I costi (che coprono esclusivamente le spese postali, visto che le ostie sono gratis) sono decisamente abbordabili: ogni settimana si pagano due sterline (2,30 euro) mentre è prevista la spedizione di un pacco contenente 500 ostie al costo di 10 sterline (11,60 euro).
Ovviamente l’iniziativa è pensata essenzialmente per coloro che sono fisicamente impossibilitati a recarsi in chiesa (specialmente malati ed anziani) anche se a priori nessuno è escluso dal servizio.
Le polemiche non sono ovviamente mancate e non mancheranno. Il teologo scozzese John Drane ha per esempio visto nell’iniziativa una conferma della propria teoria riguardante la “McDonaldizzazione” della chiesa, su cui anni fa scrisse pure un libro. Ma almeno da Mc Donald si mangia insieme, seppure ognuno seduto al proprio tavolino, qui la privatizzazione del sacramento sembra invece aver raggiunto il proprio apice, fatta salva la buona fede dei promotori dell’iniziativa.
Secondo il mio modesto parere, tale iniziativa è veramente aberrante in quanto, in tutti i modi in cui la si vede, offre soltanto aspetti negativi:
RispondiEliminase si voleva concedere la comunione a chi è impossibilitato c'è già l'efficiente porta a porta dei diaconi (o chi per loro) mentre rabbrividisco al solo pensiero chi per scopi non proprio eterodossi (leggi messe nere) possano sfruttare tale procedura...