E solo il più distratto lettore può chiedersi come mai diamo la notizia qui, visto che il legame tra vino, religioni e spiritualità è ormai da tempo assodato, come dimostrato tra l’altro da un ottimo volume in materia di cui si raccomanda la lettura. E come dimostrato anche ad un articolo scritto da Erri de Luca proprio in occasione dell’apertura di Vinitaly nel quale lo scrittore napoletano ripercorre la storia della vite rifacendosi a Noè. Alla vite e al vino ha dedicato pagine intense anche Enzo Bianchi, priore di Bose, nel suo ultimo, bellissimo volume, “Il pane di ieri”, dove afferma tra l’altro che è lui, “il vino, non l’uva, il vero ‘frutto’ della vigna. E come la vigna è ricco di doni concreti e, al contempo, di rimandi simbolici. Da sempre, dai ‘tempi di Noè’, appunto, accanto al pane del bisogno, al pane che sfama, al pane necessario per vivere, l’uomo ha avuto il vino della gratuità e della festa: una bevanda non necessaria alla sopravvivenza ma preziosa per la consolazione, la gioia condivisa, la gioia ritrovata”.
Senza dimenticare che il vino è pure elemento indispensabile per la celebrazione del sacramento più importante: la Messa. Insomma, in alto i calici e tanti auguri a Vinitaly e ai suoi espositori.