
Siamo ormai alle soglie del Natale ed il blog si prende qualche giorno di pausa. Non prima, ovviamente, di aver fatto sinceri auguri a tutti i visitatori, quelli abituali e quelli occasionali. Che il Natale sia per tutti un tempo di serenità, di gioia e di pace.
Per gli auguri, ho pensato di postare una bella poesia di David Maria Turoldo, uno dei pochi capace di parlare di questa festività senza cadere nella retorica. La poesia si intitola, ovviamente:
Natale
Ma quando facevo il pastore
allora ero certo del tuo Natale.
I campi bianchi di brina,
i campi rotti dal gracidio dei corvi
nel mio Friuli sotto la montagna,
erano il giusto spazio alla calata
delle genti favolose.
I tronchi degli alberi parevano
creature piene di ferite;
mia madre era parente
della Vergine,
tutta in faccende,
finalmente serena.
Io portavo le pecore fino al sagrato
e sapevo d'essere uomo vero
del tuo regale presepio.
Ancora auguri a tutti e a rileggerci tra qualche giorno!
(Le immagini a corredo del post sono tratte dalla Natività di Georges La Tour, quanto di più antiretorico possa immaginarsi in campo iconografico relativamente al Natale, quindi adattissime alla bisogna)
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