martedì 24 novembre 2009

Gesù ti vuole magro: dagli USA arrivano le diete "biblicamente corrette"

Chissà, magari la cosa potrebbe pure essere vista come una variazione dell’antico motto benedettino: non più “Prega e lavora”, bensì “Prega e dimagrisci”.

Come affermato infatti da un interessante articolo del britannico Daily Mail, infatti, l’ultimo grido in fatto di dimagrimento è quello basato sulle diete che si appoggiano sulla religione, il cristianesimo in primis.

Capostipite del settore pare sia stato il programma  Thin Within, che promette di far crescere nella fede mentre, in maniera contestuale, si riduce il girovita, mentre Oltremanica sta andando per la maggiore Fit For Life Forever, che cerca di individuare (sempre con gli strumenti che la religione mette a disposizione) le ragioni profonde per le quali si esagera con la forchetta. La tendenza ha avuto inizio in ogni caso negli States, dove libri dai titoli inequivocabili quali “What Would Jesus Eat?” e “Hallelujah Diet” sono dei veri e propri long seller.

È comunque Gwen Shamblin, con il suo programma “The Weigh Down Diet” la vera e propria "santona" del dimagrimento biblico. La Shamblin (che da pure il buon esempio, pesando pare una cinquantina di chili) ha le idee estremamente chiare: se Dio è il creatore di tutto, possiamo nutrirci di tutto; con moderazione, però. «Quando credi di essere affamato –afferma tra l’altro- aspetta dieci minuti. Pensa a Gesù. Dividi a metà le porzioni. Usa piatti più piccoli. Non andare mai oltre le vere richieste del tuo stomaco».

I consigli della Shamblin lasciano perplessi i nutrizionisti, che invece sono più favorevolmente impressionati da quelli dispensati da Dan Colbert (un medico della Florida) nel libro menzionato sopra e riguardante il modo di mangiare di Gesù. Chi si nutre come faceva Gesù -sostiene Colbert- ha molte possibilità restare in forma e di perdere i chili di troppo. Quindi, nel regime dietetico cristianamente corretto va dato spazio a vino, pane, pesce e legumi. La carne va invece riservata alle grandi occasioni (come testimoniato tra l’altro dalla parabola del figliol prodigo, in cui il vitello grasso si ammazzò per un’occasione non certo di routine).

Fenomeni interessanti, quelli decritti nell’articolo, ma il dubbio rimane: per perdere qualche chilo di troppo c’è davvero bisogno di ricorrere alla Bibbia?

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