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mercoledì 2 settembre 2009

"Limes": la geopolitica vaticana per il primo volume della collana Classici

Era l’ormai lontano 1981 quando Peter Nichols, storico e vaticanista britannico, diede alle stampe “Le divisioni del Papa”. Il volume (il cui titolo era ispirato ad una nota battuta di Stalin ed è ormai reperibile quasi solo su Ebay) esaminava le figure degli ultimi Papi, la Curia romana e i suoi organigrammi e, soprattutto, i rapporti con i poteri politici e l’influenza della geopolitica vaticana sullo scacchiere mondiale.

Sono passati quasi trent’anni da allora ma l’interesse per tali problematiche non è andato scemando, anzi. Prova ne sia il primo volume della serie I Classici della prestigiosa rivista di geopolitica Limes, diretta da Lucio Caracciolo, e intitolata significativamente “Quando il Papa pensa il mondo”, sottotitolo: “La potenza della Chiesa – Vaticano e Italia, strana Italia – Cattolicesimi di frontiera”. Il volume contiene tra l’altro articoli di Andrea Riccardi, della Comunità di Sant’Egidio, dello storico Alberto Melloni e del vaticanista Sandro Magister. Tutti disponibili esclusivamente su carta tranne uno: un articolo di Lucio Brunelli intitolato "Così eleggemmo Papa Ratzinger" e che è consultabile integralmente. Lo scritto contiene la ricostruzione dell’elezione dell’ultimo Papa attraverso il diario di uno dei partecipanti al Conclave.

Ricostruzione interessante e della quale è ovviamente impossibile stabilire il tasso di autenticità. Ma che da una rapida lettura dimostra di essere, se non veritiera, certamente verosimile.

venerdì 20 marzo 2009

Vaticano a impatto zero: su Wired la storia di un progetto che farà discutere

La crescente attenzione delle religioni ai temi inerenti la salvaguardia ambientale è sotto gli occhi di tutti e pure le chiese cristiane hanno molto da dire al riguardo. Sono testimonianza del fenomeno, tra l’altro, l’istituzione di una Giornata per la salvaguardia del creato e una pubblicistica in merito in continua crescita.

È in questa temperie socio-cultural-religiosa che va inquadrata la notizia di copertina della neonata edizione italiana del mensile Wired, che riferisce con dovizia di particolari un progetto che, se andasse in porto, farebbe discutere a lungo. Lo scritto, opera di Mino Fuccillo, dopo aver descritto le azioni “verdi” messe in atto in questi ultimi anni dal Vaticano (tipo la piantagione di una “foresta climatica” in Ungheria) descrive la prossima mossa studiata dai dirigenti vaticani e che farebbe del piccolo stato il primo a “impatto zero”, come oggi si usa dire, del pianeta: la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Ma non uno qualunque, bensì quello che sarebbe il più grande mai realizzato, estendendosi su circa 300 ettari di proprietà vaticana nella zona di Santa Maria in Galeria, alle porte di Roma. Per avere un’idea delle dimensioni, basti dire che, a regime, l’impianto arriverebbe a produrre l’energia sufficiente ad una città di 130.000 abitanti. Mente di tutta l’operazione e monsignor Renato Boccardo, segretario generale del Governatorato vaticano, che dichiara al giornalista : «Lei dubita che sia esempio dato soprattutto per guardarsi con soddisfazione allo specchio? Noi avremmo bisogno di uno specchio? Di palcoscenico ne abbiamo fin troppo. Le nostre iniziative sono simboliche e pedagogiche ».

E chissà, magari un giorno anche il tradizionale colore giallo del Vaticano verrà sostituito da un bel eco-verde.

venerdì 27 febbraio 2009

Italia e Pakistan: due novità nel campo dell'informazione religiosa


In questi ultimi giorni sono state lanciate un paio di interessanti iniziative che vale la pena segnalare.


La prima novità è italiana ed è nata in casa Rai. Si tratta del blog della struttura Rai Vaticano e per il momento vi scrivono un paio tra i più noti vaticanisti della televisione nazionale: Aldo Maria Valli e Giuseppe De Carli. Al momento il blog appare un po’ “ingessato”, com’è forse normale che sia per tutte le realtà che fanno capo ad una struttura ufficiale, ma l’idea è comunque senz’altro da promuovere.


L’altra novità proviene invece dal lontano Pakistan, dove è stata lanciata una televisione cattolica, cosa che nel nostro Occidente non farebbe quasi notizia ma invece ne fa nel Paese asiatico. "Good News Tv", questo il nome dell’emittente, fa capo all’organizzazione non-profit "Media for Jesus" ed è stata ideata e realizzata dal Centro catechistico di Karachi, che ne cura anche i contenuti, le trasmissioni, il palinsesto.


“Mi sono ritrovato in perfetta sintonia con il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, quando afferma che le tecnologie digitali sono un dono per l’umanità, che possono servire a diffondere solidarietà e comprensione fra la persone e i popoli”, ha affermato il direttore della nuova emittente, padre Arthur Charles. Auguri per l’avventura, ne avranno bisogno visto il difficile contesto in cui si troveranno ad operare.