mercoledì 31 ottobre 2007
Sorpresa (forse): gli immigrati sono in maggioranza cristiani
martedì 30 ottobre 2007
Vivere biblicamente: la ricerca di un ebreo agnostico americano
Cari lettori maschietti, avete mai pensato a cosa potrebbe succedere se, tornando a casa, diceste a vostra moglie che avete in programma di aggiungerne un’altra e poi magari un’altra ancora? Bene, se la vita non vi sembra abbastanza complicata, questo è il tipo di problemi che si è fatto per un anno A. J. Jacobs, un ebreo (anche se si definisce tale come l’Olive Garden può definirsi un ristorante italiano, evidentemente ha avuto problemi con la sua cucina) americano che per un intero anno ha cercato di vivere seguendo alla lettera i dettami della Bibbia e poi ci ha scritto sopra un libro. Per dire delle problematiche che Jacobs ha dovuto affrontare: ha dovuto evitare di avere rapporti sessuali con la moglie subito prima e subito dopo il ciclo mestruale, ma ha anche dovuto evitare di sedersi accanto a donne mestruate, cosa che afferma avergli procurato qualche grattacapo nella metropolitana di Manhattan. Quest’ultimo dev’essere stato un problema difficile a risolvere, ma non quanto lo spezzare il collo di una mucca accanto alla scena di un omicidio irrisolto. Insomma, pare di capire, la ricerca e il libro sono poco più di un divertissement, che magari potrebbe essere simpatico leggere nelle fredde serate dell'incipente inverno, ma nulla di più.
lunedì 29 ottobre 2007
God Tube: un "ghetto" cui guardare con attenzione
sabato 27 ottobre 2007
Tra icone e dipinti zen, un fine settimana all'insegna dell'arte
venerdì 26 ottobre 2007
La rinnovata attenzione alla religiosità è figlia della paura (Romano docet)
Davvero interessante l’editoriale che Sergio Romano pubblica sul Corriere della Sera oggi in edicola. Prendendo lo spunto dall’aumentato numero del turismo religioso a Roma dopo l’elezione al pontificato di Benedetto VXI, Romano fa alcuni esempi (dai funerali di Boris Eltsin alla protesta dei monaci Birmani, da un’assemblea di evangelici americani alla Turchia, passando per il Ramadan) per portare acqua al mulino della tesi che il “mercato religioso” (come lo chiamano i sociologi) tira come non mai. Anche l’integralismo musulmano, a parere dell’editorialista, non sarebbe che un aspetto di questa rinnovata attenzione ai temi religiosi. Attenzione che ha un padre, anche se sarebbe meglio chiamarlo patrigno, con un nome ben preciso: paura. Si va dalla paura economica e sociale a quella ambientale, passando per quella che investe l'area delle certezze e della moralità. “Ciò che può sembrare progresso conclude Romano- rappresenta per molti un fattore di smarrimento e di confusione. Mentre gli uomini politici vivono alla giornata e cercano di accontentare tutti i loro elettori, le religioni danno risposte nette e offrono ai fedeli disorientati l'ancora della certezza”. Tesi un po’ all’ingrosso, bisogna dire, ma che comunque hanno il pregio di non prestarsi ad equivoci e che possono rappresentare una buona base di discussione.
Internet? per i netizen americani offre molte opportunità per la vita spirituale
giovedì 25 ottobre 2007
Top Verses: i versetti biblici "al top" per popolarità
Davvero una gran bella applicazione quella di cui parla il sempre informatissimo ChurchRelevance. Si tratta di TopVerses.com, che si propone di far effettuare all’utente ricerche per parole chiave o casuali sui versetti biblici, appunto, “al top” per popolarità. Per determinare la popolarità degli stessi, è stato condotto un apposito studio tra i 37 milioni di riferimenti biblici presenti in rete. Come notato dal sito francese BlogDei, le sorprese non sono mancate. Se c’era infatti da aspettarsi che ben 87 versetti su 100 tra i più popolari appartenessero al Nuovo Testamento, può magari destare stupore che al “top” dei libri biblici neotestamentari (sempre per citazioni) si collochi la non celeberrima Lettera agli Efesini. Stupore magari aumentato dal fatto che, se si passa all’Antico Testamento, vediamo un altro piccolo libro, quello del profeta Malachia, svettare con cinque versetti citati tra i primi mille. Insomma, anche in campo biblico, piccolo è bello.