Il direttore Antonio Rizzolo, nell’editoriale di addio, parla pudicamente di “sospensione” delle pubblicazioni, ma l’aria è tutta quella del canto del cigno. Ed è un vero e proprio peccato, perché si tratta(va) di una gran bella rivista con una storia ormai pluridecennale.
<<La cultura in Italia -scrive l’ormai ex direttore nell’editoriale di addio- difficilmente rende, dal punto di vista economico. Sono però convinto che in questi anni, e in tutta la sua storia, Letture ha sparso molti semi positivi, che hanno dato e daranno frutto. La sua scomparsa è una perdita per chiunque ama la cultura e desidera "leggere" quello che offre il panorama letterario, cinematografico, musicale>>.
E siccome bisogna pur chiudere con una nota di speranza, lo stesso don Rizzolo auspica che il presente non sia un addio, bensì un arrivederci, e che la rivista possa rivedere la luce “forse con un’altra impostazione, in un’altra forma”. Magari (è questo l’augurio di chi scrive) con l’ausilio del web.
Una Fiera del libro che viene, una rivista dedicata ai libri che va. Di cui restano comunque disponibili online gli archivi degli ultimi dieci anni, anche se è una ben magra consolazione.
Nessun commento:
Posta un commento