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mercoledì 9 giugno 2010

Fede e violenza nell'Islam: una correlazione che farà discutere

Conviene parlare ancora di Islam e Germania perchè è destinato a provocare polemiche (specialmente dopo l’omicidio del vescovo Padovese in Turchia) lo studio diffuso in queste ore e promosso congiuntamente dal Ministero degli esteri tedesco e dall'Istituto per la ricerca criminologia della Bassa Sassonia. Il rapporto stabilisce infatti una correlazione, a suo dire evidente, tra grado di religiosità e propensione alla violenza tra gli immigrati islamici in Germania: più cresce il fervore religioso, più crescerebbe nei musulmani la propensione a commettere atti violenti.

Lo studio va  anche a ricercare le motivazioni di tale comportamento: esso avrebbe a che fare con il maschilismo insito nell’Islam: “La religione musulmana promuove l'accettazione di un comportamento maschilista", ha dichiarato  Christian Pfeiffer, autore dello studio, il quale ha proseguito dichiarando che i giovani immigrati musulmani sono esposti, all’interno delle loro abitazioni, ad una visione conservatrice della realtà e rivendicano di conseguenza un certo numero di privilegi maschili.

L’inchiesta è stata condotta su circa 45.000 giovani (di cui 10.000 immigrati) di un’età compresa tra i 14 e i 16 anni e residenti in 61 città della Germania. Il medesimo studio ha constatato che, nel caso di cattolici e protestanti, la correlazione non esiste: la propensione alla violenza diminuirebbe infatti di pari passo con il fervore religioso. Gli autori dello studio specificano comunque che la correlazione tra violenza ed islam non è dovuta a come quest’ultimo è in sé stesso, bensì a come esso viene insegnato.

lunedì 7 giugno 2010

Religione e scuola: una nuova sentenza fa discutere la Germania

Le questioni riguardanti la libertà di culto all’interno delle aule scolastiche tornano a far discutere in Germania. Il caso in questione è il proseguimento di una vicenda di cui parlammo tempo fa e che riguardava uno studente musulmano che chiedeva gli venisse messa a disposizione un’aula per la preghiera all’interno della scuola da lui frequentata. Il diritto gli fu concesso e tra l’altro pare che in due anni l’aula sia stata usata solo sedici volte, così almeno ha sostenuto in tribunale il legale dell’amministrazione scolastica. Lo studente si è difeso affermando di avere trovato a volte difficoltà a farsi aprire il locale. Contro la concessione fece comunque ricorso l'autorità per l'educazione della città di Berlino (una sorta di assessorato alla pubblica istruzione) e la sentenza di appello ribalta ora completamente quella di primo grado. I giudici affermano infatti che la restrizione della libertà di religione da parte della scuola, può essere giustificata alla luce di altri diritti costituzionali ugualmente importanti, come la libertà di religione degli altri studenti, i diritti dei genitori e la pace scolastica necessaria per l’espletamento dei compiti istituzionali.

La preside della scuola, Brigitte Burchardt, si è detta lieta della sentenza in quanto a suo avviso la medesima le consentirebbe di tutelare in maniera più efficace la libertà dei suoi 650 studenti. Che provengono (il dato non è ininfluente ai fini della comprensione della vicenda) da ben 29 Paesi differenti, mentre il Liceo nell’occhio del ciclone è situato in un quartiere occidentale di Berlino che fa registrare un tasso di immigrazione del 31,4%.

La vicenda potrebbe comunque non essere ancora conclusa perché il giovane potrebbe ancora fare ricorso all’equivalente della nostra Corte di Cassazione.

venerdì 14 maggio 2010

Salone del Libro: in mostra anche le ultime novità dell'editoria religiosa

A Torino ha preso il via la ventitreesima edizione del Salone del Libro, uno dei maggiori eventi nel settore in Europa, e all’appuntamento sarà presente come ovvio anche l’editoria religiosa per presentare le sue ultime novità. Paese ospite di quest’anno della kermesse torinese è l’India e anche il tema è particolarmente stimolante: “La memoria, svelata”. Proprio al Paese asiatico è dedicato un appuntamento che si tiene oggi: "L'India della spiritualità. Le idee filosofiche e religiose che hanno appassionato l'Occidente”, mentre alla memoria sarà dedicata una lectio magistralis sulle religioni del ricordo («Fate questo in memoria di me») tenuta dal noto biblista e presidente del Pontificio consiglio della cultura Gianfranco Ravasi.

Da segnalare anche l’incontro “Educazione e libertà. Gli adulti di fronte alla sfida educativa”, organizzato da Effatà Editrice, in collaborazione con l’Associazione Sant’Anselmo ed il Servizio  per il Progetto Culturale della Cei e la presentazione del romanzo di Fabio Brescia “Tienimi per mano”, edito dalla Luciano editore Napoli, con un dibattito a più voci sulla genitorialità omosessuale. Sarà l'occasione per ascoltare tre diversi approcci al tema in cui però l'essere cattolici è uno degli elementi che unisce ma anche uno degli ostacoli da affrontare su questo tema. Interverranno, infatti, Valter Danna, preside della Facoltà Teologica di Torino, incaricato dalla Diocesi di Torino del dialogo tra chiesa e i gruppi omosessuali cristiani torinesi, e autore del libro fede ed omosessualità; Franco Caldera, membro del gruppo di lavoro per la stesura del libro fede ed omosessualità; Antonio De Chiara, portavoce del gruppo di persone omosessuali cristiane Ponti Sospesi di Napoli.

