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mercoledì 28 aprile 2010

Unione Buddhista Italiana: un Seminario sulle religioni orientali a 25 anni dalla sua fondazione

Il 30 aprile prossimo, in occasione dei venticinque anni dalla sua fondazione, l'Unione Buddhista italiana organizza il seminario "Le Religione d’Oriente in Italia: Istituzioni, confini e dialogo", in collaborazione con la Facoltà di Studi Orientali dell'Università di Roma La Sapienza.

Come affermano gli organizzatori, la presenza in Italia di religioni provenienti dall’oriente quali il buddhismo e le tradizioni indiane costituisce un elemento nuovo, ma ormai consolidato, della scena religiosa, sia per il numero di praticanti che per i rapporti istituzionali che hanno portato alla firma di Intese con lo Stato da parte dell’ Unione buddhista e dell’Unione Induista.

In occasione dei 25 anni dalla costituzione dell'Ubi, il seminario vuole promuovere il confronto di studiosi di diversi discipline su queste due specifiche tradizioni non abramitiche, sia per la loro peculiarità nel campo religioso che per il crescente interesse mostrato nei loro confronti da parte di diversi settori della cultura e dell’opinione pubblica. Il convegno intende inoltre mettere in luce le problematiche legate alla crescita di queste presenze religiose nel territorio nazionale e i termini del dibattito culturale e politico sul pieno rispetto della libertà religiosa e sull’attuazione dei dettati costituzionali riguardo a questa specifica tematica.

Il Seminario si terrà presso l’Aula Magna della facoltà di Studi orientali della Sapienza. L’intervento di benvenuto e introduzione ai lavori è affidato Raffaele Torella (Facoltà di Studi Orientali) e Giorgio Raspa, presidente dell’Ubi. Seguiranno gli interventi di Maria Immacolata Macioti (Lo scenario multi religioso dell’Italia di oggi) e Federico Squarcin (L’Oriente in Italia). A seguire, le relazioni di Francesco Margiotta Broglio (Il riconoscimento giuridico delle confessioni “diverse dalla cattolica”: il caso di induisti e buddhisti); Paolo Naso (Stato e pluralismo confessionale nel contesto multiculturale), e Franco Di Maria (La Laicità negata). A moderare sarà Maria Angela Falà, presidente dell’Unione buddhista europea.

mercoledì 3 marzo 2010

Ecumenismo: reso noto un vademecum per i rapporti tra cattolici e ortodossi

Si conclude oggi ad Ancona il convegno nazionale dei delegati diocesani per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso. Appuntamento che ha avuto quest’anno un tema in linea con quanto notavamo nel post precedente, cioè il fatto che la maggioranza degli immigrati in Italia professa la religione cristiana, in particolare quello di tradizione ortodossa. “L’ortodossia in Italia. Nuove sfide pastorali, nuovi incontri spirituali”: questo è stato quindi il tema su cui i delegati si sono confrontati per tre giorni stimolati anche dalla riflessione proposta dal card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano. Se si osserva la situazione attuale, ha sottolineato il cardinale, “constatiamo che la Chiesa continua ad essere segnata dalle divisioni che si sono prodotte nel corso dei secoli” tanto che “permane ed è sempre più urgente il compito di rendere testimonianza alla fede cristiana”. Una “testimonianza comune dei cristiani al Vangelo”, ha precisato il card. Tettamanzi, “oggi particolarmente urgente, in un contesto sempre più segnato dal pluralismo di religioni e di culture” che interpella “non le singole confessioni cristiane, ma il cristianesimo in quanto tale” chiedendo una risposta “il più possibile unitaria e corale”.

In concomitanza con i lavori del convegno è stato reso noto un vademecum “per la pastorale delle parrocchie cattoliche verso gli orientali non cattolici”, cioè verso gli ortodossi presenti in Italia. Il testo, redatto dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo diretto da don Gino Battaglia e per i problemi giuridici guidato da mons. Adolfo Zambon, è destinato prevalentemente ai parroci, agli operatori pastorali e ai responsabili delle istituzioni educative cattoliche e organizza tutta la disciplina vigente nella Chiesa cattolica sui “corretti rapporti” con i fedeli appartenenti alle diverse Chiese ortodosse. Il testo fa il punto su alcune indicazioni relative per esempio ai sacramenti, ai matrimoni misti e all’ammissione dei fedeli alla piena comunione nella Chiesa cattolica. I vescovi hanno ritenuto necessario mettere a punto questo strumento anche alla luce dei dati sull’immigrazione del 2009, secondo cui i cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia ammonterebbero a circa quattro milioni e mezzo. Circa la metà degli immigrati sono cristiani: fra di loro i fedeli ortodossi erano stimati nel 2008 in circa un milione centotrentamila.

