Il secondo libro da segnalare si intitola invece Che cosa è successo nel Vaticano II ed è opera di John O’Malley, anch’egli un gesuita, questa volta americano. Alla presentazione del volume, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha dedicato un’intera giornata di riflessione in cui sono intervenuti importanti studiosi tra i quali Gilles Routhier, Franco Giulio Brambilla e Pietro Bovati. Il primo, dell’Università canadese di Laval, ha affermato tra l’altro che “la ricezione del Vaticano II ha inizialmente beneficiato di un forte sostegno della generazione dei baby-boomers anche se essi hanno vissuto dopo il concilio un periodo di disillusione - ma non di indifferenza - in rapporto ai cambiamenti della Chiesa cattolica. In seguito, le intuizioni conciliari hanno avuto molte difficoltà a incarnarsi in forme di vita e modalità di espressione della fede in ragione del sentire anti-istituzionale e anti-tradizionale dominante nel corso degli anni Settanta”. Brambilla, Vescovo ausiliare di Milano e preside della Facolta Teologica dell’Italia Settentrionale, dal canto suo ha messo in rilievo come “l'apertura della Chiesa al mondo è stata forse l'eredità del Vaticano II più incidente, ma anche la più indeterminata”. Bovati, del Pontificio Istituto Biblico, ha incentrato invece la propria relazione sul ruolo assegnato dal Concilio alla Parola di Dio.
L’interesse crescente verso il Concilio è tra l’altro segnalato anche dalla recente nascita del sito Viva il Concilio, che segnalavamo tempo fa e che si sta arricchendo sempre più di utile materiale.
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