Non solo editoria cattolica, comunque: il Salone di quest’anno sarà infatti anche l’occasione per presentare il libro 'Il Misericordioso' di Yahya Pallavicini, presidente della Coreis, il quale ha affermato che "Presentare 'Il Misericordioso' in un contesto interreligioso rappresenta un'occasione significativa di conoscenza reciproca e dialogo nella sacralità tra cristiani e musulmani”. Anche gli evangelici italiani sono presenti a Torino con le loro editrici La Casa della Bibbia e Claudiana a presentare le loro ultime novità.

lunedì 10 maggio 2010

Ad Albenga in mostra le architetture delle religioni del Mediterraneo

“Le architetture delle tre grandi religioni del Mediterraneo” è il titolo di quella che si preannuncia come un’interessante mostra che verrà inaugurata sabato prossimo 15 maggio ad Albenga. Voluta dal Centro Studi don Antonio Balletto, da sempre attento alle tematiche legate al dialogo interreligioso, la mostra ligure, consiste in una serie di pannelli che compongono un breve percorso didattico all’interno delle tre grandi religioni del Mediterraneo e si propone di individuare e di mettere a fuoco i centri nevralgici e i nodi simbolici, funzionali e spaziali dei luoghi di culto e delle tipologie architettoniche che ne hanno caratterizzato la diffusione nell’area mediterranea: la chiesa, la moschea e la sinagoga.

A curare l’evento è Nicolò De Mari, con la collaborazione di Andrea Longhi, Alberto Jona Falco ed Alireza Naser Eslami. La giornata di studi verrà aperta dal sindaco di Albenga Rosy Guarnieri, dal presidente della regione Liguria Claudio Burlando e dal presidente della Fondazione Agostino De Mari (Cassa Risparmio Savona) Roberto Romani. Seguiranno, nel corso della giornata, gli interventi di Stefano Levi Della Torre (sulla Sinagoga), Nicolò De Mari (la Chiesa), Attilio Petruccioli (La Moschea), Caterina Virdis (“I tre anelli della favola: contrasto, confronto o convergenza?”), mentre alle 17 verrà inaugurata la mostra. “Si tratta – dicono gli organizzatori- di una serie di interventi di rilievo, un importante appuntamento culturale, che vedrà la presenza di illustri studiosi”. Da segnalare l’interessante progetto grafico e l’allestimento di Andrea Musso.

mercoledì 5 maggio 2010

Una studiosa islamica parla oggi a Roma dei rapporti con ebraismo e cristianesimo

Si terrà oggi presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino (Angelicum) di Roma la conferenza “La prospettiva islamica su ebraismo e cristianesimo”. L’evento è particolarmente rilevante anche perché a parlare sarà una teologa musulmana, Mona Siddiqui,  che dirige il “Center for the Study of Islam” dell’università di Glasgow. Al centro del suo intervento vi sarà il problema che l'Islam ha affrontato sin dalle sue origini, e cioè quello dell'ebraismo e del cristianesimo quali rivelazioni divine . Considerata l'attuale forte interconnessione tra tensioni politiche e teologiche, Mona Siddiqui richiamerà l'attenzione sulla necessità di una più solida teologia islamica dell'inclusione dove il punto di partenza sia la compassione, non la salvezza.

Della studiosa musulmana ha fatto l’elogio anche un rabbino ebreo, Jack Bemporad, docente presso la medesima Università, il quale ha affermato che “Mona Siddiqui indica una strada nuova e audace ai Musulmani.  Con il suo lavoro teologicamente onesto dimostra che il tradizionale punto di vista musulmano – secondo il quale le Scritture ebraiche e cristiane sono corrotte – può essere reinterpretato, ed Ebraismo e Cristianesimo possono essere apprezzati e valutati senza condanna”.

La conferenza odierna arriva dopo tre anni dall’istituzione di un insegnamento universitario di Studi Interreligiosi presso l’Università Pontificia Angelicum, insegnamento che ha lo scopo di costruire ponti di comprensione tra cattolicesimo, ebraismo e altre tradizioni religiose formando una nuova generazione di capi religiosi al confronto, alla tolleranza e al dialogo nel rispetto delle differenze.

Qui un'intervista rilasciata recentemente all'Osservatore Romano dalla studiosa musulmana

mercoledì 24 febbraio 2010

"Tre volte Dio": dalla Puglia un invito alla collaborazione tra le religioni monoteiste

Di questi tempi (e con tante che sembrano provenire in senso contrario) trovare una notizia che parli di dialogo e collaborazione tra le religioni sembra davvero un’impresa vana. Eppure notizie del genere esistono, e neppure troppo lontano da noi. Come questa che viene dalla Puglia e che annuncia l’edizione 2010 di “Tre volte Dio”, una manifestazione giunta alla sua quinta edizione e che si colloca a cavallo di tre importanti festività che interessano le religioni monoteiste: le Ceneri per il cristianesimo (17 febbraio) Purim per l’ebraismo (28 febbraio) e la nascita del Profeta per l’Islam (26 febbraio).

