martedì 12 giugno 2007

Neologismi spirituali 2.0

Qui va a finire che dovrò creare un’altra categoria denominata “neologismi”. Dopo quello segnalato giorni fa, infatti, mi sono imbattuto in un altro anche questo molto intrigante. È contenuto in un denso volume opera del teologo spagnolo Andrés Torres Queiruga e intitolato Dialogo delle religioni e autocomprensione cristiana. Il neologismo in questione è “inreligionazione” (che infatti è così neo da indurre il correttore automatico di Word a segnalarlo come errore). Ecco come il teologo Brunetto Salvarani descrive il concetto recensendo il volume: “Come nell’inculturazione una cultura assume ricchezze religiose che le arrivano da fuori senza rinunciare ad essere se stessa, lo stesso deve succedere sul piano religioso: una religione che consista nel sapersi e nello sperimentarsi come rapporto vivo con Dio o il divino, quando percepisce qualcosa che puà completare o purificare tale rapporto, è normale che cerchi di incorporarlo. Per ottenere ciò non altra reale strada che quella di riceverlo negli e attraverso gli elementi del proprio vissuto religioso”.

Davvero interessante.

6 commenti:

  1. beh, non c' qualcuno famoso:) che ha scritto in latino un vocabolo tradotto con "indiarsi"?

    Cmq questi neologismi a me donMo non piacciono moltissimo, mi sembrano assai cacofonici. Questo poi..!

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  2. Cacofonici lo sono, è vero. Però sono anche intellettualmente stimolanti, mi pare.

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  3. hai ragione, ma solo se uno è disposto a leggersi il pippozzo (termine romano per dire la barba lunga) della spiegazione..
    ;)

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