Bella la trasmissione speciale di Che tempo che fa dedicata ieri sera a Fabrizio De Andrè nel decennale della morte. Magari a volte, nonostante le buone intenzioni di Fabio Fazio, c’è stata pure qualche scivolata nella retorica che allo stesso Faber e a tutti coloro che lo amano (ma c’è qualcuno che non lo ama?) non sarebbe piaciuta. Ma pure questo, forse, è stato un tributo da pagare per una trasmissione che rientra comunque di diritto nel ristretto novero di quelle che non faranno rimpiangere di dover pagare il canone tv.
Comunque, in questa sede, vale la pena sottolineare la dimensione spirituale dell’opera del grande cantautore genovese, sviscerata tra l’altro in due volumi: Il vangelo secondo De Andrè e La dimensione religiosa nelle canzoni di Fabrizio De Andrè. Entrambi i volumi sono peraltro citati in un articolo pubblicato dal quotidiano Avvenire un paio di giorni fa.
“Ascoltare e leggere De André –come è stato giustamente notato- era ed è comunque un atto di avvicinamento se non alla fede, certamente alla figura di Gesù che nota dopo nota, verso dopo verso si conferma “oggetto” di profondo rispetto anche per chi, cristiano non è”.
Ma non solo la figura di Gesù è stata presente nell’opera di Fabrizio: come dimenticare Tre madri e Ave Maria?
E per finire, una citazione:
Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento
da “Preghiera di gennaio” - Volume I (1967)
Un grande che ci mancherà. Inutile, ma inevitabile, sottolinearlo.
Condivido quanto hai scritto!
RispondiEliminaHo visto i tuoi gusti: condivido anch'io:)
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