Nell’edizione di quest’anno, “Tre volte Dio” si articolerà su quattro momenti che si svilupperanno tra Bari e Gerusalemme. Ogni edizione della manifestazione vede artisti, musicisti, attori e gente semplice dare un contributo di conoscenza attraverso la semplice esposizione di letture, musiche o canti sacri legati alle feste sacre che sono evocate nella specifica occasione, infatti la compresenza di calendario solare (cristiano) e calendario lunare (ebraico e islamico) produce un continuo slittamento della coincidenza temporale delle feste.

La manifestazione si apre all’Auditorium Vallisa di Bari con lo scambio di auguri tra rappresentanti delle tre fedi monoteiste e con la consegna del Premio al Dialogo “Tre Volte Dio” agli ideatori e produttori del Film musicale “D’une seule voix”, Anne Dieumeguard e Jean Yves Labat de Rossi. A seguire, concerto del Trio Margarit Makhoul progetto proveniente dalla Terra Santa, che mira a creare l'incontro tra tradizione ebraica e tradizione araba. Il Trio eseguirà un repertorio misto arabo-ebraico affiancato a brani originali.

Da segnalare anche la presentazione di un volume (alle 18,30 di oggi presso la libreria Feltrinelli di Bari)  che prende il nome dalla manifestazione e che, più che svolgere astratti discorsi teologici, intende proporre un dialogo interreligioso basato sui rapporti interpersonali. La manifestazione barese dispone anche di uno spazio su MySpace.

giovedì 18 febbraio 2010

Polemiche a Madrid per una "Scala verso il cielo"

Pura provocazione o stimolo alla riflessione sulle sempre più pressanti questioni inerenti la convivenza e il dialogo tra le religioni? Quando c’è di mezzo Eugenio Merino, la risposta a tale domanda non può certo essere scontata. L’artista catalano ha infatti abituato da tempo i pur scafatissimi appassionati di arte contemporanea alle sue performance, ma stavolta sembra aver passato il segno.

Merino ha infatti esposto alla celebre Fiera di arte contemporanea di Madrid una sua opera,  Escalera hacia el cielo (Scala verso il cielo) che ha immediatamente provocato polemiche a non finire. La medesima rappresenta un imam musulmano, un prete cattolico e un rabbino ebreo innalzati uno sull’altro ed immediata è scattata la protesta dell’ambasciata israeliana nella capitale spagnola. Nella nota di protesta si afferma tra l’altro che l’opera contiene “elementi offensivi per ebrei, israeliani e, certamente, anche per altri”. Di diverso avviso, ovviamente, lo stesso Eugenio Merino, a parere del quale la sua creazione “trasmette un messaggio positivo e ottimista sull'incontro fra le religioni” e dopo aver affermato che l’arte deve disturbare, cita a proprio discarico una celebre opera di Maurizio Cattelan in cui una meteora colpisce il Papa.

La cosa curiosa è che (almeno finora) gli unici a protestare siano stati gli ebrei, ma forse nelle prossime ore altre reazioni seguiranno.

venerdì 5 febbraio 2010

Islam, cristianesimo e l'acqua col dispenser (ma pur sempre umile et pretiosa)

“Laudato si', mi' Signore, per sor Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta”. Così cantava San Francesco nel Cantico delle Creature. Ed in effetti, la consapevolezza dell’importanza crescente del liquido elemento è andata crescendo sempre di più, come dimostrano anche le recenti polemiche in merito alla sua privatizzazione. Di questa crescente consapevolezza sono testimonianza tra l’altro un paio di invenzioni che vale la pena citare.

La prima riguarda l’Islam, in particolare il Wudu, l’abluzione rituale minore da compiersi obbligatoriamente prima di ognuna delle cinque preghiere giornaliere. Un’azienda malese ha infatti messo in commercio un’apparecchiatura che consentirà ai devoti musulmani che decideranno di utilizzarla la possibilità di evitare inutili sprechi tramite appositi sensori. È stato infatti calcolato che se tutti utilizzassero il nuovo dispositivo (che tra l’altro durante l’uso emette versetti del Corano) anche solo durante l’annuale pellegrinaggio alla Mecca, il risparmio sarebbe di circa 40 milioni di litri di acqua al giorno. Il dispositivo sarà disponibile nei prossimi sei mesi ad un prezzo che si aggirerà intorno ai 3 – 4 mila dollari.

