lunedì 10 dicembre 2007

Sean O'Malley: il cardinal - blogger parla della sua esperienza

L’ultimo numero della rivista Jesus riporta un’intervista all’arcivescovo di Boston, il cardinale Sean O’Malley che è tutta da leggere. Intanto perché l’uomo è intelligente e spiritoso (si veda per esempio l’ultima risposta), poi perché nella stessa il cardinale parla della sua esperienza di blogger. Egli è infatti (forse, salvo smentita) l’unico cardinale ad avere un blog e soprattutto a tenerlo costantemente aggiornato. Ecco come risponde quando l’intervistatore gli chiede se la Rete serva all’evangelizzazione:


«Certamente, soprattutto per avvicinare e comunicare con i giovani, considerando il fatto che la mia città è uno dei grandi centri universitari americani e che le ultime generazioni non leggono i giornali, ma navigano in internet. Infatti milioni di persone visitano il sito dell’arcidiocesi e il mio blog (www.cardinalseansblog.org). Il mio interesse per i social network nacque quando, un anno fa, fui invitato a Roma dai Cappuccini e, per rendere partecipe la mia diocesi di quanto si svolgeva, provai a tenere aperto un blog per una settimana. L’esperimento si concluse con un successo clamoroso: in sette giorni ricevemmo tre milioni di visite. Così ho deciso di continuare, e ogni venerdì aggiorno il mio diario elettronico».


E complimenti: tre milioni di visite in una settimana se le sogna anche Beppe Grillo.

venerdì 7 dicembre 2007

Milano: un incontro sulla libertà religiosa in onore del Dalai Lama

Si è discusso molto, e si discute, in questi giorni della visita del Dalai Lama in Italia. In questa sede lasciamo però perdere le polemiche che la visita porta con sé per segnalare un’iniziativa molto importante e al quale la stampa ha dato purtroppo poco rilievo. Domani, domenica 9 dicembre, l’Unione Giovani Ebrei d’Italia, proprio in occasione della visita del Dalai Lama in Italia ed in suo onore, ha organizzato un incontro per la libertà religiosa nel mondo durante il quale sarà data lettura di un appello che già conta molti firmatari. “In questo momento – si legge nell’appello - molti regimi dispotici impediscono ai fedeli dei propri paesi di professare liberamente il proprio culto, perseguitandoli duramente”. “Nostro intento è che credenti e non credenti si uniscano in una preghiera comune, affinché tutti i cittadini del mondo siano liberi di professare la propria religione o le proprie posizioni etiche senza essere perseguitati”. L’appuntamento è per domani alle 16.30 in via De Amicis, 17 a Milano, dove il rabbino Giuseppe Laras, l’imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini, don Gianfranco Bottoni e un Lama tibetano leggeranno passi dei rispettivi testi religiosi che parlano di libertà religiosa.

giovedì 6 dicembre 2007

Politica e appartenenza religiosa: Romney 2007 come Kennedy 1960?

Era il lontano 1960 quando Robert Kennedy, candidato alle presidenziali americane, pronunciò un discorso rimasto celebre in cui affrontava le problematiche che scaturivano dalla sua appartenenza religiosa. Era infatti la prima volta che un cattolico arrivava ad un passo dalla Casa Bianca e qualcuno temeva che magari Kennedy potesse prendere ordini dal Vaticano. Nel suo discorso, il candidato cattolico disse tra l’altro di credere “in un’America dove la divisione dei ruoli della Chiesa e dello Stato è assoluta; dove nessun prelato cattolico indicherebbe al Presidente, se dovesse essere cattolico, come comportarsi e che nessun pastore protestante direbbe ai suoi parrocchiani per chi votare”. Gli americani gli credettero.

Bene, è passato quasi mezzo secolo ed ora c’è un altro candidato che deve vedersela con la sua appartenenza religiosa: Mitt Romney. L’appartenenza non è quella cattolica, stavolta, bensì mormone. La fede nella cui chiesa sta provocando ben più di qualche mal di pancia al candidato repubblicano, che pure avrebbe qualche chance di vittoria sugli altri pretendenti alle primarie appartenenti al proprio partito: Romney è infatti belloccio (o almeno appare così in TV e in foto, ma questo a volte basta) parla bene, ha esperienza politica e dispone di un discreto gruzzolo da mettere sul piatto della sempre più dispendiosa campagna elettorale americana. Ma l’handicap non è da poco: l’appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (questo il nome ufficiale della fede mormone) è infatti invisa ad una larga fetta dell’opinione pubblica americana (quella che ovviamente non professa tale fede). Per fugare tutti i dubbi, Mitt Romney ha tenuto ieri un discorso (qui il video, qui il testo) che magari non passerà alla storia come quello citato sopra di Kennedy, ma che è comunque interessante. “La libertà ha bisogno della religione e la religione ha bisogno della libertà”, ha affermato tra l’altro rivendicando orgogliosamente che la sua fede religiosa non influenzerà la propria linea politica. Per concludere con un immancabile "God bless the United States of America.". Gli americani gli crederanno? Alla risposta mancano solo pochi mesi.

