
Sembrava la risposta giusta ad una domanda (pare) crescente da parte delle
bagnanti islamiche: come conciliare, cioè, la passione per le onde ed i dettami della propria religione che vietano di mostrarsi in pubblico in abiti succinti? E la risposta in questione sembrava essersi concretizzata in un nome:
burqini. Facile gioco di parole tra il
burqa islamico e l’occidentalissimo bikini. Le speranze di una conciliazione tra le due esigenze si sono però infrante sui bordi di una
piscina olandese. Liselotte Buitelaar (convertita da sei anni all’islam) stava infatti giocando in acqua con il proprio bambino di due anni indossando il controverso costume, quando si è avvicinato il direttore della piscina, Hans Meijer, il quale si è fatto portavoce delle lamentele dell’utenza nei riguardi del costume islamico. Ed ha invitato senza tante perifrasi la bagnante musulmana ad usufruire dei servizi della piscina negli orari speciali riservati ai
gruppi separati, come ad esempio gli obesi. Davvero difficile imparare a convivere con la diversità, e questo da una parte e dall’altra. Forse in Occidente ci siamo dimenticati troppo in fretta
da dove veniamo. L’Islam, da parte sua, non ha ancora trovato come integrarsi senza perdere la propria identità. Eppure una conciliazione tra le due esigenze si sta facendo sempre più urgente.
Olanda: burqini? No, grazie
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Olanda: burqini? No, grazie « SPIRITUAL SEEDS
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RispondiEliminaA me viene solo da dire - pensando tanto all'occidente quanto all'oriente: povere donne!
RispondiEliminagià, difficile darti torto (purtroppo)
RispondiEliminaGli obesi come gruppi separati? Questo mi incuriosisce anche di più del burquini. Perché sono separati?
RispondiEliminaGià, in effetti non si capisce bene se la cosa è fatta per impedire ai "normali" la vista degli obesi che si bagnano (come se la cosa fosse fastidiosa) o se è fatta per venire loro incontro lasciando spazi adeguati. Chissà.
RispondiEliminaIn ogni caso non è una cosa bella: voglio dire che se fossero isolati è incommentabile, ma se si isolassero per la vergogna e per la mancata accettazione del proprio corpo sarebbe ugualmente triste.
RispondiEliminaGuà, hai proprio ragione, sarebbe una cosa tristissima in tutti e due i casi. Forse (in buona fede) la direzione della piscina riserva loro dei tempi e delgi spazi appositi per venire loro incontro, chissà, speriamo.
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