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venerdì 11 giugno 2010

Mondiali di calcio: la Chiesa sudafricana si presenta con un sito e lotta contro la tratta

Prende oggi il via, per la gioia dei pallonari di ogni latitudine, l’edizione 2010 dei campionati mondiali di calcio, che si svolgeranno com’è notorio in Sudafrica. Si tratta sempre di vetrine attraverso le quali far conoscere realtà di per sé lontane dal mondo del calcio, ma che colgono appunto l’occasione dei riflettori accesi dalla stampa internazionale per far conoscere le proprie realtà e realizzazioni.

È il caso della Chiesa sudafricana, che ha allestito un suo spazio web, simpaticamente chiamato Church on the ball. Il sito, davvero ricchissimo di materiale, propone tra l’altro anche una cappella virtuale nella quale i visitatori possono accendere una candela (ovviamente altrettanto virtuale) da acquistare nell’apposito spazio. I ricavati della vendita saranno destinati dalla Chiesa Sudafricana ad uno scopo più che nobile: la lotta alla tratta, in cui il Paese africano vanta un triste primato. «Mentre è un onore per il Sudafrica essere stato scelto per ospitare la Coppa del Mondo», afferma suor Melanie O’Condor, responsabile dell’Ufficio contro la tratta degli esseri umani della Conferenza dei vescovi dell’Africa australe e delle Congregazioni religiose sudafricane, «sappiamo anche che, come qualsiasi altro evento di questo genere, si può avere un lato negativo. E dal momento che il Sudafrica è da tempo riconosciuto internazionalmente come un punto caldo del traffico di esseri umani, vi è il fondato timore che il traffico di donne e bambini aumenterà in modo significativo durante i Mondiali. I bambini sono particolarmente a rischio. C’è anche il sospetto che alcune ragazze delle nostre scuole vengano preparate in segreto per farle prostituire».

Né è questa l’unica iniziativa benefica organizzata in occasione dei mondiali sudafricani: un’altra è il Soccer Peace Tournament, una sorta di Mondiale della Pace organizzato sempre dalla Chiesa cattolica sudafricana e avente lo scopo, come ha dichiarato Antoine Soubrier dell'Ufficio per le comunicazioni della Conferenza Episcopale dell'Africa australe, di “coinvolgere nei mondiali tutti i sudafricani, soprattutto coloro che sono rimasti ai margini dell'evento”. Insomma calcio  e sensibilità sociale e religiosa possono convivere. Il desiderio e l’augurio è che ciò non duri solo lo spazio di un Mondiale.

martedì 13 aprile 2010

A piedi sulle orme di Lutero e a cavallo sulle tracce di Padre Pio

Anche lo sport può aiutare il dialogo tra religioni e confessioni diverse: questo devono aver pensato gli ideatori e gli organizzatori di due originali manifestazioni, la prima delle quali partita da poco tempo mentre la seconda è prevista per il prossimo 28 aprile.

Nel primo caso si tratta di “Von Luther Zum Papst” (“Da Lutero al Papa”): venticinque corridori di cinque diverse nazioni (Germania, Polonia, Italia, Stati Uniti e Kenya) sono partiti da Lutherstadt Wittenberg, in Germania, per raggiungere la Città del Vaticano. La distanza, circa duemila chilometri, sarà coperta in 15 tappe. Al loro arrivo a Roma il 21 aprile, i partecipanti saranno ricevuti da Papa Benedetto XVI. L’idea alla base di questa maratona è di ripercorrere, a distanza di cinquecento anni, il cammino verso Roma di Martin Lutero sostituendo le divisioni e rotture, seguite al primo viaggio, con l’armonia e la volontà di riunire uomini di razza e religioni diverse nello stesso percorso quest’oggi. La staffetta ha anche uno scopo benefico: grazie alla partecipazione di due maratoneti del Kenya, infatti,  verranno raccolti fondi per aiutare le vittime dei conflitti civili in Kenya.

