
Sincera apertura o cinica manovra politica per rendersi meno invisi ai difensori dei diritti umani? Quando si parla di
Cina e
libertà religiosa, la cautela è senz’altro d’obbligo. Quale ne sia l’origine, è però altrettanto indubitabile che sia da salutare con favore la
notizia che ci sarà spazio anche per le
religioni all’interno dei prossimi
giochi olimpici di
Pechino 2008. Per l’esattezza, sembra che il villaggio olimpico ospiterà, per tutta la durata dei giochi, un vero e proprio centro religioso in cui i fedeli delle
cinque confessioni riconosciute dal governo cinese (Buddhismo, Taoismo, Islam, Cristianesimo e Cattolicesimo) potranno recarsi per soddisfare le proprie esigenze spirituali.
Il centro, secondo quanto affermato da Liu Bainian, vice-presidente dell’Associazione della Chiesa Patriottica, sarà gestito da sessanta di volontari che hanno appena concluso un apposito seminario di formazione. L’augurio è questa apertura (ammesso che sia tale e non una semplice riverniciata) non duri lo spazio di un mattino ma si prolunghi anche dopo la fine dei giochi olimpici.