lunedì 21 dicembre 2009

Le Top Stories religiose del 2009: Obama in testa, ma solo negli USA

La fine di ogni anno, si sa, è tempo di bilanci e di “Top Ten”. Non è quindi inutile chiedersi quali siano state, nel corso di questo 2009 che sta per concludersi, le maggiori vicende religiose raccontata dai giornali. Dagli Stati Uniti provengono tre diversi elenchi abbastanza interessanti, anche perché denotano una particolare sensibilità che sarebbe utile paragonare con altre, se simili elencazioni esistessero anche altrove (o almeno se se ne avesse notizia).

La prima Top Ten è quella del prestigioso settimanale Time, secondo il quale il primo posto va all’avanzata del secolarismo in Europa, mentre al secondo si piazza la decisione di Benedetto XVI di favorire con un apposito documento il rientro degli anglicani nella Chiesa cattolica. Altra Top Ten è quella della Religion Newswriters Association, secondo la quale la palma va invece attribuita all’ormai celebre discorso del presidente americano Obama rivolto dal Cairo al mondo musulmano. Altra e ultima elencazione è quella stilata dalla Baptist Joint Committee For Religious Liberty (un organismo battista che si batte per la libertà religiosa). Anche in questo caso, al primo posto troviamo il presidente Obama, in particolare la sua decisione di mantenere aperto il cosiddetto Ufficio della Fede presso la Casa Bianca, voluto dal suo predecessore Bush Jr. Quest’ultima Top Ten contiene anche una curiosità che ha trovato scarso o nullo spazio nelle nostre cronache: al decimo posto troviamo infatti la decisione di un giudice della Carolina del Sud, il quale ha vietato una targa automobilistica personalizzata contenente una croce e la scritta “I Believe”.

I crocifissi, insomma, non fanno discutere solo in Europa.

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