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venerdì 30 ottobre 2009

Padre Matteo Ricci: apre oggi una grande mostra nel quarto centenario della morte

Di Cina si parla molto ultimamente, è vero. Ma l’occasione che si apre oggi per farlo è davvero ghiotta e da non farsi sfuggire, tanto è particolare la sua angolazione. Presso il Braccio di Carlomagno in Vaticano viene infatti inaugurata la mostra “Ai crinali della storia. Padre Matteo Ricci fra Roma e Pechino”. Prendendo spunto dal quarto centenario della morte del gesuita, matematico e astronomo che intraprese un’azione missionaria nel territorio cinese al tempo della Dinastia dei Ming, la mostra è suddivisa in cinque sezioni: La Compagnia di Gesù e Padre Matteo Ricci; Ritratti e documenti; La Roma di Matteo Ricci; Matteo Ricci e la Cina; L’opera scientifica e geografica; e L’eredità/inculturazione.

''Nella mostra sono esposti molti autografi, tra cui il trattato sull'amicizia, se gli servì da passaporto per entrare in Cina - spiega Giovanni Morello, presidente della Fondazione per i Beni e le Attivita' Artistiche della Chiesa - In mostra anche la matrice di una lettera che papa Sisto V avrebbe dovuto scrivere all'imperatore cinese per avviare i rapporti diplomatici tra i due Stati. La lastra - continua Morello - fu scritta da Matteo Ricci, purtroppo però quando arrivò in Italia il Papa morì e il progetto non si realizzò'''.

“Li Madou” – questo il nome cinese di padre Ricci – si spense a Pechino l’11 maggio 1610. In deroga alla tradizione di non consentire l’inumazione in Cina agli stranieri, l’imperatore concesse un terreno per la sua sepoltura, come estremo tributo alla sua scienza e al suo amore per i cinesi. La via dell’ “inculturazione” scelta dal gesuita, unita alla pratica instancabile della carità, seppe dare i suoi frutti, con le conversioni di importanti dignitari e di esponenti di ceti modesti, colpiti dal grande rispetto del missionario per il Confucianesimo e per il patrimonio culturale cinese. La mostra sarà visitabile fino al 24 gennaio 2010 e l’auspicio è che serva a diffondere maggiormente la conoscenza della sua persona e del suo metodo di evangelizzazione. Qui un'intervista con Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani.

giovedì 31 luglio 2008

Cina, Olimpiadi e libertà religiosa: tra aperture e contraddizioni


A pochi giorni dall’apertura dei giochi olimpici di Pechino 2008, continua a far discutere la questione della libertà religiosa in Cina. Durante lo svolgimento dei medesimi, ma non solo. La questione è ben sintetizzata in un articolo del Foglio: il regime cinese si trova in pratica a dover navigare tra la Scilla della libertà religiosa (ufficialmente garantita dalle leggi statuali) e la Cariddi della propaganda di culto (vietatissima). “Per ovviare a questo –spiega il giornale si è deciso per due provvedimenti. Il primo è che non sarà consentito portare più di una Bibbia a persona. L’obbligo vale per atleti, tifosi e delegazioni sportive. Se saranno trovate copie in eccesso saranno requisite all’aeroporto di Pechino, al controllo dei bagagli”. "Il secondo provvedimento -spiega sempre il giornale- vuole invece dimostrare che in Cina c’è libertà religiosa. Ecco quindi che il Comitato organizzatore ha affidato a un’azienda inglese – la Bible Society di Swindon, vicino Bristol – il compito di coordinare un grande progetto editoriale. Dall’8 agosto verranno distribuite gratuitamente Bibbie e Nuovi Testamenti nel Villaggio olimpico di Pechino e delle altre città che ospiteranno le gare, comprese Shanghai e Hong Kong”. Nel frattempo si apprende che il Dalai Lama verrà ricevuto dal Senato francese durante i giochi e che lo stesso presidente americano Bush parlerà del tema della libertà religiosa. E c’è anche chi propone di boicottare la visione dei giochi per segnalare le gravi violazioni dei diritti umani da parte del governo di Pechino.