È proprio il ruolo delle chiese protestanti ad aver provocato accese discussioni negli ultimi tempi in Germania. A parere di alcuni loro esponenti, infatti, il decisivo contributo da queste dato agli eventi che portarono in seguito alla decisione di abbattere il Muro è decisamente sottovalutato. Come osservato dal teologo Richard Schroder, “nei media sembra che il Muro sia caduto senza alcuna storia pregressa. L'opinione pubblica della Germania, soprattutto di quella occidentale, non ha una chiara percezione del ruolo delle Chiese''. Per Werner Schulz, ex dissidente e oggi europarlamentare ''la rivoluzione pacifica fu anche, nella sua essenza, una rivoluzione protestante. Il suo slogan di 'non violenza' era l'essenza del Sermone della montagna, il passaggio più rivoluzionario del Vangelo. Le chiese protestanti furono i 'campi base' della rivoluzione. La gente andava dalle preghiere per la pace alla proteste in strada con serietà protestante, con disarmante ragionevolezza e disciplina''. Un’accurata ricostruzione degli eventi è tra l’altro fornita dal giornalista tedesco Joachim Jauer in un articolo apparso sul mensile Tracce.
Il portavoce vaticano Padre Federico Lombardi, mette invece l’accento sul ruolo svolto da Giovanni Paolo II ricordando come “la fede cristiana aveva dimostrato di aver contribuito ancora una volta all'unione e alla civiltà del continente, superando la prova crudele dell'ateismo di Stato”.
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