E sarebbe un peccato, perché non di un Mister X qualsiasi si tratta, bensì del direttore dei programmi in lingua tedesca della Radio Vaticana. Lingua che, gioverà ricordarlo, è quella madre del Papa. Riflessioni davvero interessanti, peccato che poi lo stesso intervistato affermi di temere che «che questi sogni resteranno, appunto, dei sogni. Ma sognare fa bene e non costa nulla». In ogni caso, a proposito di donne e di sogni, anche il Dalai Lama ha qualcosa da dire. Come riporta il Corriere della Sera, infatti, afferma di sognarle spesso (anche se riesce sempre a respingere le tentazioni) ma soprattutto fa delle affermazioni importanti riguardo alla sua successione. «Non c’è alcun motivo cogente per cui la prossima guida politica e spirituale dei tibetani non possa essere di sesso femminile», afferma infatti. Qualcosa sembra si stia smuovendo, insomma, nel delicato campo donne-religioni. C’è solo da augurarsi che i passi in avanti non siano ostacolati dalle stesse donne, che, come a volte succede, sanno essere le peggiori nemiche di sé stesse.

1 commento:

  1. Non ci vedo nulla di delicato in questo campo. E' tutto molto semplice. Non si sono nemmeno lontanamente motivi dottrinali per escludere la donna dal sacerdozio. E non venire a citarmi Paolo con le sue lettere misogine.

    E' una mera questione di volontà. Che manca, tutto qui. Ma i tempi cambiano: o si accetta la cosa e si prendono provvedimenti, o si è destinati all'oblio.

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