Michael Posner, funzionario del Dipartimento, ha affermato che la nuova politica inaugurata dal presidente Obama nei confronti del mondo musulmano non significa affatto un accantonamento del tema della libertà religiosa, dato che quest’ultima rappresenta “un diritto fondamentale, un bene sociale, una fonte di stabilità e una chiave per la sicurezza internazionale”. Alcuni Paesi, come la Giordania, la Spagna e altri, sono stati lodati per i loro sforzi nel campo del dialogo interreligioso, mentre il rapporto non si esime da un’autocritica: "Siamo pienamente consapevoli che, anche in Paesi con solide garanzie giuridiche, compresi gli Stati Uniti, non siano immuni da atti di intolleranza", ha infatti affermato il medesimo funzionario.
La Cina, che il presidente Obama visiterà nel prossimo mese di novembre, viene citata nel rapporto per la maggior tolleranza dimostrata nei confronti di alcuni gruppi religiosi, ma criticata a motivo della repressione in Tibet e di quella nei confronti dei musulmani uiguri che ha avuto luogo nella regione occidentale dello Xinjiag.
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