Nel caso della seconda manifestazione si tratta invece del Primo itinerario religioso a cavallo Pietrelcina – San Giovanni Rotondo: cinque giorni di trekking a cavallo o in bicicletta sui luoghi legati alla presenza e alla vita di Padre Pio.

venerdì 8 agosto 2008

Olimpiadi: molte le iniziative in favore del Tibet e dei diritti umani


A ormai poche ore dall’inizio dei giochi olimpici di Pechino, si stanno moltiplicando le iniziative in sostegno della causa tibetana e, più in generale, in favore della libertà politica, culturale e religiosa nell’immenso paese asiatico. Iniziative di cui conviene fare quindi un rapido riassunto. Il vescovo coadiutore di Hong Kong, mons. John Tong, dalle colonne dell’Osservatore Romano spiega i "sentimenti ambivalenti" con i quali ha accettato di partecipare - quale rappresentante ufficiale della Chiesa cattolica - alla cerimonia di apertura dei Giochi. E mentre anche il Dalai Lama prega per successo dei Giochi, Assisi sarà invece protagonista oggi di un’iniziativa voluta dai radicali italiani intitolata “Diritti umani e valori olimpici: strumenti di pace per le nazioni del mondo e per il Tibet - Da Assisi al mondo un messaggio di pace e di nonviolenza”. Notizie contrastanti vengono dal fronte della libertà religiosa, per cui è da segnalare con favore un’iniziativa tutta italiana di cui c’è quindi da essere particolarmente fieri: si chiama A wisp for Tibet ed invita a tagliarsi una ciocca di capelli in solidarietà con la popolazione tibetana. L’iniziativa dispone anche di un canale su YouTube e di un gruppo in FaceBook. Poi non si può tacere del fatto che la bandiera del Tibet sventola anche sul ponte Milvio, luogo simbolico ove l’imperatore Costantino ebbe la celebre visione. E infine, vinca il migliore.

giovedì 31 luglio 2008

Cina, Olimpiadi e libertà religiosa: tra aperture e contraddizioni


A pochi giorni dall’apertura dei giochi olimpici di Pechino 2008, continua a far discutere la questione della libertà religiosa in Cina. Durante lo svolgimento dei medesimi, ma non solo. La questione è ben sintetizzata in un articolo del Foglio: il regime cinese si trova in pratica a dover navigare tra la Scilla della libertà religiosa (ufficialmente garantita dalle leggi statuali) e la Cariddi della propaganda di culto (vietatissima). “Per ovviare a questo –spiega il giornale si è deciso per due provvedimenti. Il primo è che non sarà consentito portare più di una Bibbia a persona. L’obbligo vale per atleti, tifosi e delegazioni sportive. Se saranno trovate copie in eccesso saranno requisite all’aeroporto di Pechino, al controllo dei bagagli”. "Il secondo provvedimento -spiega sempre il giornale- vuole invece dimostrare che in Cina c’è libertà religiosa. Ecco quindi che il Comitato organizzatore ha affidato a un’azienda inglese – la Bible Society di Swindon, vicino Bristol – il compito di coordinare un grande progetto editoriale. Dall’8 agosto verranno distribuite gratuitamente Bibbie e Nuovi Testamenti nel Villaggio olimpico di Pechino e delle altre città che ospiteranno le gare, comprese Shanghai e Hong Kong”. Nel frattempo si apprende che il Dalai Lama verrà ricevuto dal Senato francese durante i giochi e che lo stesso presidente americano Bush parlerà del tema della libertà religiosa. E c’è anche chi propone di boicottare la visione dei giochi per segnalare le gravi violazioni dei diritti umani da parte del governo di Pechino.

