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venerdì 27 febbraio 2009

Italia e Pakistan: due novità nel campo dell'informazione religiosa


In questi ultimi giorni sono state lanciate un paio di interessanti iniziative che vale la pena segnalare.


La prima novità è italiana ed è nata in casa Rai. Si tratta del blog della struttura Rai Vaticano e per il momento vi scrivono un paio tra i più noti vaticanisti della televisione nazionale: Aldo Maria Valli e Giuseppe De Carli. Al momento il blog appare un po’ “ingessato”, com’è forse normale che sia per tutte le realtà che fanno capo ad una struttura ufficiale, ma l’idea è comunque senz’altro da promuovere.


L’altra novità proviene invece dal lontano Pakistan, dove è stata lanciata una televisione cattolica, cosa che nel nostro Occidente non farebbe quasi notizia ma invece ne fa nel Paese asiatico. "Good News Tv", questo il nome dell’emittente, fa capo all’organizzazione non-profit "Media for Jesus" ed è stata ideata e realizzata dal Centro catechistico di Karachi, che ne cura anche i contenuti, le trasmissioni, il palinsesto.


“Mi sono ritrovato in perfetta sintonia con il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, quando afferma che le tecnologie digitali sono un dono per l’umanità, che possono servire a diffondere solidarietà e comprensione fra la persone e i popoli”, ha affermato il direttore della nuova emittente, padre Arthur Charles. Auguri per l’avventura, ne avranno bisogno visto il difficile contesto in cui si troveranno ad operare.

giovedì 24 aprile 2008

Federazione dell'Islam italiano: prime buone notizie (in attesa di sviluppi)

Un soggetto unitario con cui lo stato potesse dialogare da pari a pari. Questa è la mancanza che più si avvertiva in Italia nei rapporti con l’Islam. L’uso dei verbi al passato è purtroppo ancora solo un auspicio, in quanto le notizie che parlano della nascita di una Federazione dell’islam italiano sono ancora troppo vaghe. In ogni caso, qualche motivo di ottimismo esiste realmente. Il più importante è costituito dal fatto che ben sette firme sono state apposte sotto la “Dichiarazione di intenti” presentata alla stampa dopo un incontro con il ministro degli Interni uscente Giuliano Amato. "In quasi un anno di lavoro ... abbiamo avuto conferma che è possibile la nascita di una Federazione dell'islam italiano", si legge nella Dichiarazione, che cita tra le finalità del progetto "la regolazione delle moschee (e) la formazione degli imam", e "garantire l'autonomia da ogni ingerenza di centrale straniera, rifiutare ogni collegamento con organizzazioni integraliste e marcare un confine netto nei confronti di ogni tipo di fondamentalismo". Ora la palla passa alla politica, in particolare al nascituro nuovo governo e alla sua volontà di proseguire sulla strada del dialogo. Forse qui stanno i problemi maggiori, ma non è mai giusto fasciarsi la testa prima di rompersela.