È quindi del tutto evidente, per fare un esempio, che un edificio religioso buddhista sarà accettato in un contesto urbano molto più agevolmente che un edificio islamico, come del resto dimostrano le recenti (e non sopite) polemiche sull’erigenda moschea di Genova. Polemiche non nuove, quindi, quelle relative alla visibilità degli edifici religiosi. Ma si potrebbe tranquillamente semplificare la questione definendola “polemica sull’altezza dei minareti”, perché qui sta il nocciolo del problema, ed infatti su ciò gli svizzeri saranno chiamati a referendum il prossimo novembre.
In Italia sono polemiche già viste. Per esempio quelle riguardanti la grande moschea di Roma, il cui minareto si è voluto di altezza inferiore a quello della cupola di San Pietro. Eppure (pur se datate) sono polemiche destinate certamente a ritornare a galla come un fiume carsico perché la domanda di costruzione di edifici di culto non cristiani è destinata a crescere. E con ciò è destinato a modificarsi anche lo skyline (anche religioso) delle nostre città.
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