
Premessa doverosa ma non scontata: ho sempre nutrito una sincera ammirazione verso coloro che, nella propria vita, si pongono obiettivi alti e non scontati. Detto questo, l’obiettivo che si è posta Laura Boffi, una giovane ricercatrice frusinate, è di quelli destinati a far tremare i polsi al più scafato futurologo: nientemeno che l’
immortalità. Non è uno scherzo, basta leggere l’
apposito post ricco di particolari. Che tralascio, per venire alle
implicazioni religiose della vicenda, che ovviamente ci sono.
“Il nesso con la religione –dice infatti la ricercatrice-
ha dato al progetto una grande forza simbolica, ma allo stesso tempo lo preclude a tutti coloro che non professano il cristianesimo. Come inizio, è stato più semplice per me adottare uno scenario cristiano, ha catalizzato la traduzione del mio concept in design, ma il progetto è tuttora aperto per uno sviluppo in ambito laico. Gli stessi smart objects che dovrebbero essere le interfacce della comunicazione morto_vivente (la tasca che assume la morfologia della stretta di mano del defunto, ad esempio) sono concepite per un pubblico non credente.”. Cosa dire? Uno resta annichilito e ammirato,
come sempre quando ci trova davanti a qualcosa di inedito. L’unica preoccupazione è semmai questa: che, visto il linguaggio “aziendalese” applicato a tali tematiche, nella prossima campagna elettorale non ci troviamo davanti ad un’ulteriore promessa:
più immortalità per tutti.