Il Papa: urge una "info-etica" nel campo della comunicazione
È un vero peccato che, complice anche la crisi di governo che tracima da ogni pagina di giornale, il messaggio papale per la Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali, pubblicato come ogni anno in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, non riceverà forse il dovuto rilievo. Peccato perchè si tratta davvero di un documento molto lucido del quale conviene estrarre qui un paio di passaggi a futura memoria. "Oggi, in modo sempre più marcato –scrive il Papa- la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede". E ancora: "Si constata, ad esempio che su talune vicende i media non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per 'creare' gli eventi stessi". Chissà se a Bruno Vespa, con il suo contorno di modellini della villetta di Cogne e riproduzioni del bagno della casa del delitto di Perugia fischieranno le orecchie. Con ragione il Papa afferma quindi che “più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria, in questo ambito, un'"info-etica" così come esiste la bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita”. Sì, sarebbe davvero interessante che uno dei tanti talk show che infestano le televisioni dedicasse una puntata di approfondimento a queste tematiche. Speranza vana, temiamo.
Il Papa: urge una “info-etica” nel campo della comunicazione « SPIRITUAL SEEDS
RispondiEliminaE' stato reso noto il messaggio papale in occasione della Giornata mondiale delle cominicazioni sociale. A parere del Papa serve una vera e propria "info-etica" che si occupi di arginare gli eccessi nel campo delle comunicazioni.
Il Papa: urge una “info-etica” nel campo della comunicazione
RispondiEliminaE' stato reso noto il messaggio papale in occasione della Giornata mondiale delle cominicazioni sociale. A parere del Papa serve una vera e propria "info-etica" che si occupi di arginare gli eccessi nel campo delle comunicazioni.
Decisamente d'accordo.. pur se nessuno (od almeno la maggioranza nel paese) ben anestetizzato e plagiato ne capisce la rilevanza del fenomeno...
RispondiEliminapurtroppo:(
RispondiEliminagrazie per essere passato dalle mie parti
RispondiEliminaaffronto questo tema nella mia ricerca di dottorato e sono perfettamente d'accordo con quanto emerge dall'analisi del papa e dal post in cui la riporti.
RispondiEliminaWalter Benjamin diceva che il 900 ha visto comparire una crisi della capacità di fare esperienza, che si traduce, poi nella totale impossibilità di comunicare. Non sappiamo più "sentire", non sappiamo più "ricevere" e quindi non sappiamo più dare. Mercificazione, urbanizzazione estrema, guerre a livello planetario: trauma dei sensi e loro uccisione - ma, d'altra parte, trionfo dell'informazione, della realtà fabbricata in formato scatola da consegna, prodotta in catena di montaggio.
Sì, i media hanno questa responsabilità.
Un altro grande, McLuhan, scriveva: "il medium è il messaggio".
E' nostro dovere riflettere su questo, risvegliare i nostri sensi, i nostri recettori, riaprirci alla realtà e svegliarci dalla narcotizzazione a cui ci hanno ridotto.
Arrivo da Opéra bouffe dove ho letto il seguente suo commento:
RispondiElimina"Nel leibniziano migliore dei mondi possibili, avresti ragione, ma siccome non viviamo in esso, un giorno espressamente dedicato a ricordare è una buona cosa"
Reverendo, perdoni innanzitutto la mia intrusione e poi la mia improntitudine, ma è sicuro di ricordarsela bene la Teodicea di Leibniz?
leggendo il commento di Candide sono andata a vedere il blog di provenienza, dove ho lasciato il mio parere.
RispondiEliminaQui basti dire che concordo con donmo.
Grazie Engels.
RispondiElimina@ engelsblick
RispondiEliminasu cosa concordi? il suo parere sulla giornata della memoria è accettabilissimo anche da parte mia.
Quello che non condivido sono le citazioni ad capocchiam di Leibniz. O pure quelle devono essere prese necessariamente per buone perché proferite da Donmo?
Capisco che citare Leibniz faccia fico, ma se il tuo beneamato reverendo avesse letto i Saggi di Teodicea, ma anche soltanto uno scalcinatissimo manuale di liceo o wikipedia, saprebbe che per Leibniz:
1) IL NOSTRO MONDO è il migliore dei mondi possibili, ossia il più armonico
2) Dio (monade delle monadi) lo ha scelto tra infiniti mondi possibili
3) La scelta di Dio è libera (non necessitata) ma determinata dalla bontà del mondo che Dio sceglie
4) Infine forse capirebbe anche a quale altro filosofo critico di Leibniz allude il mio nikname "Candide" e perché
Ma purtroppo capisco anche che, per il vostro fanatismo, difficilmente riuscirò a farvi comprendere il senso di un banalissimo rilievo filologico.
