A ormai poche ore dall’inizio dei giochi olimpici di Pechino, si stanno moltiplicando le iniziative in sostegno della causa tibetana e, più in generale, in favore della libertà politica, culturale e religiosa nell’immenso paese asiatico. Iniziative di cui conviene fare quindi un rapido riassunto. Il vescovo coadiutore di Hong Kong, mons. John Tong, dalle colonne dell’Osservatore Romano spiega i "sentimenti ambivalenti" con i quali ha accettato di partecipare - quale rappresentante ufficiale della Chiesa cattolica - alla cerimonia di apertura dei Giochi. E mentre anche il Dalai Lama prega per successo dei Giochi, Assisi sarà invece protagonista oggi di un’iniziativa voluta dai radicali italiani intitolata “Diritti umani e valori olimpici: strumenti di pace per le nazioni del mondo e per il Tibet - Da Assisi al mondo un messaggio di pace e di nonviolenza”. Notizie contrastanti vengono dal fronte della libertà religiosa, per cui è da segnalare con favore un’iniziativa tutta italiana di cui c’è quindi da essere particolarmente fieri: si chiama A wisp for Tibet ed invita a tagliarsi una ciocca di capelli in solidarietà con la popolazione tibetana. L’iniziativa dispone anche di un canale su YouTube e di un gruppo in FaceBook. Poi non si può tacere del fatto che la bandiera del Tibet sventola anche sul ponte Milvio, luogo simbolico ove l’imperatore Costantino ebbe la celebre visione. E infine, vinca il migliore.
venerdì 8 agosto 2008
Olimpiadi: molte le iniziative in favore del Tibet e dei diritti umani
giovedì 31 luglio 2008
Cina, Olimpiadi e libertà religiosa: tra aperture e contraddizioni
A pochi giorni dall’apertura dei giochi olimpici di Pechino 2008, continua a far discutere la questione della libertà religiosa in Cina. Durante lo svolgimento dei medesimi, ma non solo. La questione è ben sintetizzata in un articolo del Foglio: il regime cinese si trova in pratica a dover navigare tra la Scilla della libertà religiosa (ufficialmente garantita dalle leggi statuali) e la Cariddi della propaganda di culto (vietatissima). “Per ovviare a questo –spiega il giornale si è deciso per due provvedimenti. Il primo è che non sarà consentito portare più di una Bibbia a persona. L’obbligo vale per atleti, tifosi e delegazioni sportive. Se saranno trovate copie in eccesso saranno requisite all’aeroporto di Pechino, al controllo dei bagagli”. "Il secondo provvedimento -spiega sempre il giornale- vuole invece dimostrare che in Cina c’è libertà religiosa. Ecco quindi che il Comitato organizzatore ha affidato a un’azienda inglese – la Bible Society di Swindon, vicino Bristol – il compito di coordinare un grande progetto editoriale. Dall’8 agosto verranno distribuite gratuitamente Bibbie e Nuovi Testamenti nel Villaggio olimpico di Pechino e delle altre città che ospiteranno le gare, comprese Shanghai e Hong Kong”. Nel frattempo si apprende che il Dalai Lama verrà ricevuto dal Senato francese durante i giochi e che lo stesso presidente americano Bush parlerà del tema della libertà religiosa. E c’è anche chi propone di boicottare la visione dei giochi per segnalare le gravi violazioni dei diritti umani da parte del governo di Pechino.