Decisamente più abbordabile sarà invece il prezzo dell’altra invenzione in tema di acqua, e qui siamo nel campo del cristianesimo. Complici anche i timori per l’influenza suina, i titolari di un’azienda di Meda, nel milanese, hanno infatti messo in commercio un originale acquasantiera elettronica dotata di igienico dispenser. Particolare visibilità al prodotto verrà data dalla possibile installazione di alcuni esemplari nel Duomo di Milano, ma uno dei mercati più promettenti sembra essere quello cinese: «Lì c'è un boom del cattolicesimo – spiega uno dei titolari dell’azienda produttrice con 100 milioni di credenti stimati. Ci sono dunque ampie potenzialità: una mia vicina di casa cinese ha qui un ristorante, vuole smettere con gli involtini primavera e tornare lì a distribuire l'acquasantiera…».

Messa così sembra quasi blasfema, ma è pur sempre lei, “sor Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta

mercoledì 16 dicembre 2009

"L'albero della macedonia": cristiani e musulmani insieme in favore dei bambini più svantaggiati

È una di quelle notizie di cui c’è sempre più disperatamente bisogno, e non solo perché creano un clima natalizio, ma soprattutto perché dimostrano che il dialogo tra le religioni non segue solo le vie delle discussioni teologiche (legittime e necessarie, ovviamente) ma anche quelle della vita comune e quotidiana.

Ne parlava il Corriere della Sera di qualche giorno fa, mentre ora è la volta dell’edizione milanese di Repubblica: si tratta di una comunità familiare (dal bel nome di “L’albero della macedonia”)  composta da cristiani e musulmani che hanno deciso di vivere e di sperimentare assieme un’esperienza di accoglienza, a favore di ragazzi e bambini italiani e stranieri allontanati dalle famiglie di origine. Al momento già due coppie - Mustapha e Fatima, Beppe e Margherita - abitano nella cascina di Monticelli Pavese (Pv) ma tra la tarda primavera e l’estate, quando i lavori di restauro dell’immobile saranno ultimati, se ne aggiungeranno altre due.

“Questo progetto è il segno tangibile di quel dialogo tra le fedi che abbiamo iniziato anni fa sotto la Tenda del Silenzio alle colonne di San Lorenzo”, ha sottolineato padre Cesare Azimonti, guardiano della comunità dei Frati Minori di piazza Sant’Angelo a Milano: dall’incontro “con i nostri fratelli musulmani” è nata “l’idea di dare vita ad un simbolo concreto della convivenza possibile tra due diverse fedi troppo spesso contrapposte”. Mentre don Gianfranco Bottoni, responsabile del servizio Ecumenismo della diocesi di Milano, commenta: «È un´intuizione stupenda che si dovrebbe far conoscere a quanti, purtroppo, si dicono cristiani ma non conoscono il Vangelo e bruciano incenso a un falso Dio, a difesa di un egoismo personale e collettivo: sono loro il pericolo per il futuro della fede cristiana».

Un’iniziativa, quindi, alla quale non rimane che da augurare tutto il bene possibile.

lunedì 30 novembre 2009

Referendum svizzero sui minareti: un contributo alla comprensione del problema

La questione del referendum svizzero sull’edificazione dei minareti terrà banco ancora per un bel po’ (c’è da scommetterci) nel panorama politico europeo. Potrebbe essere l’occasione per un dibattito serio, sensato e pieno contributi sul ruolo dell’integrazione e del rapporto tra le varie religioni e su quello della libertà religiosa. Difficilmente questo accadrà, prevalendo, come quasi sempre accade in casi simili, l’emotività e i toni urlati.

E da segnalare quindi con favore il contributo di quei pochi che tentano faticosamente di inquadrare la questione in un quadro il più scientifico possibile, il che non significa affatto asettico, bensì al riparo  da quell’emotività che fa sempre aggio sulla razionalità. È il caso di Stefano Allievi, docente di sociologia delle religioni ed esperto in materia in quanto curatore di un rapporto  sulla costruzione di moschee in Europa. Intervistato dal quotidiano francese La Croix (l’intervista è disponibile tradotta in italiano qui) Allievi fa alcune interessanti considerazioni delle quali almeno un paio meritano di essere riprese.

Riguardo all’ostilità generalizzata in merito alla costruzione di moschee, lo studioso afferma che “le costruzioni di moschee continuano a suscitare molti conflitti. Bisogna notare che nessun altro luogo di culto, tempio sikh, luoghi di culto pentecostali, provoca queste opposizioni. Negli ultimi trent'anni, solo l'islam incontra questo problema. Abbiamo esaminato gli argomenti contrari alle costruzioni, raramente si tratta di punti precisi riguardanti le modalità del luogo, il vicinato (problemi di parcheggi, di affluenza), ma piuttosto di argomenti generali, cioè ideologici”.  In merito all’origine di tali conflitti, Allevi evidenzia come “sul piano locale, per un progetto urbanistico, il conflitto permette di esprimere interessi divergenti. Ma se si esaminano le situazioni più da vicino, ci si accorge che tali conflitti hanno delle derive quando si intromettono degli “imprenditori politici dell'islamofobia”, perché non hanno nessun interesse a risolvere il conflitto, che incontra allora un'evoluzione patologica. Tanto più che sono rapidamente recepiti dai media che se ne impossessano – l'islam si vende bene! - e li diffondono a livello nazionale”.

