mercoledì 9 gennaio 2008

Nasce Minareti.it:il portale del mondo arabo-islamico in Italia


È online Minareti.it, che si definisce “il portale del mondo arabo-islamico in Italia”. A crearlo e' stato Khalid Chaouki, che ne è anche direttore editoriale. “Minareti e non Minareto - dice Chaouki - perche' l' agenzia rappresenterà un osservatorio attento al dibattito tra i musulmani non solo in Italia, ma a livello europeo e mondiale”. La presentazione del sito afferma che il medesimo vuole essere uno spazio condiviso con coloro che sono “impegnati quotidianamente nella ricerca, nell'insegnamento, nel dialogo interreligioso e nell'impegno sociale, valorizzando le esperienze positive di dialogo tra Occidente e mondo arabo-islamico, senza tralasciare tuttavia i problemi e le criticità presenti lungo questo percorso”. Dopo una prima (breve) navigazione, la prima impressione è in effetti positiva. Pur essendo appena nato, il sito è già ricco di articoli e approfondimenti. Ne’ manca uno spazio dedicato alla satira, che non fa mai male. Tanti auguri ai gestori per un proficuo lavoro.

martedì 8 gennaio 2008

Lubiana: al via l'Anno europeo del dialogo interculturale

Prende il via ufficialmente oggi a Lubiana l’Anno europeo del dialogo interculturale. L'intento è di organizzare in tutta Europa attività per promuovere la multiculturalità ed il dialogo fra le religioni. Si tratta di un'iniziativa congiunta dell'Unione europea, degli Stati membri e della società civile per riflettere su quanto si possa imparare dal diverso e sui vantaggi e le opportunità che differenti tradizioni culturali e religiose possono portare. Nell’occasione, la Commissione europea ha ricordato che secondo un recente sondaggio di Eurobarometro “due terzi dei cittadini Ue dichiara di avere quotidianamente contatti con almeno una persona di un’altra religione, etnia o nazionalità”, il che dimostrerebbe “come l’interazione tra le culture sia moneta corrente all’interno dell’Unione”.  E' stato varato anche un apposito sito la cui pagina sulle religioni è per la verità un po’ carente ed è auspicabile sia migliorata in corso d’opera.

Nel frattempo, c’è chi si da fare per il dialogo tra le religioni in altro modo: correndo. È il caso di Ulderico Lambertucci, un arzillo sessantenne che ha da poco iniziato una sua originale impresa.

lunedì 7 gennaio 2008

Ecumenismo: un difficile incastro e un dossier per farsi un'idea

Il 18 gennaio prossimo prenderà il via l’annuale Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani,  un appuntamento divenuto ormai familiare per le Chiese cristiane di tutti i continenti. Appuntamento di cui quest’anno ricorre il centesimo anniversario, essendo iniziato nell’ormai lontano 1908. Per farsi un’idea dello stato del movimento ecumenico, giunge a proposito un approfondito dossier (dall’emblematico titolo de “Il difficile incastro") che la rivista Jesus pubblica nel suoi ultimo numero e di cui alcuni interessanti articoli sono disponibili online. “Luci e ombre –sintetizza la rivista- d’accordo. Ma più luci o più ombre? È la questione che oggi si pongono tanti cristiani riguardo alle sorti del movimento ecumenico. Dopo l’Assemblea di Sibiu, infatti, il quadro appare irto di contraddizioni. Ma anche costellato di tenaci speranze”. Un difficile incastro, appunto, ma di cui vale la pena farsi un’idea perchè sono questioni che ci toccano da vicino molto più di quanto possiamo immaginare.

sabato 5 gennaio 2008

Epifania e Magi: un messaggio sempre attuale di conoscenza reciproca e di dialogo

Ma insomma, chi sono questi benedetti Magi? C’è da scommettere che a sentirsi rivolgere questa domanda, molti tra i cristiani che affolleranno le chiese per la festività dell’Epifania, si sentirebbero in difficoltà a rispondere. E non solo loro, in verità. È quindi con piacere che ho trovato in Rete questo interessante articolo che cerca di fare il punto sulla situazione cercando di rispondere alla domanda iniziale. Scritto che ognuno può leggere con profitto con un’avvertenza: contrariamente a quello che sembra pensare l’autrice, il termine “leggenda” non aveva nell’antichità il senso denigratorio che ha assunto nella modernità (ove sembra quasi essere diventato un sinonimo di “favola inventata”) ma voleva semplicemente indicare, come dice lo stesso nome, un racconto scritto destinato alla lettura. La quale medesima autrice ha comunque ragione da vendere quando afferma che quello dei Magi è “un bellissimo momento d’incontro fra culture, fra popoli, lingue e religioni. Oggi si parlerebbe di dialogo interreligioso, di gruppi di studi ecumenici.”. Già, forse è proprio il desiderio di conoscersi sempre di più e meglio il dono migliore che questi antichi sapienti potrebbero farci oggi.

