mercoledì 11 febbraio 2009

Caso Eluana e difesa della vita: la messa in guardia di Famiglia Cristiana (che dispiace ai potenti)


“La tutela della vita va assunta nella sua interezza”: questo il titolo apparentemente anodino dell’editoriale del prossimo numero di Famiglia Cristiana e di cui si è avuta notizia nelle ore in cui si consumava il dramma di Eluana Englaro. Con il risultato di rischiare di far passare sotto silenzio il contenuto del medesimo, che invece stabilisce uno stretto parallelo tra la vicenda che ha appassionato e diviso l’opinione pubblica e la recente legislazione in materia di sicurezza ed immigrazione.


Parallelo che è ben sintetizzato dall’occhiello delle’editoriale medesimo: “Politici incoerenti tra caso Eluana e provvedimenti su sicurezza”. “L'Italia precipita –scrive il settimanale- unico Paese occidentale, verso il baratro di leggi razziali, con medici invitati a fare la spia e denunciare i clandestini (col rischio che qualcuno muoia per strada o diffonda epidemie), cittadini che si organizzano in associazioni paramilitari, al pari dei 'Bravi' di don Rodrigo, registri per i barboni, prigionieri virtuali solo perché poveri estremi, permesso di soggiorno a punti e costosissimo. La 'cattiveria', invocata dal ministro Maroni, è diventata politica di governo, trasformata in legge. Così, questo Paese, già abbastanza 'cattivo' con i più deboli, lo diventerà ancora di più: si è varcato il limite che distingue il rigore della legge dall'accanimento persecutorio".


Inutile dire che le accuse riportate hanno più di un fondamento ed altrettanto inutile dire che Maroni non l’ha presa bene. Ma utile ricordare che il parallelo tra le due vicende c’è eccome, anche se in queste ore a troppi fa comodo dimenticarselo.

lunedì 9 febbraio 2009

Yoga e religioni: la sua pratica ora fa discutere l'Islam

Della questione se la pratica dello yoga sia compatibile o meno con la spiritualità cristiana e di come sia possibile integrare il primo nella seconda, si dibatte ormai da anni e le posizioni in merito sono ormai sufficientemente ben definite nelle loro linee generali.

Minore attenzione è stata finora posta alle problematiche relative alla relazione tra yoga ed altre forme di religiosità. Provvidenziale, quindi, un articolo del quotidiano francese Le Monde (ripreso in Italia da Internazionale) nel quale si parla della compatibilità tra pratica dello yoga ed islam. Le autorità musulmane sono in proposito divise: mentre in Malesia ed in Indonesia, infatti, le pratiche yogiche sono vietate, diversa è invece la situazione in India.

Nel subcontinente asiatico, addirittura, come spiega il quotidiano francese, lo yoga non solo è lecito, ma assurgerebbe addirittura al ruolo di volano del dialogo interreligioso tra induisti e musulmani in quanto “ciascuno è libero di intonare Om, lodare Gesù o Allah, a patto che la posizione del loto sia rispettata".

E indubbiamente è migliore questa posizione di quella che fa dello yoga, pratica antichissima e venerabile, una semplice ginnastica alla moda.

giovedì 5 febbraio 2009

Dom Helder Camara: un convegno per ricordarlo a cento anni dalla sua nascita

“Quando io do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista”. In questa frase sta tutta la grandezza umana e spirituale di dom Helder Camara, che se fosse ancora vivo compirebbe domani cento anni, essendo nato il 7 febbraio 1909 nella brasiliana Fortaleza per finire i suoi giorni nel 1999 nella sua Recife.


Una biografia troppo densa, quella di dom Helder, per poter essere riassunta in poche righe, basti qui ricordare la sua opera al Concilio Vaticano II, su cui si può leggere il bellissimo Roma, due del mattino, tradotto e curato amorevolmente dall’amica Sandra Biondo.


In occasione del centenario della nascita, il 14 febbraio prossimo si terrà a Milano un convegno con testimonianze di studiosi e personalità che hanno amato e studiato la personalità del vescovo brasiliano.


Chi non ha la possibilità di partecipare al convegno, può comunque utilmente approfondire la sua conoscenza utilizzando per esempio queste risorse: l’associazione a lui dedicata, una testimonianza di padre Piero Gheddo, una breve ma essenziale biografia e il trailer del film a lui dedicato Il santo ribelle.


E chissà cosa penserebbe dom Helder di certe norme appena varate dal parlamento italiano, anche se non ci vuole una grande fantasia per immaginarlo.

Etty Hillesum: un monologo teatrale per conoscerla meglio


Quello di Etty Hillesum non è un nome eccessivamente noto, purtroppo, anche se i suoi scritti sono stati praticamente tutti tradotti in italiano e non mancano saggi di approfondimento sulla sua figura. Una prova del crescente interesse verso la sua figura è dato dal monologo teatrale teatro “Cercando un tetto a Dio”, in scena stasera e domani a Forlì, ma che sta girando varie parti d’Italia.


A riprendere in mano i diari e le lettere della ventiseienne figlia della borghesia intellettuale ebrea vissuta ad Amsterdam e morta ad Auschwitz nel 1943, è stata la scrittrice ed editorialista di Avvenire Marina Corradi che ha riadattato i testi per il palcoscenico. La vicenda, narrata in prima persona dalla stessa protagonista, interpretata dall'attrice Angela Demattè sola in un monologo diretto dal giovane regista Andrea Chiodi, passa attraverso le passioni, la conversione e il cambiamento umano e spirituale di una ragazza brillante e intensa.