Pace e bene a tutti
@ Donmo
Se questo può farla stare meglio, anch'io concordo con Lei.
Pace e bene di nuovo e a mai più rivederci, neache per sbaglio
Nel lebniziano migliore dei mondi possibili ci siamo immersi fino al collo e anche di più
RispondiEliminaCandide, permettimi, scrivi ad una dottoranda in filosofia e cultrice della materia alla prima università di Roma, che ragiona con la sua testa e non dà ragione alle persone solo perchè vestono un abito. La citazione di donmo a mio avviso non voleva essere esercizio di esegesi, ma un semplice, immediato, eloquente modo di dire per intendere che: siccome il nostro mondo non è perfetto, fanno bene ricorrenze come il giorno della memoria.
RispondiEliminaSe poi bisogna fare polemica per forza, questo è un altro paio di maniche, ma la filosofia non c'entra niente.
engelsblick - ti sei premurata di venire a copiaincollare il tuo ultimo commento lasciato qui anche sul mio blog senza che ce ne fosse motivo, dato che è il mio blog, non quello di Candide.
RispondiEliminaAd essere sinceri, la sensazione che ho avuto dal tono del commento è stata quella di una persona che impugna agomentazioni con l'intento di polemizzare per il gusto di farlo, e non è esattamente quello che mi aspetto da una dottoranda in filosofia e cultrice della materia all'università. Da una persona di cultura mi aspetto che sia in grado di indirizzare invettive e quant'altro verso l'interlocutore giusto, ché non è condizione sufficiente che Candide o chiunque altro dica "sono arrivato qui dal blog Opéra Bouffe..." perché tu te la prenda con me.
Ciao.
ti ho già chiesto scusa sul tuo blog, perdonami, mi sono sbagliata. non volevo offenderti in alcun modo, davvero.
RispondiEliminaGiorgia, permettimi, ma mi sembra che il primo ad andare OT sia stato qualcun'altro, quindi mi sentirei di suggerirti di rivolgere i tuoi strali verso costui (o costei, non so). Grazie:)
RispondiEliminaDonMo - io non rivolgo strali ad alcuno, ho risposto a engelsblick che pareva essersela presa con me per una cosa che io non ho mai detto né scritto (infatti non l'avevo scritto io, ma "Candide").
RispondiEliminaIl costui o costei a cui ti riferisci, tra l'altro, non ha lasciato commenti da me, quindi capirai benissimo come, leggendo il commento di engelsblick, io possa essere rimasta un po' sconcertata, non capendo assolutamente a quale commento si riferisse, e la cosa mi ha un po' irritato, perché mi sembrava un'accusa gratuita, dal momento che, almeno nei miei commenti, la discussione si era svolta in maniera civile e pacifica - anche engelsblick aveva già esposto la sua opinione sul mio blog, e nessuno le aveva risposto in modo sgarbato o cose così, perciò son dovuta venire qui, dato che lei nominava qualcosa successa sul tuo blog, per cercare di capire dove stava l'inghippo.
Poi, siccome lei si è scusata e mi ha chiesto di cancellare il suo commento, così ho fatto (eh, ho visto il suo commento a tal proposito solo stamattina, qualche ora dopo che l'aveva lasciato, non è che la stessi ignorando, ma, sai com'è, di notte generalmente io dormo... ;) ) e per me il "problema", se lo vogliamo chiamare così, è finito lì.
Puoi tranquillamente cancellare il mio commento precedente qui, se credi, così non ci saranno più fraintendimenti.
Ciao. :)
E perchè mai dovrei cancellare qualcosa?
RispondiEliminaComunque, visto che ci siamo, puoi farmi un favore? Mi sembra di capire che il costui o costei aspiri al ruolo di Sommo Pontefice del Laicismo. Visto che non credo ricapiti da queste parti, se capita dalle tue puoi per favore dirgli che il posto è attualmente occupato da Odifreddi? Per addolcire la pillola, puoi però aggiungere che se fa il brav* e studia, magari lo diventerà la prossima volta.
Ciao :-)
http://clotildeblog.wordpress.com/2008/01/29/delle-citazioni-ad-capocchiam-della-signorina-lei-non-sa-chi-sono-io-e-di-altri-demoni-ovvero-di-quando-in-uninutile-querelle-serve-soltanto-la-clava-e-non-il-fioretto/#respond
RispondiEliminaCandide
donmo, tu non sai come ti sono grata!
