Notizie decisamente meno buone per il buddismo provengono invece dalla Cina. Come informa tra gli altri anche Asia News, infatti, dal prossimo primo settembre entrerà in vigore una norma che “stabilisce che tutte le reincarnazioni (del Buddha, ndr) devono fare richiesta di approvazione ai dipartimenti provinciali o nazionali, a seconda “della loro fama o influenza”. La nuova regola, pubblicata sul sito governativo, serve per “mantenere ordine nel buddismo tibetano e creare una società armoniosa”. Una società armoniosa con il bollino del partito. Già la cosa fa un po’ tristezza.
lunedì 6 agosto 2007
Buddhismo in chiaroscuro tra Giappone e Cina
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Cinesi maledetti! Vedrai tra qualche anno.. sinceramente mi fanno paura.
RispondiEliminaIn effetti qualche motivo di allarme c'è.
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