La sentenza è particolarmente importante perché si basa sul presupposto che la costituzione tedesca garantisce che la libertà di credere o non credere vada sì garantita nel foro interiore, ma sia data altrettanta importanza a che la medesima libertà possa essere garantita esternamente. Avvalendosi quindi della consulenza di studiosi islamici, la corte ha stabilito che non è ammissibile attendersi che un devoto musulmano preghi esclusivamente quando non si trova a scuola. La decisione del tribunale vale esclusivamente per lo studente che ha dato origine alla sentenza, ma non è difficile prevedere che altri ricorsi possano dar luogo a sentenze analoghe.
Improntate ovviamente a soddisfazione le reazioni della comunità islamica tedesca, che ha parlato di sentenza che rafforza la fiducia dei musulmani nel ruolo della legge. Il portavoce dell’arcidiocesi di Berlino, da parte sua,ha parlato di sentenza che rafforza l’espressione della libertà religiosa.
E rafforzerà, c’è da scommetterci, anche le polemiche.
[...] tornano a far discutere in Germania. Il caso in questione è il proseguimento di una vicenda di cui parlammo tempo fa e che riguardava uno studente musulmano che chiedeva gli venisse messa a disposizione [...]
RispondiElimina