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martedì 5 maggio 2009

Venezia: la chiesa "sponsorizzata" da RoccoBarocco solleva polemiche

«Al­meno le facciate delle chiese an­drebbero risparmiate da que­sto segno dei tempi. In un Paese civile, per i re­stauri bisognerebbe trovare al­tre fonti di finanziamento. Inve­ce, anche nella città più artisti­ca del mondo sono arrivati gli sponsor che, ovviamente, chie­dono ritorni di immagine, piaz­zando i loro manifesti-spot su­gli edifici. Perfino noi sacerdo­ti ci siamo dovuti rassegnare, ma c’è un limite a tutto. Questa volta si è esagerato». A tuonare è monsignor Antonio Meneguo­lo, portavoce del Patriarcato di Venezia e oggetto degli strali è un maxi poster di RoccoBarocco che da qualche giorno copre la facciata della chiesa veneziana di San Simeon Piccolo, bisognosa di restauri e, quindi, di quattrini.

Maxi poster che raffigura una euforica signorina con le gambe sollevate in aria. Che dire? Non è da oggi che gli sponsor si sono affacciati tra le panche delle chiese, vedi ad esempio quello che successe pochi anni fa presso la padovana basilica del Santo, ove una banca ed una fondazione bancaria concessero pingui finanziamenti in cambio (com’è giusto) di un’adeguata visibilità. E allora perché uno stilista no e una banca sì, per dire?

Ad ingarbugliare ancora di più la già intricata faccenda c’è il fatto che la chiesa suddetta è stata affidata dal Patriarcato di Venezia alla Fraternità Sacerdotale San Pietro (di stampo tradizionalista) che vi officia secondo il rito antico e il cui rettore ha definito la pubblicità «rozza, futile, sen­za significato, indecente. Inap­propriata per una chiesa, per di più una chiesa aperta al culto. Se avesse almeno portato i sol­di per completare i restauri, ci sentiremmo un po’ ricompen­sati».

Quest’ultima frase, per la verità, sembra un po’ infelice:  come sarebbe a dire che i soldi ricompensano un’indecenza? Ma allora i valori non negoziabili non esistono più? Il dibattito, insomma, è aperto.

domenica 1 febbraio 2009

Miracolo a Venezia: un pasto a pochi euro in pieno centro grazie alla diocesi


Vi trovate in gita a Venezia, mettiamo dalle parti di Piazza San Marco, arriva l’ora di pranzo e vi viene voglia di pasteggiare in un ristorante di fascia medio-alta con poco più di dieci € ma la cosa vi sembra un miraggio? Anzi, un vero e proprio miracolo? Beh, da oggi il miracolo è possibile. E non usiamo il termine a caso, in quanto a trasformare i sogni in realtà ci ha pensato il patriarcato della città lagunare, per l’esattezza la Procuratoria della celeberrima basilica, che ha pensato bene di trasformare alcuni locali di sua proprietà in un ristorante dai prezzi più che accessibili.


Alla “Basilica” (questo il nome del locale che apre oggi i battenti) si mangia infatti per la più che modica cifra di 13 €, e il servizio è comunque di primo’ordine: “Ci possiamo permettere un pasto con scelta tra otto primi, sette secondi, sei contorni soltanto perché la Procuratoria non ha fini di lucro: a noi basta pareggiare - spiega il gestore dei servizio - L'obiettivo della Procuratoria –aggiunge- è di dare un pasto di livello medio alto a un prezzo accessibile a tutti coloro che vengono a visitare la Basilica di San Marco, interpretando il desiderio di accoglienza della Chiesa veneziana".


Inutile dire che l’iniziativa, oltre il plauso dei turisti ha provocato pure qualche mugugno da parte degli altri ristoratori veneziani, i quali si sono affrettati, a loro volta, a ritoccare verso il basso i prezzi dei loro menù. E pure questo è un altri piccolo miracolo.