Un testo quindi che si propone di fare chiarezza su di un tema che sarà sempre più all’ordine del giorno.

martedì 8 settembre 2009

Insegnamento della religione: polemiche in Russia per un progetto che favorirebbe l'Ortodossia

L’insegnamento della religione, si sa, è spesso fonte di polemiche. Solo che stavolta non stiamo parlando del nostro Paese, bensì della Russia, e la religione in questione non è il Cattolicesimo bensì l’Ortodossia. Secondo un sondaggio realizzato dal centro di ricerche specializzato Levada Center e i cui risultati sono stati diffusi dall’agenzia Asia News, infatti, la grande maggioranza dei russi (in una percentuale stimabile attorno al 70%) sarebbe favorevole all’introduzione di corsi sui “Fondamenti della cultura ortodossa” nelle scuole pubbliche del Paese. Come viene spiegato nell’articolo,”l’insegnamento della cultura ortodossa nelle scuole elementari e medie russe è diventato oggetto di dibattito pubblico da quando il ministero dell’istruzione ha annunciato il lancio di un progetto pilota per la “Formazione spirituale e morale” degli studenti. Dalla primavera di quest’anno 20mila classi in 12mila scuole della Federazione inseriranno nel loro curriculum formativo un corso dedicato alla studio di una religione a scelta tra cristianesimo ortodosso, islam, giudaismo o buddismo”.

Tutti d’accordo, dunque? Neppure un po’, in quanto le confessioni religiose non Ortodosse (specialmente l’Islam, ma non solo) stanno elevando le loro proteste nei confronti del progetto, reo tra l’altro di “imporre divisioni dei bambini in base alla loro religione”. Critiche vengono comunque anche dall’interno dello stesso mondo cristiano non Ortodosso, che accusa il Cremlino di “voler affermare la posizione dominante dell’ortodossia ai danni delle confessioni cristiane minoritarie”. Altre critiche si appuntano infine sulla volontà dei dirigenti moscoviti di favorire “il ritorno in auge delle religione ortodossa con lo scopo di affermarla come puro elemento di identità nazionale”. E qui (per la serie "tutto il mondo è paese")  sembra veramente di essere tornati a casa.

venerdì 12 dicembre 2008

Torino: arte e spiritualità tra Oriente ed Occidente


Giorni importanti per l’arte, in quel di Torino. Oggi viene infatti inaugurato nel capoluogo piemontese il nuovo museo diocesano. L’esposizione, che ha sede nella chiesa inferiore della cattedrale di San Giovanni Battista, racchiude nelle parole dell’arcivescovo di Torino Severino Poletto, una triplice valenza: simbolica, storica e formale: “Simbolica in quanto racchiude una miriade di significati teologici e spirituali; storica perché prodotta da una comunità rurale o cittadina che ha manifestato l’adesione di fede dei suoi membri e formale essendo autentici capolavori d’arte che riflettono l’evoluzione del gusto e della temperie artistica e storica che li ha prodotti”. C’è da augurarsi che presto il museo si doti di un sito all’altezza della situazione che ne permetta anche una visita virtuale.


Non si può inoltre, in questa sede, tralasciare l’apertura, avvenuta pochi giorni orsono sempre a Torino, del MAO, il Museo d’Arte Orientale. Vista la stretta correlazione esistente in Oriente tra espressione artistica e spirituale, a quest’ultima è riservato largo spazio. A dimostrazione che allorquando Nietzsche definì Torino “la capitale spirituale dell’Oriente”, aveva visto giusto e lontano.

martedì 9 settembre 2008

Il buddismo tra caricature ed approfondimenti


Povero buddismo. È quello che personalmente ho pensato nel leggere negli ultimi giorni un paio di notizie che riducevano questa antica e nobile religione ad una caricatura. La prima si riferiva ad Amy Winehouse ed informava circa una sua presunta conversione. La seconda (ancora più sublime) asseriva che Victoria e David Beckham avrebbero ceduto a loro volta al fascino dell’Oriente informando inoltre che <<diventare buddisti in California è di moda e loro sono diventati californiani in tutto e per tutto. Secondo queste fonti, David ha cominciato a praticare yoga dopo un infortunio a un ginocchio poi un suo compagno di squadra buddista gli ha suggerito un mantra per calmare la sua anima. Da brava moglie, Posh spice ha deciso di seguire il marito in questo percorso e così pare che ogni mattina, appena svegli, marito e moglie recitino per cinque minuti un mantra "per cominciare bene la giornata">>. Una religione fast food, insomma. Povero buddismo, appunto.