La cosa inoltre paradossale di tutta la vicenda svizzera è che ciò che finora esisteva senza essere visto e notato, è stato ora posto all’attenzione di tutti. Classico esempio di eterogenesi dei fini.

domenica 22 novembre 2009

Animali e religioni tra induismo, islam e cristianesimo

Tempi duri per gli animali coinvolti in festività religiose, considerato il fatto che i medesimi si trovano “dall’altra parte della barricata”: sono cioè coloro cui si fa la festa e non certo i festeggiati.  Nel distretto nepalese di Bara, come informa Asia News, è infatti in corso la festività indù del Gadhimai Mela, nota per detenere il triste primato di maggior evento sacrificale al mondo. Durante le festività, che culmineranno dopodomani con il previsto arrivo di circa un milione di persone, “i fedeli sacrificano al dio Gadhimai migliaia di animali quali bufali, capre e polli. Secondo l’induismo essi placano con la loro sofferenza la rabbia del dio, donando agli uomini fortuna e prosperità”.  Ovviamente, i buddhisti locali e gli animalisti fanno puntualmente sentire la loro protesta (esiste anche un sito approntato appositamente) ma nulla sembra riuscire a fermare la mattanza. Eppure la cosa non ha solo risvolti religiosi, ma pure sociali, visto che durante i festeggiamenti avvengono episodi poco commendevoli, come racconta la stampa locale e il blogger Enrico Crespi in un suo interessantissimo post.

Ma per gli animali non sono tempi duri solo nel lontano Nepal: venerdì prossimo sarà infatti l’Aïd el Kébir (festa del sacrificio). La festa si svolge il decimo giorno dell’ultimo mese del calendario musulmano e consiste nell’uccisione di un montone che deve essere poi diviso in tre parti uguali: una per la famiglia, una per i vicini e una per i poveri.

Se a tutto ciò si aggiunge che al Natale manca ormai poco più di un mese e che per i tacchini si prospettano tempi bui, il quadro è davvero completo.

martedì 17 novembre 2009

Cristianesimo e Islam: da Milano e Padova interessanti spunti per un dialogo proficuo

Il C.A.D.R. (Centro ambrosiano di documentazione per le religioni) struttura della diocesi di Milano che si occupa di ecumenismo e dialogo interreligioso, ha pubblicato un opuscolo che contiene alcune indicazioni nell’approccio al mondo islamico la cui utilità va ben oltre i confini della diocesi lombarda.

Lo scritto (molto pragmatico, secondo lo stile meneghino) prende il considerazione le varie circostanze in cui il mondo cristiano incontra quello islamico: dalla preghiera («di fronte alle richieste di pregare assieme è opportuno accettare di "stare assieme per pregare" magari silenziosamente») alle mense scolastiche («il criterio che ci sembra giusto adottare, di fronte alle richieste dei genitori musulmani per il cibo e le feste, è quello di prestare ascolto, purché queste richieste non diventino mai imposizione agli altri alunni e non abbiano la pretesa di eliminare le feste e i segni cristiani che sono cari alla nostra tradizione»).

In mezzo, tutta una serie di altre questioni che vanno affrontate con buon senso, ma senza indossare l’elmetto o ergersi sulle barricate: dai matrimoni misti al favorire le iniziative di reciproco scambio e conoscenza, dalle richieste da parte islamica di locali parrocchiali per la preghiera alla presenza di bambini di fede musulmana negli oratori.

Un’altra diocesi molto attiva nel settore dei rapporti con l’islam è quella di Padova, che ha messo a disposizione un intero sito interamente dedicato all’argomento, ricco di spunti e di documentazione al riguardo.

lunedì 26 ottobre 2009

Giornata del dialogo cristiano-islamico: al via domani l'ottava edizione

Si celebra domani la Giornata del dialogo cristiano islamico, giunta alla sua ottava edizione. Le sei prime edizioni sono sempre state celebrate l’ultimo venerdì del mese di Ramadan. Ma per ragioni pratiche legate al calendario lunare islamico, dal 2008 all’evento è stato attribuita una data fissa, il 27 ottobre appunto, che ricorda l’incontro di Assisi del 1986 in cui rappresentanti di diverse religioni mondiali si sono uniti in una preghiera per la pace.

La Giornata fu ideata nel 2001, all’indomani degli atentati dell’11 settembre, come iniziativa tesa a contrastare il clima di incomprensione e talvolta di contrapposizione che si era determinato tra musulmani e cristiani. Da allora ogni anno centinaia di eventi vengono promossi in tutta Italia, ciascuno organizzato secondo specifiche modalità locali.

“La Giornata di dialogo cristiano islamico del 2009 –sottolineano gli organizzatori- avviene in un periodo particolarmente difficile. La questione della “sicurezza” che in quest’ultimo anno ha monopolizzato il dibattito politico e culturale – non sempre pacato – in Italia ha dato luogo ad una legge che in alcuni suoi provvedimenti ostacola l’integrazione degli immigrati, di cui un terzo circa è di origine islamica. I promotori della Giornata (cristiani e musulmani) invitano istituzioni politiche e religiose, società civile e cittadini ad impegnarsi affinché la logica e la pratica del dialogo prevalgano sullo scontro tra le culture”.

