
Si possono piazzare “prodotti” come la
fede o la
spiritualità, con apposite campagne
pubblicitarie? Alla stregua di un
pannolino o di un
dentifricio, insomma. La domanda se la pone il blog del Servizio comunicazione della diocesi francese di
Orléans riferendo della strategia messa in atto da anni dalla
chiesa cattolica ginevrina. La diocesi svizzera ha deciso infatti da anni di investire massicciamente nel settore affidandosi ad un’
agenzia specializzata per far passare il proprio messaggio. Ne sono scaturite
alcune campagne pubblicitarie che non sono certo passate inosservate e che hanno avuto senz’altro il merito di far parlare di argomenti normalmente esclusi dai normali canali della comunicazione di massa. Ma
l’ultima campagna della chiesa ginevrina ha provocato ancor più polemiche del solito. La stessa presenta infatti i servizi a pagamento di una fittizia agenzia chiamata
Cérémonia, ma il problema è che la cosa è sembrata talmente reale che la diocesi svizzera ha dovuto immediatamente precisare che si trattava di una provocazione. Insomma, la questione pare ben sintetizzata dal titolo del post: occorre trovare il giusto equilibrio tra provocazione e indignazione. E comunque una cosa pare accertata: la pubblicità non serve solo a vendere, ma anche a far passare valori. Basta saperlo fare.
Comunicazione e fede: equivoci in Svizzera per una campagna pubblicitaria « SPIRITUAL SEEDS
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