RispondiEliminaaggiungo solo che mi rendo conto che la gente non aspetta altro che attaccar brighe, e mi ci metto anche io: so di aver reagito in modo eccessivo, ma è dalla settimana della mancata visita del papa alla sapienza che mi sento aggredire verbalmente in nome di democrazia, libertà e laicismo solo perchè sono cattolica, e purtroppo sono solo un essere umano e a furia di ricevere attacchi ho perso la testa anche io... così, quando ho letto il tono con cui candide si è rivolto a te non ci ho visto più. se poi aggiungiamo che sto passando un inferno a livello di vita personale, beh... il quadro è completo!
RispondiEliminaChiedo scusa per aver acceso questo dibattito.
Engelsblick - scusa se mi permetto, mi dispiace che tu abbia avuto una brutta settimana e problemi personali, però penso che tirare in ballo una "persecuzione" nei confronti dei cattolici mi pare eccessivo. Suona un po' come la moglie di Mastella che dice che si sente "perseguitata ed attaccata perché è cattolica".
RispondiEliminaGuarda, son cattolica pure io, ma non mi sento affatto perseguitata. Ho un sacco di amici atei o agnostici o di altre confessioni con i quali discuto e mi confronto in modo civile, senza aspettarmi di "convertirli" (non ci tengo minimamente, non si può imporre la fede), né loro tentano di convincere me che quello in cui credo sia sbagliato o chissà cosa. Si chiama rispetto, ed è una cosa bidirezionale - non si riceve rispetto se non lo si dà.
Ma se al primo parere contrario uno parte col vittimismo non ci fa né una bella figura, né dimostra di essere una persona di cultura, perché cultura non vuol dire avere diciotto lauree stampate su pergamena da appendere in salotto, significa anche e soprattutto ascoltare e conoscere un pensiero diverso dal proprio. Senza confronto non c'è cultura.
Lo so. Anche io ho un sacco di amici atei, agnostici o di altre religioni. Per quanto riguarda i fatti cui mi riferivo, essendo stata nell'organizzazione della visita del papa ho impattato in prima persona con l'acredine che in quei giorni si è respirata alla Sapienza, unita alla tensione che gli eventi hanno causato. Per il resto non credo esista una persecuzione nei confronti dei cattolici, parlavo solo di una contingenza personale, che non riguarda solo quella settimana ma anche fatti personali ulteriori: lo dicevo per spiegare perchè ho reagito così a Candide, e al commento con cui ha sfoggiato la sua conoscenza di Leibniz, aggiungendo "Ma purtroppo capisco anche che, per il vostro fanatismo, difficilmente riuscirò a farvi comprendere il senso di un banalissimo rilievo filologico" (v. sopra): mi sono sentita in qualche modo attaccata e ho reagito con toni che abitualmente non mi appartengono. Una forma di difesa non giustificabile ma forse -spero, almeno - comprensibile. Se poi questo mi qualifica come persona che non sa ascoltare, non posso che accogliere questa critica e cercare di migliorarmi.
RispondiEliminaEngelsblick - forse non mi sono spiegata: io non "qualifico" né etichetto alcuno, sto solo dicendo che se uno/a, ogni volta si presenti un confronto dialettico, si barrica dietro al vittimismo ("tutti ce l'hanno con me perché sono cattolico / musulmano / ateo / battipagliese / portatore sano di verme solitario / piccolo e nero / whatever") - cioè se questo è il comportamento consueto di questa persona - beh, questa è una persona con la quale è palesemente inutile discutere, perché, converrai anche tu, non è costruttivo parlare con chi si sente vittima anche quando non lo è (per questo dicevo che parlare di persecuzione mi pare eccessivo: nessuno ti vieta di seguire la tua fede.) e non sa argomentare in altro modo il proprio punto di vista.
RispondiEliminaSe non è il tuo caso, ovvero se, come dici proprio tu nel commento qui sopra, è stata una reazione eccessiva dovuta a un tuo malumore temporaneo, allora tanto meglio per te e anche per quelli con cui ti confronti quotidianamente. :)
Bene, quindi mi pare che ci siamo chiariti! Vedi, Giorgia, con gente come te è bello parlare e confrontarsi (lo abbiamo fatto pure davanti ad una pizza). Fosse così con tutti il mondo sarebbe migliore, ma non si può chedere troppo.
RispondiEliminaAccipicchia, i commenti a questo post stanno diventando più lunghi del rotolo di Kerouac! Bello :-)
RispondiEliminaEngels: poi mi spiegherai i motivi della gratitudine, ok?
RispondiElimina[...] di casa non ha colpa. Scelgo allora di parlare garbatamente al diretto interressato spostandomi sul primo post del suo blog, e decido di farlo anonimamente come Candide per evitare che un banale rilievo filologico-esegetico [...]
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