Tra le numerose iniziative di rilievo di quest’anno sono da ricordare: l'incontro che si svolgerà alle 13 di domani presso la Camera dei Deputati (Sala del Mappamondo), intitolato: "La libertà religiosa, un diritto universale garantito da uno Stato laico"; sempre a Roma, alle 19, l’incontro   -   presso il Centro Islamico Moschea di Centocelle, di Via dei Frassini 4 – dove si potrà assistere alla Preghiera serale islamica, per poi raggiungere la Chiesa battista di Via delle Spighe 6, dove si terrà una cena e condivisione organizzata dai movimenti giovanili islamici e cristiani. A  Firenze, presso il Centro Internazionale Studenti “Giorgio La Pira ” si tratterà il tema: «La religione nell’educazione dei giovani d’oggi»; il 29 ottobre, a Roma, un’incontro, alle 19, alla Moschea “della Magliana” Al Fath dal titolo «La figura dell’Altro nelle scritture» con Gianni Novelli del CIPAX, l’Imam Sami Salem e Antonio Guaglione.

mercoledì 21 ottobre 2009

Moschee in Europa: domani un convegno a Milano farà il punto della situazione

Mentre continuano le polemiche riguardanti l’eventuale introduzione dell’insegnamento della religione islamica nelle scuole, cade a puntino il convegno, organizzato dal Cipmo,  che si svolgerà domani a Milano dal titolo: “Moschee in Europa. Diritto o problema?”.

“In Italia – spiegano gli organizzatori- oltre alle 3 moschee di Roma, Segrate e Catania, i luoghi di culto sono centinaia, e continuano a crescere. La questione continua a dividere l'opinione pubblica e le forze politiche. Da un lato, disporre di un luogo di culto fa parte del diritto di libertà religiosa; dall'altro l'apertura di moschee e di sale di preghiera musulmane, se non regolata, può creare molteplici problemi e alimentare tensioni con i residenti. Come garantire, dunque, i diritti dei musulmani senza ledere quelli degli abitanti delle aree dove queste sorgono?”

Nel corso dell’incontro verrà affrontata la questione delle moschee nel contesto europeo e italiano, da un punto di vista giuridico, politico e sociale, fornendo un quadro aggiornato della situazione e alcune analisi per il futuro. A parlare saranno Stefano Allievi, docente di sociologia all’università di Padova, Aldo Brandirali, presidente Commissione Servizi Sociali del Consiglio comunale di Milano e Vittorio Emanuele Parsi, docente di relazioni internazionali all’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

In occasione dell’incontro verrà presentato il libro di Stefano Allievi: "Conflicts over Mosques in Europe: Policy issues and trends", disponibile gratuitamente qui in pdf, ma purtroppo solo in inglese. Come afferma lo studioso, il conflitto non è “tra l’Europa e l’Islam, quanto piuttosto tra l’Europa e i suoi diversi attori, uno dei quali è l’Islam o meglio ancora i musulmani”.

lunedì 12 ottobre 2009

Islam: secondo uno studio uno su 4 nel mondo è musulmano e il 60% di essi vive in Asia


Presi come come siamo stati a guardarci l'ombellico, specie in Italia e specie in questi ultimi tempi, il rischio è quello di farci sfuggire dei dati riguardanti alcune tendenze globali che pure sono estremamente importanti per comprendere il mondo in cui viviamo. Uno di questi dati è rappresentato dal rapporto Mapping the Global Muslim Population, pubblicato dal centro di ricerca americano,The Pew Research Center, e avente per oggetto la diffusione dell'Islam a livello mondiale. I dati contenuti nel rapporto sono in effetti estremamente interessanti.


Si apprende quindi che quasi una persona su quattro nel mondo (“Un rapporto più alto di quanto mi aspettassi", ha detto Brian Grim, uno dei ricercatori dell'istituto ) è musulmana, per l'esattezza il 23%, per un totale di 1,57 miliardi, e l’area in cui gli islamici sono più numerosi - più del 60 per cento - è l’Asia. In Europa quattro musulmani su dieci vivono in Russia che, con 16 milioni, supera Giordania e Libia messi insieme.


Secondo la ricerca, la popolazione musulmana si concentra soprattutto nell'area dell'Asia e del Pacifico, la quale conta il 61,9% del totale contro il 20,1% che popola il Medio Oriente e il Nord Africa. È da sfatare, quindi, l'idea che i musulmani debbano necessariamente essere arabi. "Tutta questa storia, che i musulmani sono arabi e che gli arabi sono musulmani, viene davvero cancellata da questo rapporto", come sottolinea Amaney Jamal, professore all'Università di Princeton.


Per quanto riguarda la classifica dei singoli Paesi che contano più fedeli all'Islam, al primo posto è l'Indonesia (quasi 203 milioni), seguita da Pakistan (174), India (160), Bangladesh (145), Egitto (78), Nigeria (78), Iran (73) e Turchia (73).



