Il problema (anche se sarebbe più esatto parlare di vero e proprio scandalo) delle differenze salariali tra uomo e donna, è ben lungi dall'essere risolto. Ancora troppo spesso accade, infatti, che a parità di mansioni svolte, le donne si ritrovino una busta paga ben più magra dei loro colleghi uomini. Del problema si è occupata tra l'altro anche la Commissione Europea, la quale ha lanciato un'apposita campagna conclusasi lo scorso mese di agosto.
Il problema è comunque bel lungi dall'essere risolto e non riguarda soltanto le professioni “classiche”, come evidenzia un sondaggio svolto dall'istituto di ricerche specializzato americano Barna Group di cui da notizia l'agenzia ICN-News. La ricerca (svolta nell'ambito delle Chiese cristiane che ammettono il pastorato femminile) mette infatti in luce che le donne sono “discriminate sul piano salariale: nel 2009, il salario medio di una donna pastore si aggira sui 45.300 dollari (pari a 31.000 euro) contro i 48.600 dollari degli uomini”. Il dato ha come attenuante il fatto che negli ultimi anni “lo stipendio dei pastori è aumentato del 21%, mentre quello delle donne nel ministero è salito del 30%”, ma come aggravante c'è da mettere sull'altro piatto della bilancia il fatto “che in genere le donne pastore hanno un grado di scolarizzazione più elevato rispetto ai colleghi maschi. Al momento il 77% delle donne pastore hanno una laurea in teologia rilasciata da un Seminario, contro il 63 degli uomini”.
Passi ancora lunghi per la parità salariale, insomma, anche in chiesa.
Nessun commento:
Posta un commento