Di questo (dedicato ai flussi religiosi) si sono interessati tra l’altro il Washington Post oltreoceano e La Stampa da noi, la quale ha messo l’accento soprattutto sul tasso di abbandono dei cattolici americani. Un dato che colpisce dello studio, infatti, è che “il tasso di permanenza nel cattolicesimo di quelli che vi sono entrati nell’infanzia (68%) è decisamente più grande del tasso di permanenza di chi non ha religione ed è paragonabile, o migliore, ai tassi di permanenza degli altri gruppi religiosi”. I cattolici che abbandonano la chiesa, si fa inoltre notare, sono “sostanzialmente divisi in maniera eguale fra quelli che sono diventati Protestanti e quelli che adesso non sono affiliati con nessuna religione, con pochi elementi che aderiscono ad altre fedi. Fra i Cattolici che sono diventati protestanti, la maggior parte appartengono adesso a denominazioni evangeliche”.
In realtà, la notizia è meno clamorosa di come riportata dal quotidiano torinese, visto che, come messo bene in evidenza da Usa Today nel presentare i dati del sondaggio, ben metà degli adulti americani ha cambiato religione. Piuttosto, sarebbe interessante conoscere un altro dato sul quale, almeno sembra, nessuno si è fin qui soffermato: quanti tornano alla religione di appartenenza dopo averla abbandonata. Il suggerimento è gratuito e speriamo qualcuno lo raccolga.
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