Per riequilibrare almeno un po’ le cose, ecco qualche utile segnalazione. Sotozen-net è il sito, pieno di informazioni, della Scuola Zen Soto e del tempio Daihonzan Eiheiji. Buddhismloto è invece il blog (anch’esso interessantissimo) della Confraternita del Sutra del Loto. Dopodomani, giovedì, prende il via a Venezia La polvere e lo specchio. Rassegna di cinema buddhista. In programma, tra gli altri “Morte di un maestro del tè” di Kei Kumai, “Perchè Bodhi Dharma è partito per l'Oriente?” di Bae Yong-kyun , “L'arpa birmana' di Kon Ichikawa e “Racconti della luna pallida d'agosto” di Kenji Mizoguchi. A Torino, nell’ambito di Torino Spiritualità (iniziativa di cui parleremo a suo tempo) è invece allestita una mostra fotografica che in 80 scatti ripercorre la vita del Buddha. E pazienza se Victoria e David Beckham non la visiteranno.

giovedì 24 luglio 2008

Karadzic e la sua seconda vita "spirituale"


Certo che è davvero curiosa questa storia di Radovan Karadzic, il boia di Srebrenica, l’Hitler in sedicesimo. Braccato dalle polizie di mezzo mondo, si è poi scoperto che non si era mai allontanato da casa e disponeva addirittura di un sito internet e di una biografia online. Ma la cosa più curiosa di tutte è forse la sua nuova identità: quella del dottor Dragan David Dabic, esperto di medicine alternative a metà strada tra il santone e il guru. Significative le parole del direttore di una rivista cui il super ricercato collaborava: "Mi fece una certa impressione, e non solo per quella barba e quei capelli lunghissimi da profeta ma per il suo modo fare, di parlare: semplicemente affascinante. Disse che leggeva e apprezzava la mia rivista e avrebbe avuto piacere di scriverci. Mi diede anche un suo articolo sulle differenze tra la meditazione e il silenzio assoluto dei monaci tibetani”. “No, non ha mai parlato di politica né della sua vita privata, si è sempre e solo limitato a parlare di spiritualità" fa eco una sua conoscente. E poi basta guardare le sue foto: chi non si sarebbe fidato di uno così? Magari un po’ bizzarro, ma con uno sguardo mite e dolce. Come quello di altri. Poi dice che non è vero che l’abito non fa il monaco…

venerdì 4 aprile 2008

Il Papa negli USA, Time e le difficoltà del dialogo interreligioso

Dal prossimo 15 aprile fino al 20 dello stesso mese, Benedetto XVI sarà negli Stati Uniti per un importante viaggio pastorale. Nell’occasione, la prestigiosa rivista d’oltreoceano Time gli dedica una copertina (visibile qui a fianco) con il titolo: “Perchè il Papa ama l’America”. Non è la prima cover (le altre sono visibili qui e qui) che Time dedica a Benedetto XVI, segno di un interesse verso il cattolicesimo acuitosi anche in concomitanza con le presidenziali americane. Intanto si viene a sapere che il Papa (in occasione della Pasqua ebraica) visiterà una sinagoga della Grande Mela. Se i rapporti tra cattolicesimo ed ebraismo troveranno giovamento dalla visita papale statunitense, non altrettanto si può dire di quelli tra la Chiesa di Roma ed il Sikhismo. In occasione di un incontro interreligioso che il Papa avrà a Washington durante la settimana, ai sikh sarà infatti interdetto di partecipare. Un effetto collaterale dell’Undici settembre, a quanto pare. I servizi di sicurezza statunitensi sembrano infatti irremovibili e non accettano l’uso del kirpan, il pugnale che fa parte dell’abbigliamento rituale dei sikh. I quali sembrano proprio essersela presa. Insomma, un’altra prova della complessità del mondo in cui viviamo (e forse anche una metafora delle difficoltà del dialogo tra le religioni).

giovedì 30 agosto 2007

La "Piccola via" di Teresina: un'intuizione presente in molte vie spirituali

Sono passati dieci anni da quando Santa Teresa di Gesù Bambino (più nota come Santa Teresina e particolarmente cara ai blogger) è stata nominata Dottore della Chiesa. Per l’occasione, il mensile 30 Giorni pubblica un interessante scritto della sorella Céline Martin che parla della cosiddetta “piccola via”, il punto cardine della spiritualità della santa francese. Ricorda la sorella che l’intuizione di Teresa era già stata fatta propria da quelli che lei definisce “alcuni grandi filosofi cinesi” e fa degli esempi: <<La virtù matura approda allo stato d’infanzia» (Lao Tse, VII sec. a.C.).
«Grande uomo è colui che non ha perduto il suo cuore di fanciullo» (Meng Tse, IV sec. a.C.).

