mercoledì 21 maggio 2008

Israele: polemiche per vangeli mandati al rogo

Non è mai un buon segnale quando si bruciano libri, come insegna anche Fahreneit 451. Tanto più se si tratta di libri sacri ad una religione e gli autori del rogo appartengono ad un’altra. Purtroppo è quanto successo in Israele, per l’esattezza a Or Yehuda, nei pressi di Tel Aviv, secondo quanto affermano le cronache provenienti dal Paese mediorientale. Cronache che, peraltro, sembrano avere avuto una scarsissima eco da noi. In ogni caso, a quanto si apprende la situazione è precipitata “quando il vicesindaco di Or Yehuda Uzi Aharon, un ebreo ortodosso sefardita, ha avuto sentore che in un rione era stata appena distribuita «propaganda di missionari». Su sua istruzione, gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri (vi erano testi del Vecchio e Nuovo Testamento e anche pubblicazioni in ebraico a sostegno della dottrina di Gesù) che sono stati poi raccolti in un campo e dati alle fiamme”. Davvero un tristissimo episodio che –c’è da augurarsi- non trovi né imitatori né seguaci.

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