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mercoledì 7 aprile 2010

Il Dalai Lama in Svizzera tra simpatie e antipatie e una mostra sui monaci Zen

Poche figure godono attualmente di una stima universale e pressoché unanime pari a quella del Dalai Lama. A ben vedere, però, l’unanimità non è tale, almeno a giudicare dalla pubblicazione di un curioso articolo uscito in occasione della visita che il leader tibetano compie da oggi a domenica prossima in Svizzera, dove (è bene ricordarlo) vive la più grande comunità tibetana d’Europa, formata da ben 4000 membri.

Il titolare di un’agenzia che organizza viaggi in Tibet, per esempio, è lapidario: non solo l’operato di Pechino è ineccepibile, ma "tutto è scritto in due lingue, mandarino e tibetano. Le nuove costruzioni devono essere ispirate all'architettura locale. Le infrastrutture si sviluppano a grande velocità. La sedentarizzazione permette alle popolazioni nomadi di migliorare la vita quotidiana: acqua corrente, bagno, riscaldamento…". Quanto alla libertà religiosa, nessun problema neppure a questo riguardo, assicurano due svizzeri che lavorano da tempo in Cina: “"Penso che la libertà di religione sia rispettata in Tibet allo stesso modo che in tutta la Cina. Non credo che ci sia la minima traccia di genocidio culturale. Tutto è valorizzato: la cultura, i templi; c'è una vera volontà di preservare. Certo, c'è un modo di vita che cambia. Ma ciò non è legato all'oppressione di un governo, bensì all'evoluzione dei costumi nelle popolazioni".

Tutte le opinioni sono legittime, evidentemente. Comunque, sempre per rimanere in tema di Oriente e di monachesimo, non si può non segnalare l’apertura di una mostra fotografica che si preannuncia estremamente interessante. E’ ospitata presso il Museo d’Arte Orientale Giuseppe Tucci di Roma, si chiama “Zuiganji. La vita dei monaci Zen” e sarà visitabile da sabato prossimo. Maggiori informazioni su Milleorienti.

martedì 9 settembre 2008

Il buddismo tra caricature ed approfondimenti


Povero buddismo. È quello che personalmente ho pensato nel leggere negli ultimi giorni un paio di notizie che riducevano questa antica e nobile religione ad una caricatura. La prima si riferiva ad Amy Winehouse ed informava circa una sua presunta conversione. La seconda (ancora più sublime) asseriva che Victoria e David Beckham avrebbero ceduto a loro volta al fascino dell’Oriente informando inoltre che <<diventare buddisti in California è di moda e loro sono diventati californiani in tutto e per tutto. Secondo queste fonti, David ha cominciato a praticare yoga dopo un infortunio a un ginocchio poi un suo compagno di squadra buddista gli ha suggerito un mantra per calmare la sua anima. Da brava moglie, Posh spice ha deciso di seguire il marito in questo percorso e così pare che ogni mattina, appena svegli, marito e moglie recitino per cinque minuti un mantra "per cominciare bene la giornata">>. Una religione fast food, insomma. Povero buddismo, appunto.


Per riequilibrare almeno un po’ le cose, ecco qualche utile segnalazione. Sotozen-net è il sito, pieno di informazioni, della Scuola Zen Soto e del tempio Daihonzan Eiheiji. Buddhismloto è invece il blog (anch’esso interessantissimo) della Confraternita del Sutra del Loto. Dopodomani, giovedì, prende il via a Venezia La polvere e lo specchio. Rassegna di cinema buddhista. In programma, tra gli altri “Morte di un maestro del tè” di Kei Kumai, “Perchè Bodhi Dharma è partito per l'Oriente?” di Bae Yong-kyun , “L'arpa birmana' di Kon Ichikawa e “Racconti della luna pallida d'agosto” di Kenji Mizoguchi. A Torino, nell’ambito di Torino Spiritualità (iniziativa di cui parleremo a suo tempo) è invece allestita una mostra fotografica che in 80 scatti ripercorre la vita del Buddha. E pazienza se Victoria e David Beckham non la visiteranno.