E ancora: «Conoscere la virtù virile significa progredire sempre nella via del bene e ritornare all’infanzia» (Tao Ta-Ching)>>
.

Segno, questa comunanza di pensiero, che le grandi anime sanno arrivare alle medesime intuizioni indipendentemente dal punto di partenza e da quello di arrivo. La cosa darà magari qualche dispiacere ai teorici della specificità cristiana ad oltranza e a coloro che usano l’identità come una clava, ma che è comunque (o forse proprio per questo) molto consolante.

sabato 26 maggio 2007

Cina: cresce il bisogno di spiritualità, cala la fiducia nel Partito

Si parla molto di crisi della politica, in Italia, ultimamente. Ma a quanto pare di capire, tutto il mondo è paese. Almeno a giudicare dai risultati di un’indagine della Scuola nazionale cinese dell’Amministrazione di cui da conto Asia News. Anche se il titolo dell’articolo, I funzionari hanno più fiducia nei chiromanti che nel Partito, potrebbe apparire eccessivo, i risultati dell’inchiesta fanno davvero pensare: <<il 28% degli “atei” funzionari del Partito comunista – si spiega infatti- crede nella fisiognomica, l’arte di indicare il carattere secondo la forma e i caratteri della faccia. Il 18% ricorre all’antica filosofia di Zhou Gong per sapere cosa significano i sogni. Il 13,7% confida nell’astrologia, il 6% usa I Ching per leggere il futuro e solo una minoranza, pur forte, del 47% dice di non credere in simili “superstizioni”>>. Insomma, la Cina, un gigante in crescita, e non solo economicamente.

mercoledì 25 aprile 2007

Cina: do ut des tra Pasqua e Confucio

Mi dai la tua Pasqua, che io ti do il mio Confucio? Messa così, magari, fa solo sorridere, ma la cosa è estremamente seria, come tutto ciò che riguarda quanto si muove nel campo delle fedi nel territorio dell’immensa Cina. Il fatto, come, riferisce Asia News, è che il governo di Pechino guarda con favore all’idea dei Confuciani di rendere la nascita di Confucio una festa nazionale per Hong Kong. Il problema nasce dal fatto che in tal modo i giorni di assenza dal lavoro diventerebbero troppi ed un taglio si imporrebbe di ufficio. E il taglio sarebbe appunto fatto amputando uno dei giorni di festa cui i cristiani hanno diritto nel periodo pasquale. Staremo a vedere se i cristiani cinesi saranno disposti al sacrificio.

martedì 20 febbraio 2007

Matrimoni tra bambini: una piaga diffusa anche in ambienti cristiani

I matrimoni tra bambini sono un’autentica piaga sociale che continua ad affliggere vari Stati del sud del mondo, primo tra questi l’India. Benché la legge indiana proibisca tali matrimoni, essi sono infatti ancora largamente praticati. A dimostrazione di come religioni e culture siano strettamente intrecciate, la pratica dei matrimoni tra bambini, come informa un interessante articolo della BBC, è diffusa anche in ambienti cristiani. Al punto che alcuni preti cattolici che svolgono la loro opera nel Bengala Occidentale sono stati costretti a prendere severe misure verso i responsabili di tali atti. Nell’articolo si parla anche di scomunica, su questo avrei i miei dubbi e non vorrei che fosse un’esagerazione giornalistica, ma è indubbio che i sacerdoti in questione siano stati costretti a prendere decisioni molto forti per far comprendere la gravità di tali atti.

venerdì 16 febbraio 2007

Dello Zen e della morte (in ritardo)

Si sa che i blogger amano fare le pulci alla carta stampata. Poteva uno il cui soprannome è Gattone il Censore sfuggire alla tradizione? Domanda retorica, ovviamente. Il quotidiano Il Giornale, giocando forse sul fatto che il nome di Douglas Edison Harding è decisamente poco noto in Italia, da la notizia della sua morte come se la cosa fosse avvenuta ora. Ma quando mai? Colui che viene considerato il principale diffusore dello Zen in Occidente è deceduto ormai da più di un mese. E va bene che nelle religioni orientali il confine tra la morte e la vita è sottile, ma insomma...