Visualizzazione post con etichetta india. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta india. Mostra tutti i post

martedì 2 dicembre 2008

Dialogo tra le religioni: segnali di speranza anche dopo i tragici fatti dell'India


In un momento in cui i tragici fatti dell’India sembrano mettere in crisi anche il modello di quel Paese, finora ritenuto un esempio di convivenza tra le religioni, conviene mettere l’accento su alcune notizie che invece vanno in direzione opposta.


La prima viene proprio dal sub-continente asiatico, dove cristiani appartenenti a tutte le confessioni hanno organizzato un incontro interreligioso in un momento in cui tutto sembra andare nella direzione opposta.


L’altra notizia è un importante discorso del cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. Come riportano le cronache a parere del porporato il dialogo <<implica "un linguaggio comune, onestà nella presentazione delle proprie posizioni, e desiderio di fare il possibile per comprendere il punto di vista dell'altro". Presupposti che, applicati al dialogo interreligioso, fanno capire che esso non consiste "nell'essere gentili verso gli altri o nel compiacerli", nè è "questione di negoziare". Si tratta, piuttosto, di "assumersi un rischio senza rinunciare alle mie convinzioni" ma confrontandomi "con le convinzioni di un altro, accettando di prendere in considerazione argomenti diversi dai miei". "Ogni religione - ha sottolineato Tauran - ha la propria identità" ed è proprio questa "che mi permette di considerare la religione dell'altro">>.


Parole che sembrano scontate ma che non lo sono. Oggi più che mai.

martedì 18 marzo 2008

India: una spiritualità che tira (anche economicamente)

Le borse mondiali crollano, il prezzo del barile di petrolio schizza sempre più in alto, insomma, non è davvero un gran bel momento per l’economia mondiale. Eppure c’è un settore che ancora tira e non mostra segni di crisi: la spiritualità. Non è uno scherzo, almeno a leggere un articolo pubblicato dal sito indiano Sify.com. Pare infatti che nel popoloso subcontinente asiatico, proprio le esigenze dello spirito siano un potente volano per lo sviluppo economico. Un esempio eclatante è quello dei pellegrinaggi alle città sante: chi vi ha acquistato beni immobili, ha visto salire il loro valore anche di un cospicuo 45% annuo. Per arrivare ad uno strabiliante 400% in tre anni per chi ha investito in immobili nelle città gemelle di Vrindavan e Mathura. Cosa che, per fare un paragone magari irriverente, ma che può rendere l’idea, sarebbe stata un’ingenua utopia anche per i furbetti del quartierino. Brillanti prospettive vengono individuate anche per la città di Ajmer, nello stato indiano del Rajasthan, meta di crescenti pellegrinaggi in quanto sede di un noto tempio dedicato a Brahma. Va beh, in effetti fa un po’ senso parlare di spiritualità in termini economici (e/o viceversa) ma è una realtà che non si può ignorare, no?