La bassa percentuale di integrazione riscontrata in Inghilterra preoccupa studiosi e politici soprattutto considerando gli sforzi compiuti per costruire un comune terreno di coesistenza in seguito agli attentati del 2005.
In ogni caso, non tutti i segnali provenienti dallo studio sono negativi: il medesimo fa infatti registrare che una larga maggioranza di musulmani residenti nel Regno Unito (ben il 77%) si identifica come britannica. Altro dato positivo è rappresentato dal fatto che ben il 64% dei musulmani britannici sono soddisfatti del proprio standard di vita (per fare un raffronto, in Francia la percentuale scende al 59%).
Percentuali interessanti sono anche quelle che riguardano le questioni “eticamente sensibili”. La totalità dei musulmani intervistati si è dichiarata contraria ai rapporti omosessuali; solo il 5% (contro un 55% della popolazione complessiva) dichiara accettabile l’aborto; per quanto riguarda la pornografia, essa è dichiarata accettabile solo dall’1% dei musulmani mentre lo è dal 35% del resto della popolazione, mentre per quanto riguarda il suicidio, esso è ritenuto moralmente accettabile dal 2% dei musulmani e dal 32% della popolazione complessiva.
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