venerdì 4 gennaio 2008

Malesia: vietato riferirsi a Dio chiamandolo "Allah"

Qualche mese fa segnalavamo la notizia che un vescovo olandese aveva proposto di riferirsi a Dio chiamandolo Allah. Proposta che sollevò non poche polemiche e che cadde presto (almeno così parve) nel dimenticatoio. Ma chissà che i governanti malesiani non se ne siano ricordati al momento di promulgare una legge che sta provocando, a sua, volta, un mare di polemiche. D’ora in poi, infatti, in libri e riviste  cristiane, sarà proibito riferirsi a Dio chiamandolo, appunto, “Allah”, visto che tale nome potrà essere usato solo all’interno di un contesto islamico. A parere dei legislatori del lontano Paese, la parola “Allah, usata fuori dal proprio contesto, potrebbe infatti generare confusioni con il Dio della Bibbia. Il quale Dio biblico (ma questo è un parere personale di chi scrive) si starà facendo un sacco di risate di certe questioni nominalistiche. Senza contare che gli stessi musulmani che vivono in Occidente non esitano (e fanno benissimo) a riferirsi ad Allah chiamandolo Dio, God, Gott ecc. ecc. a seconda del Paese in cui vivono.

Passiamo oltre. Visto che si parla di Islam (e per parlare di cose serie) ecco un interessante articolo di un sociologo egiziano dedicato L’enigma della religiosità all’interno del mondo arabo.

giovedì 3 gennaio 2008

"Chi è Dio?": è questa la domanda dell'anno su Google

La domanda più cliccata nel corso del 2007 su Google è stata “Chi è Dio?”. Ne da notizia l’agenzia Asia News specificando che il primato concerne la serie di questioni riguardanti il “Chi è…?” di Google Zeitgeist, che alla fine di ogni anno si incarica di elencare i termini più cliccati nel celebre motore di ricerca. Curioso anche che nella sezione “Che cosa”, la domanda più ricercata sia stata “Che cosa è l’amore?”. Tutto questo –chiosa l’agenzia- conferma come le domande profonde ed esistenziali siano presenti in modo massiccio anche nel web”. Cosa della quale –per quel che conta- non avevamo mai avuto dubbi. Comunque, per tornare alla questione iniziale, digitando la domanda in italiano si ottiene al primo posto questo risultato, facendolo in inglese, invece, quest’altro. Qualcuno potrà obiettare (giustamente) che le due pagine web in questione non sono il massimo della scientificità. Però, chissà, magari possono offrire il destro per ulteriori ricerche.

mercoledì 2 gennaio 2008

Stati Uniti: fede e politica al primo posto nelle notizie religiose nel 2007

La fine di un anno e l’inizio di uno nuovo sono sempre tempo di bilanci e di consuntivi. Uno interessante è quello effettuato dalla Religion Newswriters Association, l’associazione che raggruppa i giornalisti che scrivono di religione nei media americani, ed avente per oggetto le “top religion news story” del 2007. Le prime due riguardano il ruolo della fede e della religione nel dibattito tra i candidati alle presidenziali del prossimo novembre. Altra notizia che ha avuto vasta eco nei media americani nel 2007 è stata la controversia che ha investito la Chiesa Episcopale (ramo americano di quella Anglicana) relativamente al ruolo di gay e lesbiche. Bisogna arrivare al sesto posto per trovare una notizia di respiro mondiale: la protesta dei monaci buddhisti che infiammò la Birmania nel settembre scorso. Peccato che una inchiesta del genere non si svolga anche nel nostro Paese: sarebbe interessante vedere quale sia stata la notizia religiosa di maggiore impatto sui media. Dall’inchiesta svolta oltre oceano, pare comunque di avvertire che l’informazione religiosa americana sia portata a guardarsi eccessivamente l’ombellico.