
Spiace leggere certe notizie proprio nel
Giorno della Memoria. Spiace anche darle, per la verità, ma non si può, ovviamente, far finta di nulla. Il fatto è che, come dimostra una ricerca effettuata dal
Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano e di cui da notizia Renato Mannheimer sul
Corriere della Sera, permangono nel nostro Paese vaste sacche di
antisemitismo e di
pregiudizi antiebraici. Lo studio mostra come la popolazione italiana si possa scomporre in
due macrogruppi. Mentre il
primo (per fortuna il più consistente e formato da circa il
56% del totale della popolazione) può considerarsi estraneo al germe del pregiudizio, più articolata è invece la realtà che riguarda il
44% del resto della popolazione, costituito invece da coloro che, a vario titolo, dal germe ne sono stati colpiti. Lo studio divide questa macroarea in
tre sottogruppi. Nel
primo (costituito dal 10% della popolazione) sono compresi coloro che condividono i
classici stereotipi antiebraici del tipo: gli ebrei «sono italiani fino in fondo». Il
secondo è invece costituito da un 12% della popolazione che non concorda con i pregiudizi classici ma ne adotta di
“contingenti”, del tipo: gli ebrei «parlano troppo delle loro tragedie trascurando quelle degli altri». Gli antisemiti “duri e puri”, quelli cioè che sono accomunati dal condividere ambedue i tipi di pregiudizi e che costituiscono il
terzo gruppo, ammontano al 12% della popolazione e questo è il dato più allarmante della ricerca. A loro, quindi, ma non solo, è consigliato utilizzare proficuamente questa giornata navigando tra i vari siti allestiti allo scopo, magari partendo da
qui.
Nessun commento:
Posta un commento