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venerdì 18 dicembre 2009

Restrizioni alla libertà religiosa: i risultati di un interessante studio americano

In questi giorni è uscito un  interessante studio riguardanti le restrizioni alla libertà religiosa di cui conviene dar conto.

L’indagine (che ha riguardato 198 nazioni di tutti i continenti) è stata effettuata dal Pew Forum on  Religion and Public Life, un istituto americano specializzato in questo genere di rilevamenti, e i risultati sono a dir poco allarmanti. È risultato infatti che circa il 70% della popolazione mondiale vive in Paesi in cui la libertà religiosa incontra severe restrizioni. La valutazione è stata fatta in base a due metri di misura: le restrizioni operate dai governi e quelle messe in atto da privati e gruppi organizzati. L’Arabia Saudita è l’unico Paese ad aver registrato il massimo indice in entrambe le misurazioni.

Nelle prime dieci posizioni i Paesi sono quasi tutti a maggioranza musulmana, ma è possibile trovarvi anche la Cina e Myanmar. In Europa, i Paesi che mettono in atti politiche più restrittive nei confronti della religione sono la Bielorussa e la Russia, mentre Germania, Francia e Austria ottengono un risultato sopra le media a motivo  delle legislazioni vigenti in questi stati e atte a proteggere i cittadini dai culti delle sette. In generale, sono il Medio Oriente e il Nord Africa ad adottare le politiche più restrittive, mentre le Americhe risultano all’ultimo posto.

Dati che non fanno ben sperare, dunque, e che mostrano chiaramente come la via verso la piena e completa libertà religiosa sia ancora lunga ed accidentata. Rendersi conto del problema e coscientizzarsi riguardo ad esso è già un primo passo.

mercoledì 22 ottobre 2008

Libertà religiosa: dati preoccupanti nel rapporto 2008


In oltre sessanta Paesi del mondo, la libertà religiosa è gravemente conculcata. Già questo semplice (e drammatico) dato sarebbe sufficiente per leggere con attenzione dati del Rapporto 2008 sulla Libertà Religiosa nel Mondo, realizzato dall'associazione Acs - Aiuto alla Chiesa che Soffre. Rapporto che verrà presentato oggi alle 11 presso la Sala Stampa Estera in Roma nel corso di una conferenza cui prenderanno parte padre Bernardo Cervellera, Camille Eid, Marco Politi e padre Joaquin Alliende. Secondo alcune anticipazioni, in Africa è delicata la situazione dell’Eritrea, dove nell’agosto 2007 le autorità hanno ordinato alla Chiesa cattolica di cedere al ministero per il benessere sociale e il lavoro tutte le strutture sociali, quali scuole, cliniche, orfanotrofi e centri d’istruzione per le donne. Varie fonti indicano che in Eritrea ci sono non meno di 2 mila detenuti per ragioni religiose arrestati a partire dal maggio 2002 per la loro fede, incarcerati per mesi e anni senza accuse formali e senza processo, spesso in carceri militari, con condizioni di vita molto dure e senza assistenza medica. Ma è l’Arabia Saudita il Paese islamico in cui la libertà religiosa viene negata con maggiore evidenza, anche da un punto di vista formale. I Paesi islamici non sono comunque gli unici in cui viene negata la libertà religiosa: il rapporto cita il caso dell'India, dove ancora continuano gli attacchi e le stragi di cristiani. Un rapporto, dunque, da leggere con attenzione.