sabato 7 giugno 2008

Europei di calcio: in campo anche le chiese cristiane


I pallonari di tutta Europa (e non solo loro) avranno di che sollazzarsi, da qui fino al prossimo 29 giugno, data in cui verrà disputata la finalissima degli Europei di calcio 2008. A scendere in campo però (per usare un’espressione in voga nel nostro Paese) saranno anche le chiese cristiane, unite in quello che si potrebbe tranquillamente definire un ecumenismo calcistico. L’iniziativa, organizzata congiuntamente dalla Chiesa cattolica e dalla Federazione delle chiese protestanti in Svizzera (Feps), si avvale anche di un apposito sito denominato Kirche08. "Come Chiesa siamo nella 'partita' degli esseri umani da 2008 anni - ha detto il presidente della Feps, Thomas Wipf - si tratta di condividere con le persone l'entusiasmo per il calcio ma anche di essere pronti ai loro bisogni esistenziali e sociali". L'iniziativa ha ricevuto il sostegno del Consiglio federale per Euro 2008 il cui delegato, Benedikt Weibel, ha dichiarato che "se questa azione delle Chiese porterà a riflettere su valori come il rispetto della persona e dei diritti saremo felici". Logo dell'iniziativa è una sciarpa da tifoso con la scritta "Chiesa 2008" che campeggerà nelle 8 città svizzere che ospiteranno le partite. Nelle chiese sacerdoti, diaconi e collaboratori saranno a disposizione delle squadre, dei funzionari e dei tifosi. Tra le altre iniziative culti ecumenici, una gara amichevole tra squadre di comunità religiose ed un centro, a Zurigo, dove gli 800 volontari potranno vivere tempi di silenzio e di riposo.

martedì 27 maggio 2008

USA: corpo e anima in forma con la Bibbia

È meglio curare il corpo o lo spirito? Il dilemma, in verità, è vecchio di secoli ed è stato risolto da Giovenale con l’antico motto: “Mens sana in corpore sano”. Siccome, però, a volte non c’è nulla di più nuovo dell’antico, ecco che ogni tanto qualcuno riscopre la vecchia massima. È il caso di questa notizia lanciata dal quotidiano americano Usa Today, in cui si parla di un programma denominato First Place programme ed il cui scopo è proprio quello di abbinare l’allenamento del fisico, la cura dello spirito ed una sana alimentazione. Proposto dalla Taylor Road Baptist Church, una chiesa battista texana, il First Place programme si rifà ad analoghi progetti originariamente sorti con lo scopo precipuo di perdere peso in maniera “biblicamente corretta”. Il programma, che attualmente conta 35 partecipanti, prevede sessioni settimanali di studio della Bibbia, un costante impegno nella preghiera, esercizio fisico e un’adeguata nutrizione. Insomma, una vera e propria church/fitness, come viene definita simpaticamente nell’articolo. Che, tra l’altro, non ha ancora preso piede da noi, ma non è ancora detta l’ultima parola.

lunedì 21 gennaio 2008

Islam, sport e abbigliamento: una triade di difficile composizione per le donne

Sono davvero momenti difficili per le atlete che professano la religione islamica, e questo a motivo del loro abbigliamento durante le gare. I guai sono ancora maggiori se si pensa che, da un lato, c’è chi pensa che le medesime atlete siamo troppo vestite, dall’altro chi ritiene che lo siano troppo poco. Il primo è il caso di Juashuanna Kelly, una sedicenne americana, promettente mezzofondista, che corre con un body che le lascia scoperte soltanto le mani e il volto. In questo caso i guai non le sono venuti dai rappresentanti della propria religione, bensì da un forse troppo solerte giudice di gara che l’ha squalificata a motivo del proprio abbigliamento giudicato non consono alle gare. L’altro caso, apparentemente opposto, è quello di Sania Mirza, tennista indiana accusata, dai propri correligionari questa volta, di lasciare scoperte troppe parti del proprio corpo quando impugna la racchetta. "Guardate i miei colpi, non il mio corpo", esorta quindi con ragione la tennista. Speriamo sia ascoltata. Sempre sul tema “islam – abbigliamento sportivo femminile”, c’è questa bella galleria fotografica del Washington Post e un articolo sul sito della Women’s Sports Foundation.

mercoledì 24 ottobre 2007

Toscana: nasce il Centro spirituale del ciclismo

Bene bene. Era da un po’ che non ci capitava di dare qualche buona notizia proveniente dal mondo dello sport e quindi eccola qua: “La Federazione Ciclistica Italiana si e' dotata di un centro spirituale per creare un percorso parallelo tra fede e attività agonistica. La sede sarà il convento toscano di Santa Lucia alla Castellina. Il centro religioso dei frati carmelitani, ubicato nei dintorni di Sesto Fiorentino, diventerà ufficialmente operativo nell'ultimo weekend di novembre con l'assegnazione del premio 'Ammiraglio d'oro' a un ds del professionismo distintosi nella stagione 2007”. (Via RaiSport).

