La prima parla di una ricerca tutta italiana che, se è esagerato dire che della spiritualità avrebbe addirittura individuato una base scientifica, avrebbe comunque stabilito che esiste una precisa area del nostro cervello in grado di spiegare l’innata tendenza umana alla spiritualità. La questione è abbastanza complessa ma riassunta in maniera sufficientemente chiara in due articoli disponibili sul web.
Nel primo di spiega tra l’altro che “i ricercatori hanno osservato cambiamenti del senso di spiritualità in pazienti operati per cancro al cervello: quando l'operazione causava lesioni delle aree temporo-parietali, in loro aumentava la predisposizione alla spiritualità e alla trascendenza, insomma il senso dell'esistenza del divino”. Nel secondo si evidenzia come “la capacità di immergersi nella meditazione” possa arrivare “fino al punto di pensare di essere in un altro mondo e non rendersi conto del tempo che passa, la disponibilità a sacrificarsi per un ideale, la sensazione di far parte di un tutto, la fede nel trascendente e nelle esperienze extrasensoriali”.
La seconda scoperta parla invece del fatto che la religiosità non è di alcun aiuto nel campo delle malattie cardiache. Analizzando infatti i dati sanitari di 5500 persone a differente tasso di religiosità, “gli studiosi hanno notato come l'incidenza di episodi cardiaci (morti per infarto, infarti non letali, ictus o la diagnosi di cardiopatie) è risultata inferiore al'1%, ma questo è spiegato dal fatto che il campione non comprendeva persone con malattie cardiovascolari. Inoltre, si è osservato come il tasso di eventi cardiaci e la presenza di fattori di rischio ( ipercolesteromia o ipertensione) dei soggetti religiosi è uguale a quello degli altri”.
Notizie che faranno discutere, come si diceva all’inizio, ma che dimostrano se non altro come spiritualità e religione abbiano influenza su tutta quanta l’esistenza umana, nulla escluso.
Che bella scoperta! E' come sapere che quando un pianista suona Bach, all'interno del pianoforte si muovono i tasti n° 5, 9 13, ecc.
RispondiEliminaPenso che la psiche sia una "funzione" dell'anima: la prima è "cosificabile", la seconda è tanto misteriosa quanto l'unicità ed irripetibilità della persona. Fabio Mantovani
studi del genere in effetti lasciamo sempre un po' perplessi perchà il rischio di cadere nel concordismo è sempre dietro l'angolo, ma vale la pena comunque citarli e discuterne
RispondiEliminaHo avuto una "parentesi tibetana" durata molti anni. Mi mantengo ancora in salute grazie alla loro medicina tradizionale che per certe patologie è fantastica. Loro credono che medicina e mente siano i due lati di una stessa medaglia e quindi danno un grande valore alla spiritualità intesa come medicina della mente.
RispondiEliminaMi fa stare parecchio male il montare dell'onda del cinismo, dell'egoismo e non solo della negazione, ma addirittura dell'irrisione della spiritualità. Spero che la Chiesa riesca ad arginare questa deriva delle anime. E se le ricerche scientifiche aiutassero a rendere di nuovo "interessante" il cristianesimo, preghiamo che ne facciano mille al giorno!
P.S. come si chiama il magnifico esemplare felino delle foto?????
grazie per la testimionianza, Niki, è preziosa, considerato le tue esperienze.
RispondiEliminaLa felina è semplicemente la Signora. E' una vera e propria Signora (in questo momento si sta scaldando con gran classe vicino al fuoco) e non c'è bisogno di ulteriori specificazioni: chiamala Signora e lei sarà felice :-)
C'è una citazione di Terry Pratchett che mi diverte troppo!
RispondiEliminaDice all'incirca: nei tempi antichi la gente adorava i gatti come divinità. E loro non lo hanno dimenticato!
Stupenda la Signora! Veramente regale!
Mi permetto di segnalare la pubblicazione dell' E-Book gratuito:
RispondiEliminaI CONCETTI CHIAVE DELLA REALIZZAZIONE PERSONALE
http://anthropika.wordpress.com/
Grazie per l’ospitalità.
Buona giornata.