Per quanto riguarda l’Italia, definita uno degli Stati con “la più piccola popolazione di musulmani in Europa, con meno dell’1% di abitanti musulmani”, i ricercatori americani ammettono che ci sono dati contrastanti e che il numero di abitanti di fede islamica oscilla fra i 30mila e 1,5 milioni.
La cifra, comunque, è inferiore ad altri Stati europei come Francia, con tre milioni e mezzo di musulmani, o Germania, che ospita tanti islamici quanti Nord e Sud America insieme, 4 milioni. L’Europa, i cui dati sono in continuo cambiamento a causa dell’arrivo di nuovi immigrati, ospita in totale solo il 2,4 per cento della popolazione mondiale di fede islamica.

giovedì 1 ottobre 2009

Scuola, islam e laicità: una sentenza fa discutere la Germania

È destinata a far discutere (e ben oltre i confini tedeschi) la decisione del tribunale amministrativo di Berlino di obbligare una scuola comunale a mettere a disposizione di uno studente musulmano una sala di preghiera. Il caso ebbe origine nel 2007 quando la scuola (che tra l’altro vanta tradizioni laiche) si rifiutò di fornire ad un proprio allievo islamico un locale per la preghiera. I genitori del ragazzo (un tedesco convertito all’islam e una donna turca) presentarono quindi il ricorso che ha dato origine alla sentenza odierna.

La sentenza è particolarmente importante perché si basa sul presupposto che la costituzione tedesca garantisce che la libertà di credere o non credere vada sì garantita nel foro interiore, ma sia data altrettanta importanza a che la medesima libertà possa essere garantita esternamente. Avvalendosi quindi della consulenza di studiosi islamici, la corte ha stabilito che non è ammissibile attendersi che un devoto musulmano preghi esclusivamente quando non si trova a scuola. La decisione del tribunale vale esclusivamente per lo studente che ha dato origine alla sentenza, ma non è difficile prevedere che altri ricorsi possano dar luogo a sentenze analoghe.

Improntate ovviamente a soddisfazione le reazioni della comunità islamica tedesca, che ha parlato di sentenza che rafforza la fiducia dei musulmani nel ruolo della legge. Il portavoce dell’arcidiocesi di Berlino, da parte sua,ha parlato di sentenza che rafforza l’espressione della libertà religiosa.

E rafforzerà, c’è da scommetterci, anche le polemiche.

venerdì 18 settembre 2009

L'Islam e noi: alcuni spunti di riflessione in occasione della fine del Ramadan

Il prossimo 20 o 21 settembre (dipenderà dall’andamento della fase lunare) terminerà il mese di Ramadan, sacro più di tutti gli altri per l’Islam. Nell’occasione, il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ha inviato ai musulmani di tutto il mondo il consueto messaggio di auguri. Il messaggio di quest’anno è particolarmente incentrato sul comune impegno che cristiani e musulmani dovrebbero avere nei confronti della lotta alla povertà.

Nel messaggio, si distinguono due tipi di povertà': ''Una povertà' da combattere ed una povertà' da abbracciare''. ''La povertà' da combattere - spiega il cardinale - e' sotto gli occhi di tutti: la fame, la mancanza di acqua potabile, la scarsità' di cure mediche e di alloggi adeguati, la carenza di sistemi educativi e culturali, l'analfabetismo''. Emergono poi ''nuove forme di poverta''' nelle società' ricche e progredite che prendono il volto della ''emarginazione'', della ''povertà' relazionale, morale e spirituale''. ''La povertà' da scegliere - prosegue Tauran e' quella che invita a condurre uno stile di vita semplice ed essenziale, che evita lo spreco, rispetta l'ambiente e tutti i beni della Creazione. Questa povertà' e' anche quella, almeno durante certi periodi dell'anno, della frugalità' e del digiuno. La povertà' scelta predispone ad uscire da noi stessi e dilata il cuore''.

Ecco qui anche alcuni link che avevo accumulato nel mio personale bookmark per approfondire la conoscenza dell'Islam soprattutto nel suo rapporto con l'Occidente: un raffronto tra il modo di vivere la disciplina nell'Islam e nel Cristianesimo; l'avanzata dell'Islam “non arabo”; un'esperienza di collaborazione tra cristiani e musulmani; il Ramadan e il tubo catodico. E per finire, una festa per gli occhi con i mille colori del Ramadan.

venerdì 28 agosto 2009

Julia Roberts e il Ramadan: mangiare pregare e amare (non necessariamente in quest'ordine)

Cosa ci faceva Julia Roberts a Roma rischiando di mandare in tilt il già caotico traffico della Capitale? Semplice: iniziava le riprese del suo ultimo film dall’intrigante titolo “Eat, pray, love” (mangia, prega, ama), storia di una donna che cerca di ritrovare se stessa dopo un divorzio.

E lo fa, dicono le cronache, intraprendendo un “viaggio intorno al mondo per ritrovare sè stessa, facendo sosta a Roma per godere delle gioie della buona tavola; in India per riscoprire la propria spiritualità; ed infine a Bali, dove incontrerà l’amore”. Interessante il fatto che Roma venga presa ad esempio di buona cucina e non di spiritualità, anche se nel settore avrebbe pur qualcosa da dire, mentre per quanto riguarda la buona tavola, qualche città del Sud avrebbe dato alla protagonista ben altre soddisfazioni.

