Il sempre ottimo Beppe Severgnini, che (vale la pena ricordarlo perchè spesso lo fa anche lui) è cattolico credente e praticante, nella sua rubrica Italians sul Corriere della Sera si occupa da par suo del fenomeno dei cosidetti “atei devoti”. Ecco le sue parole, che mi piace mettere a disposizione per meditarci su nel fine settimana:
“Se le flessioni di fronte alla Chiesa fossero uno sport olimpico, l'Italia potrebbe ritenersi già sul podio. Questi servilismi, oltretutto, non sono richiesti; mi chiedo se siano graditi. I "guelfurbi" (guelfi+furbi) non hanno la brusca fermezza degli antichi precedessori. Sono opportunisti spirituali. Applaudono la guerra, e difendono la vita. Bazzicano donnine, e s'atteggiano a paladini della famiglia. Mentono, e sventolano i comandamenti. Entrano in chiesa, ma solo se ci sono i fotografi. I Guelfurbi sono in aumento, e la faccenda si sta facendo irritante”.
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