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giovedì 10 settembre 2009

Francia: pubblicità al cinema per riscoprire il cristianesimo


Convertirsi al cinema? Non si tratta proprio di questo, anche se la notizia riportata dal quotidiano francese Liberation è quanto mai intrigante anche perché induce ad interrogarsi sul mai dissolto nodo tra pubblicità e religione.


In soldoni si tratta di questo: per tutto il mese di settembre uno “spot di pubblicità cristiana” (eccolo su YouTube) sarà proiettato in ben centocinquanta sale cinematografiche d'Oltralpe. Come viene spiegato nell'articolo, <<Il filmato – un disegno animato – presenta le grandi tappe della vita di un essere umano. Dalla nascita – una cicogna lascia un fagotto in un camino - passando per il matrimonio in chiesa, fino alla bara ornata da una croce molto evidente. Alla fine, appare un interrogativo: “La vita... delle domande?”>>.


L'azione promozionale è curata dall'associazione Cours Alpha, il cui obiettivo è proprio quello di far scoprire o riscoprire le basi della fede cristiana. Ma non in maniera barbosa, come sottolinea il quotidiano francese, bensì attraverso <<una serie di cene “conviviali”, seguite da un intervento di un religioso o di un laico “su uno degli elementi fondamentali della fede cristiana”, poi da uno spazio di scambio “molto aperto, in cui niente è tabù”, nel corso del quale “si può liberamente discutere su Dio” e sul “senso della vita”>>.


Con una coda di veleno , l'articolo conclude che “dal 1998, data dell'inizio dei Cours Alpha in Francia, 230 000 persone avrebbero seguito uno di questi percorsi, secondo l'associazione. Ma la statistica non dice quanti, alla fine, abbiano trovato la fede”.


Anche perchè certe statistiche non toccano a noi. Ed è decisamente meglio così.

venerdì 20 febbraio 2009

Religioni, laicismo e società: se ne parla anche in Francia


Saldamente presente sulla scena pubblica nazionale da ormai qualche anno, il dibattito sui rapporti tra religione, laicità e sfera pubblica è più vivo che mai, come dimostrato anche dalla recente lettera del presidente della Camera Gianfranco Fini e dedicata appunto a tali tematiche.


Ma non si creda che tale dibattito sia limitato all’Italia (dove anzi esso appare spesso ingessato in posizioni semplicemente pro o contro il teoconservatorismo o i cosiddetti “atei devoti”). Quanto la questione sia di attualità è dimostrato dal fatto che anche in altri Paesi europei la problematica dei rapporti tra religione e sfera pubblica è più viva che mai. Per esempio la Francia, in cui il periodico del Partito Socialista, L’Hebdomadaire, ha dedicato alla complessa questione un lungo dossier del suo ultimo numero. La rivista è interamente scaricabile da qui in PDF (il dossier inizia a pagina 10 e termina a pagina 27) oppure è comodamente sfogliabile da qui in swf.


Particolarmente interessante l’intervista con il sociologo e storico Jean Baubérot che sottolinea come, a suo parere, Sarkozy stia incoraggiando la nascita di una religioni civile di stampo americano. Christian Terras, direttore della rivista Golias, si concentra invece sulle conseguenze della revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani.


Se una pecca si vuole trovare al dossier è di concentrarsi troppo sui rapporti tra stato e cattolicesimo ignorando i problemi posti dalla vasta minoranza musulmana che vive Oltralpe, ma si tratta comunque di una lettura interessante, benchè di parte.