Questo è il sito del Centro (gran bel posto, tra l'altro).

venerdì 19 ottobre 2007

Cina: sport con il velo per le suore (ma non sono le Olimpiadi)

Corsa ad ostacoli, salto della corda, wrestling, 100 metri a staffetta, ma anche dama cinese e scacchi: a cimentarsi in questi sport, con tonache e velo, non sono stati atleti comuni ma oltre 40 suore cinesi e laici del nord-est della Cina, nella diocesi di Liaoning. L’evento si è svolto il primo ottobre scorso, ma è stato reso noto solo ora dall’agenzia cattolica Ucan, ripresa in Italia dall’agenzia Sir. Le suore del Sacro Cuore di Gesù hanno volutamente partecipato ai “Giochi e sport delle donne religiose” indossando i loro abiti, perché “quando le persone vedono che anche delle suore partecipano ai giochi si rendono conto che la nostra vita è dinamica e vivace”, ha detto suor Lu: “Vogliamo smentire che la vita religiosa è monotona, anche per attirare nuove vocazioni”. Secondo suor Xavier Li Ruilan, 80 anni, “concentrarsi in un gioco è qualcosa di simile alla vita spirituale: dobbiamo essere attente nonostante gli ostacoli a cui fare fronte”. Bella idea davvero, anche se gareggiare con gli abiti religiosi dev’essere decisamente scomodo. E se qualche organizzatore passasse per questi lidi, per favore prenda nota: il qui presente blogger è disponibile per una futura (e auspicabile) edizione. Categoria ciclismo su strada (o altre da concordare).

giovedì 22 marzo 2007

Bethany, la surfista dell'anima

A causa dei campionati mondiali di nuoto in corso a Melbourne, ho fatto conoscenza di una storia (o meglio, di una persona) davvero straordinaria che non conoscevo e che mi ha commosso. La storia è quella di Bethany Hamilton, giovane surfista (è nata nel 1990) alla quale quanto anni fa, appena tredicenne, occorse un terribile incidente: venne attaccata da uno squalo che le staccò il braccio sinistro all’altezza della spalla. “Non ho gridato, non ho pianto –ha dichiarato Bethany ricordando l’episodio- mi sono chiesta: perché proprio io? Poi ho pensato: stai tranquilla, abbi fiducia, sei nelle mani di Dio”. E proprio grazie alla sua fede (viene da una famiglia cattolica profondamente osservante) Bethany ha trovato la forza per proseguire la sua attività surfistica senza abbattersi ed oggi gira il mondo a raccontare la sua storia di fede in Dio e fiducia nell’uomo e nelle sue potenzialità: “Le risorse, con due braccia o solo uno, sono dentro di noi”. Nel corso dell’anno uscirà un film autobiografico che racconterà la sua storia. Qui un video con Bethany, la surfista dell’anima.

mercoledì 10 gennaio 2007

Rocky: campione sul ring e nella fede


Ma che notiziona, questa, almeno per uno che non si è mai perduto una puntata (rivedendosele anzi più volte) della trentennale saga di Rocky! Insomma, per farla breve, sembra che il mitico pugile italoamericano (o meglio, il suo interprete Sylvester Stallone, ma questo è un classico caso in cui personaggio ed interprete si fondono perfettamente) sia tornato alla fede cattolica. È quanto emerso nelle pieghe della presentazione dell’ennesimo episodio della serie.


Sulla fede del nerboruto pugile, francamente, come si potevano nutrire dubbi? Insomma: Rocky che prega davanti ad un’immagine di Cristo, Rocky che prega nella cappella dell’ospedale per la salute dell’amata Adriana, Rocky, che si fa benedire prima dell’incontro. E si potrebbe continuare.


Stallone, invece, dalla fede dei padri si era allontanato. Ora, invece, come dichiarato in diverse conferenze stampa, è tornato ad essere cattolico anche di fatto, oltre che di nascita. “Non ci si può allenare da soli –ha dichiarato tra l’altro con un simpatico esempio- La Chiesa è la palestra dell’anima. E i sacerdoti, i ministri, i pastori, sono gli allenatori”.


A suggellare il ritorno alla fede, il bravo Sylvester ha messo online su uno dei suoi siti, Rockyrosources.com, svariate risorse riguardanti il rapporto tra i film della serie ed il cattolicesimo. Insomma, un campione completo!