
Qui va a finire che dovrò creare un’altra categoria denominata
“neologismi”. Dopo quello
segnalato giorni fa, infatti, mi sono imbattuto in un altro anche questo molto intrigante. È contenuto in un denso volume opera del teologo spagnolo
Andrés Torres Queiruga e intitolato
Dialogo delle religioni e autocomprensione cristiana. Il neologismo in questione è
“inreligionazione” (che infatti è così neo da indurre il correttore automatico di Word a segnalarlo come errore). Ecco come il teologo Brunetto Salvarani descrive il concetto recensendo il volume: “Come nell’
inculturazione una cultura assume ricchezze religiose che le arrivano da fuori senza rinunciare ad essere se stessa, lo stesso deve succedere sul piano religioso: una religione che consista nel sapersi e nello sperimentarsi come rapporto vivo con Dio o il divino, quando percepisce qualcosa che puà completare o purificare tale rapporto, è normale che cerchi di incorporarlo. Per ottenere ciò non altra reale strada che quella di riceverlo
negli e
attraverso gli elementi del proprio vissuto religioso”.
Davvero interessante.
beh, non c' qualcuno famoso:) che ha scritto in latino un vocabolo tradotto con "indiarsi"?
RispondiEliminaCmq questi neologismi a me donMo non piacciono moltissimo, mi sembrano assai cacofonici. Questo poi..!
Cacofonici lo sono, è vero. Però sono anche intellettualmente stimolanti, mi pare.
RispondiEliminahai ragione, ma solo se uno è disposto a leggersi il pippozzo (termine romano per dire la barba lunga) della spiegazione..
RispondiElimina;)
pigrona:)
RispondiEliminamolto donMo. Lo ammetto
RispondiElimina:(
Come ti capisco:)
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