Scozia: per Natale non mangiamo tacchini, regaliamoli

Una notizia che farà felici gli amici animalisti (e non solo loro): lasciamo vivere i tacchini –che tra l’altro sono animali belli e simpatici- e non mettiamoli a tavola per Natale. Piuttosto, regaliamoli a qualche villaggio del Sud del mondo. L’iniziativa non è di qualche ONG in cerca di facile pubblicità, bensì, della Chiesa cattolica scozzese, per l’esattezza della Sciaf, che è la sua agenzia di aiuto e di sviluppo internazionale. “In Scozia – spiegano dall’agenzia – si sprecano soldi per fare regali inutili e senza senso. Perché, allora, non donare qualcosa di utile e necessario a chi è meno fortunato di noi?”. Da qui nasce la campagna “Real gifts” (Veri regali) con l’invito, tra i tanti, ad acquistare dei tacchini da destinare a famiglie indigenti di 23 Paesi in via di sviluppo che li alleveranno garantendosi una rendita economica e cibo al tempo stesso. Chi avrà aderito alla campagna riceverà una cartolina di auguri da regalare ad altri membri della propria famiglia o amici per alimentare la catena di solidarietà. Decisamente un bel modo di festeggiare il Natale ricordandosi degli altri. E (non per fare paragoni, ma tant’è) migliore di altri che –a furia di provocazioni- appaiono ormai nient’altro che la caricatura di sé stessi.

martedì 4 dicembre 2007

Murdoch si da alla spiritualità (ma con un occhio agli affari)

“Negli anni dopo il 2000 Murdoch è diventato uno dei più importanti imprenditori nel mondo delle trasmissioni digitali satellitari, nel campo cinematografico ed in molte altre forme di media. L'ultima acquisizione che ha suscitato clamore è stata (nell'estate del 2007) "Dow Jones", società che controlla il Wall Street Journal, organo di comunicazione finanziaria noto in tutto il mondo”. Così parla di Rupert Murdoch (di cui si parlò già ampiamente per l’acquisizione di MySpace) una biografia online . La voce di cui sopra andrà però aggiornata, perché “Lo Squalo” (così è chiamato nel mondo del business l’editore australiano) ha operato un’altra acquisizione che, se non farà rumore come altre cui siamo stati abituati, è però un vero e proprio segno dei tempi. Murdoch ha infatti acquisito il controllo di Beliefnet.com, forse il massimo sito mondiale di questioni attinenti la fede e la spiritualità. Il vecchio Rupert ha forse intenzione di darsi alla meditazione? C’è da dubitarne. La cosa sta comunque provocando un certo interesse Oltreoceano e tutti si interrogano su come Murdoch integrerà Beliefnet con le altre realtà editoriali del suo gruppo. Una curiosità che, per quel che vale, facciamo nostra.

Il santino? Ora arriva via SMS

Il classico santino che, a forza di portarlo nel portafoglio diceva unto e bisunto? Un’usanza del passato da abbandonare immediatamente. Sì, perché oggi è possibile ricevere il santo preferito direttamente sul proprio cellulare per la modica spesa di 12,40 centesimi. L’idea (che, piccola confessione, neppure al sottoscritto che pur si vanta di avere una fantasia alquanto fervida, sarebbe mai venuta in mente) è di Barbara Labate e ne parla un articolo de La Stampa. La quale ideatrice ha davvero pensato a tutto e nulla lasciato al caso: le classiche iconografie dei santi sono state rielaborate da un art director e le preghiere di accompagnamento riscritte da un copy. Va bene affidarsi alla Provvidenza, ma i problemi di copyright sono problemi di copyright. «I santini ci sono da 600 anni –afferma entusiasta la Labate- e continueranno ad esserci. Semplicemente, passano dal cruscotto, dal portafogli, dalla borsetta al cellulare, come è successo agli oroscopi, alla musica, alle news finanziarie, ai messaggi». L’idea ha subito entusiasmato don Mazzi (e non poteva essere altrimenti) all’interno del cui programma andranno in onda a partire dai prossimi giorni gli spot di santiprotettori.com. Ora non ci sono davvero più scuse per non avere sempre appresso il proprio santo preferito.

lunedì 3 dicembre 2007

Genova: una Santa Barbara multireligiosa per i Vigili del Fuoco

Merita davvero un’attenta riflessione (e non un’alzata di spalle come farà qualcuno, pensando magari ad un cedimento alle mode) l’iniziativa che avrà luogo domani a Genova per commemorare Santa Barbara, patrona dei Vigili del Fuoco. Al posto della sola Messa cattolica, infatti, avrà luogo un momento di meditazione  in cui avranno spazio i rappresentanti di cinque religioni: ebraismo, islam, ortodossia, protestantesimo e, ovviamente, cattolicesimo. Abbiamo pensato –spiegano gli organizzatori- di dover aprirci maggiormente alla città. Che ormai è multietnica. D’altronde, il soccorso non ha frontiere né patria. Ed è importante sottolinearlo ora che la città sente molto queste tematiche”. Anche i momenti di meditazione saranno contingentati: otto minuti per ciascuna confessione, né uno di più né di meno, senza preferenza alcuna. In effetti qualcuno, davanti a notizie come questa, potrebbe inarcare il sopracciglio gridando al religiously correct, ma è giusto ignorare realtà che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi? Basti pensare al mondo della scuola, dove gli alunni di fedi diverse da quella cristiana sono in aumento in maniera esponenziale. Iniziative come quella genovese, possono servire se non altro a far pensare a certe realtà.