Nel presentare l'evento, il card. Camillo Ruini, responsabile del progetto culturale, ha sottolineato che su Dio non c'e' spazio per la neutralità. Nessuno è neutrale, ne' i credenti, ne' gli agnostici, ne' i non credenti. Anche gli agnostici non possono essere davvero indifferenti, finiscono infatti col comportarsi come se Dio non ci fosse. E tuttavia oggi la domanda decisiva rimane quella se Dio c'è o non c'è, nel secondo caso infatti tutti i discorsi su Dio sarebbero illusori. Il convegno, ha detto ancora Ruini, va inteso come un approccio globale e non solo razionalistico al problema di Dio, un approccio che anche culturale e esistenziale. Lo storico Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio, spiega che un’iniziativa del genere sarebbe stata impensabile negli anni Settanta, ma oggi “è finita la stagione dell’ateismo e dell’indifferentismo ottimisti e animati da forza vitale”.
Davvero ricco il parterre dei partecipanti alla quattro giorni di lavori, tra quali vanno segnalati i cardinali Bagnasco e Scola, Massimo Cacciari, Emanuele Severino, Rèmi Brague e Robert Spaemann.
Capito per caso, o meglio per Provvidenza, e respiro aria buona!
RispondiEliminaTi ringrazio
A giudiicare dall'articolo di Severino apparso sul Corriere di oggi mi
RispondiEliminasembra che la sua presenza sia inopportuna.
@don, troppo buono, grazie :-)
RispondiElimina@Edoardo, io penso invece che nessuna presenza sia inopportuna: se ci parliamo solo tra di noi, c'è il rischio di cantarsele e di suonarsele perdendo gli agganci con la realtà