
Purtroppo ogni tanto bisogna segnalare qualche cattiva notizia sul fronte della
tolleranza religiosa proveniente dall’
India. L’ultima (che presumibilmente sarà purtroppo tale solo in ordine di tempo) viene segnalata da
Asia News e giunge dallo Stato dell’
Andhra Pradesh. Il tutto è ben sintetizzato dal sommario dell’articolo: “Il governo dell’Andhra Pradesh venerdì ha stabilito un’ordinanza in base alla quale a Tirumala non può essere professata altra religione se non quella indù. Per chi viola tale disposizione sono previsti fino a tre anni di prigione, indennità fino a 5mila rupie o entrambe”. Come si spiega nel proseguio, esistono forti dubbi sulla costituzionalità della norma, ma la possibilità che la stessa venga dichiarata incostituzionale non fa lo stesso dormire sonni tranquilli a chi professa una religione diversa da quella indù, specialmente ai cristiani.
vorrei leggere la provision prima di giudicare ma di solito queste cose (che sono già successe, sotto altra forma) son fatte per i missionari cristiani, per evitare o bloccare l'attività evangelizzatrice.
RispondiEliminaBisogna vedere che sta succedendo a Tirumala.
In ogni caso, la Costituzione indiana e i suoi vari amendment parlano chiaramente di libertà religiosa. Mi pare quindi strano.
già, infatti sembra che appaia strano anche a loro. Vedremo..
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