
Venerdì o sabato prossimo (a seconda di quando spunterà la luna nuova) si chiuderà per i musulmani di tutto il mondo il mese di
Ramadan. Per l’occasione, il
Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha inviato loro un messaggio di auguri che contiene espressioni particolarmente importanti. “Nel travagliato periodo che stiamo attraversando –afferma tra l’altro il documento- i membri delle religioni hanno soprattutto il dovere, in quanto servitori dell’Onnipotente, di operare a favore della pace, rispettando sia le convinzioni personali e comunitarie di ciascuno che la libertà della pratica religiosa”. Altro punto importante è dove si afferma che alle persone religiose tocca il compito di essere “educatori a favore della pace, dei diritti dell’uomo, di una libertà rispettosa di ciascuno, ma anche di una vita sociale sempre più forte, poiché l’uomo deve prendersi cura dei propri fratelli e sorelle in umanità, senza alcuna discriminazione”. Bella questa cosa di essere “fratelli e sorelle in umanità”: se ce ne ricordassimo più spesso, di questa fratellanza e sorellanza,
l’umanità avrebbe forse meno problemi.
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