
Qualche mese fa
segnalavamo la notizia che un vescovo olandese aveva proposto di riferirsi a
Dio chiamandolo
Allah. Proposta che sollevò non poche polemiche e che cadde presto (almeno così parve)
nel dimenticatoio. Ma chissà che i governanti malesiani non se ne siano ricordati al momento di promulgare una legge che sta provocando, a sua, volta, un mare di polemiche. D’ora in poi, infatti, in libri e riviste cristiane, sarà proibito riferirsi a Dio chiamandolo, appunto, “Allah”, visto che tale nome potrà essere usato solo all’interno di un contesto islamico. A parere dei legislatori del lontano Paese, la parola “Allah, usata fuori dal proprio contesto, potrebbe infatti generare confusioni con il Dio della Bibbia. Il quale Dio biblico (ma questo è un parere personale di chi scrive) si starà facendo un sacco di risate di certe questioni nominalistiche. Senza contare che gli stessi musulmani che vivono in Occidente non esitano (e fanno benissimo) a riferirsi ad Allah chiamandolo Dio, God, Gott ecc. ecc. a seconda del Paese in cui vivono. Passiamo oltre. Visto che si parla di Islam (e per parlare di cose serie) ecco un interessante articolo di un sociologo egiziano dedicato L’enigma della religiosità all’interno del mondo arabo.
Malesia: vietato riferirsi a Dio chiamandolo “Allah”
RispondiEliminaUna legge appena entrata in vigore in Malesia vieta di riferirsi a Dio chiamandolo Allah. Secondo i legislatori malesiani, la cosa potrebbe generare confusioni con il Dio della Bibbia