Sempre per quanto riguarda il campo cibo/spiritualità, è da segnalare uno spot, in onda in questi giorni sulla tv francese, che prende spunto dal mese di Ramadan. Commissionata da Ferico, azienda specializzata nella produzione di couscous, la campagna ha per protagonisti due giovani maghrebini alle prese con la spesa quotidiana in questo importante periodo della vita del devoto islamico. Lo spot sembra aver incontrato il favore dei musulmani d’Oltralpe al punto che uno di essi ha affermato: “''Ci sono un sacco di arabi in questa pubblicità, e' la prima volta che vedo una cosa del genere in Francia. Finalmente contiamo economicamente in questo paese''.

E così l’integrazione cultural-religiosa (che, si sa, ha volte prende vie traverse) stavolta è passata attraverso gli scaffali di un supermercato.

venerdì 5 giugno 2009

Obama all'Islam: la libertà religiosa sia reciproca (e attenzione all'intolleranza)

Un’angolazione particolare attraverso cui leggere il discorso del Cairo di Obama è quello della libertà religiosa. Il presidente americano ha offerto sì, infatti, la sua mano tesa all’islam, ma ha sottolineato con forza anche il tema della libertà di praticare in libertà la propria religione. E lo ha fatto (abilissimo anche in questo) stando attentissimo a valutare la libertà ad extra e ad intra. Ecco tre citazioni al riguardo particolarmente importanti”:

“La libertà in America è tutt'uno con la libertà di professare la propria religione. Ecco perché in ogni Stato americano c'è almeno una moschea, e complessivamente se ne contano oltre 1.200 all'interno dei nostri confini. Ecco perché il governo degli Stati Uniti si è rivolto ai tribunali per tutelare il diritto delle donne e delle giovani ragazze a indossare l'hijab e a punire coloro che vorrebbero impedirglielo”.

“L'Islam ha una fiera tradizione di tolleranza: lo vediamo nella storia dell'Andalusia e di Cordoba durante l'Inquisizione. Con i miei stessi occhi da bambino in Indonesia ho visto che i cristiani erano liberi di professare la loro fede in un Paese a stragrande maggioranza musulmana. Questo è lo spirito che ci serve oggi. I popoli di ogni Paese devono essere liberi di scegliere e praticare la loro fede sulla sola base delle loro convinzioni personali, la loro predisposizione mentale, la loro anima, il loro cuore. Questa tolleranza è essenziale perché la religione possa prosperare, ma purtroppo essa è minacciata in molteplici modi”.

“Tra alcuni musulmani predomina un'inquietante tendenza a misurare la propria fede in misura proporzionale al rigetto delle altre. La ricchezza della diversità religiosa deve essere sostenuta, invece, che si tratti dei maroniti in Libano o dei copti in Egitto. E anche le linee di demarcazione tra le varie confessioni devono essere annullate tra gli stessi musulmani, considerato che le divisioni di sunniti e sciiti hanno portato a episodi di particolare violenza, specialmente in Iraq”. Insomma, sembra dire Obama, la libertà comincia in casa propria e quello diventa il metro su cui misurare tutte le altre libertà. La storia dirà se le sue aperture avranno un seguito, ma certamente la statura morale per farle non gli manca.

mercoledì 3 giugno 2009

Minareti ed altri edifici: come cambia l'architettura religiosa in un'interessante mostra svizzera

L’integrazione tra le religioni passa anche attraverso l’architettura. Lo dimostra un’originale mostra in corso in Svizzera. Intitolata "Cupola, tempio, minareto: il nuovo volto della Svizzera", l’esposizione presenta 19 edifici costruiti nella Confederazione a partire dal 1945. Come spiega Andreas Tunger-Zanetti, coordinatore del Centro per la ricerca sulle religioni dell'Università di Lucerna: “L'accettazione o il rifiuto di un edificio nasce da una combinazione di diversi fattori, oltre all'aspetto architettonico, anche il periodo storico e l'immagine della religione nella popolazione giocano un ruolo importante".

È quindi del tutto evidente, per fare un esempio, che un edificio religioso buddhista sarà accettato in un contesto urbano molto più agevolmente che un edificio islamico, come del resto dimostrano le recenti (e non sopite) polemiche sull’erigenda moschea di Genova. Polemiche non nuove, quindi, quelle relative alla visibilità degli edifici religiosi. Ma si potrebbe tranquillamente semplificare la questione definendola “polemica sull’altezza dei minareti”, perché qui sta il nocciolo del problema, ed infatti su ciò gli svizzeri saranno chiamati a referendum il prossimo novembre.

In Italia sono polemiche già viste. Per esempio quelle riguardanti la grande moschea di Roma, il cui minareto si è voluto di altezza inferiore a quello della cupola di San Pietro. Eppure (pur se datate) sono polemiche destinate certamente a ritornare a galla come un fiume carsico perché la domanda di costruzione di edifici di culto non cristiani è destinata a crescere. E con ciò è destinato a modificarsi anche lo skyline (anche religioso) delle nostre città.