Nei testi, Etty racconta quelli che saranno gli ultimi due anni della sua vita. Anni di guerra e di persecuzioni razziali, trascritti in undici quaderni e lettere fitti di problemi personali e incontri con persone che l’aiuteranno a cambiare prospettiva sulla realtà. Così, quando tutto si incrudelisce e tende verso la morte, la ragazza parla di speranza e gioia di vivere.


Una figura che vale davvero la pena di conoscere.

mercoledì 4 febbraio 2009

Il Concilio tra ricezione e rifiuti in un ciclo di incontri milanesi

“L’eredità del Concilio” : questo il tema di un ciclo di incontri organizzati dalla Fondazione Ambrosianeum di Milano in concomitanza con il 50° anniversario dell'annuncio del Vaticano II e che prende il via oggi presso la sede della medesima fondazione culturale. L’iniziativa si articola in un ciclo di tre incontri: a quello di stasera prenderanno parte Virginio Melchiorre e Alberto Melloni, l’11 febbraio sarà la volta di Salvatore Natoli e Giuseppe Angelini, mentre il 25 febbraio concluderanno la serie di incontri Franco Garelli e Vito Mancuso. Argomento quanto mai scottante, quello del Concilio, come dimostrato dalle roventi polemiche di queste settimane conseguenti alla “riabilitazione” dei vescovi lefebreviani e come testimoniato anche da un sunto dell’intervento che Alberto Melloni terrà stasera e che è stato anticipato in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera e disponibile sul sito dell’Ambrosianeum. In esso, lo studioso afferma tra l’altro che “la polemica, o se si vuole lo scandalo esploso in questi giorni è utilissimo per capire qualcosa di più del concilio, di allora e di oggi e per uscire dai nominalismi e dalle astuzie: perché le cose in questione sono di tale portata che non è il nominalismo o l’astuzia che può servire”. Sul medesimo tema della ricezione del Concilio e delle polemiche di questi giorni, interviene anche un editoriale di Famiglia Cristiana che farà discutere. Anzi, che ha già cominciato a farlo.

martedì 3 febbraio 2009

USA: sono gli afroamericani i più religiosi, afferma uno studio


Non c’è dubbio che uno dei principali motivi sia anche l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca, fatto sta che l’interesse per il ruolo degli afroamericani nella società americana sia in vertiginoso aumento. Come dimostra un interessante studio della società di ricerche PewForum sulla religiosità dei neri negli USA.


L’analisi suggerisce che gli afroamericani sono in generale da considerarsi molto più attenti alle tematiche religiose rispetto al totale della popolazione (e si badi che quella americana è già in generale una società assai attenta a tali tematiche). Tale interesse è manifestato sia dal livello di affiliazione ad una particolare religione, sia dalla frequenza nella preghiera, sia dall’importanza data dalla religione nella propria esistenza.


In particolare, circa 8 neri su 10 (per l’esattezza il 79%) affermano che la religione è molto importante per la loro vita, mentre la percentuale scende al 56% se rapportata al totale della popolazione. Mentre un 39% della popolazione americana adulta frequenta regolarmente un luogo di culto, la percentuale schizza al 53% considerando solo gli afroamericani. Similmente, se un 58% di americani afferma di pregare regolarmente almeno una volta al giorno, per i neri la percentuale sale al 76%.


L’inchiesta fa anche notare che il 78% dei neri americani sia di religione protestante a fronte di una percentuale del 51% se il raffronto viene fatto con il totale della popolazione.

domenica 1 febbraio 2009

Miracolo a Venezia: un pasto a pochi euro in pieno centro grazie alla diocesi


Vi trovate in gita a Venezia, mettiamo dalle parti di Piazza San Marco, arriva l’ora di pranzo e vi viene voglia di pasteggiare in un ristorante di fascia medio-alta con poco più di dieci € ma la cosa vi sembra un miraggio? Anzi, un vero e proprio miracolo? Beh, da oggi il miracolo è possibile. E non usiamo il termine a caso, in quanto a trasformare i sogni in realtà ci ha pensato il patriarcato della città lagunare, per l’esattezza la Procuratoria della celeberrima basilica, che ha pensato bene di trasformare alcuni locali di sua proprietà in un ristorante dai prezzi più che accessibili.


Alla “Basilica” (questo il nome del locale che apre oggi i battenti) si mangia infatti per la più che modica cifra di 13 €, e il servizio è comunque di primo’ordine: “Ci possiamo permettere un pasto con scelta tra otto primi, sette secondi, sei contorni soltanto perché la Procuratoria non ha fini di lucro: a noi basta pareggiare - spiega il gestore dei servizio - L'obiettivo della Procuratoria –aggiunge- è di dare un pasto di livello medio alto a un prezzo accessibile a tutti coloro che vengono a visitare la Basilica di San Marco, interpretando il desiderio di accoglienza della Chiesa veneziana".


Inutile dire che l’iniziativa, oltre il plauso dei turisti ha provocato pure qualche mugugno da parte degli altri ristoratori veneziani, i quali si sono affrettati, a loro volta, a ritoccare verso il basso i prezzi dei loro menù. E pure questo è un altri piccolo miracolo.