venerdì 25 settembre 2009

Giornate europee del patrimonio: un'occasione per scoprire i luoghi (di culto ma non solo) più belli d'Italia

Sabato 26 e domenica 27 settembre si svolgerà  la XV edizione delle Giornate europee del patrimonio, promosse dal Consiglio d’Europa con il sostegno della Commissione Europea. L’edizione di quest’anno verterà sul tema particolarmente attuale ''Il Patrimonio europeo per il dialogo interculturale''. Per l'occasione, saranno aperti al pubblico gratuitamente i luoghi della cultura che comprendono il patrimonio archeologico, artistico, storico, architettonico, cinematografico, teatrale e musicale. Larga parte di questo patrimonio artistico è ovviamente, almeno in Italia, costituito da luoghi di culto e quindi non è a caso che per il secondo anno parteciperà all’iniziativa anche il Fondo edifici di culto (Fec), istituito nel 1985 presso il ministero dell’Interno col compito di sovrintendere a oltre 750 chiese confiscate alle autorità ecclesiastiche dallo Stato italiano dopo l’Unità (come Santa Maria del Popolo a Roma, Santa Chiara a Napoli o Santa Croce a Firenze). È da segnalare anche la recente firma di un protocollo di intesa per inserire le chiese di proprietà del Fec nel circuito turistico nazionale.

“Fra i tanti siti visitabili – come ha dichiarato  il direttore centrale del Fec, Lucia De Maro - va segnalata la chiesa di Santa Sofia a Benevento, candidata a entrare nella lista dell’Unesco, la fiorentina Santa Maria Novella, da poco tornata di competenza del Fondo, e le stanze di San Luigi Gonzaga a Roma, adiacenti alla chiesa di Sant’Ignazio”.

Anche la la Santa Sede partecipa alla celebrazione delle "Giornate Europee del Patrimonio” con un programma cui hanno collaborato la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, i Musei Vaticani e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Per l’occasione si potrà entrare gratuitamente ai Musei Vaticani e alla Catacombe di Roma, mentre sabato 26 settembre sarà aperta presso la Catacomba di San Callisto la mostra fotografica sul tema: ''Usi e testimonianze funerarie della Roma tardoantica: sepolture cristiane, pagane e giudaiche a confronto''. La mostra resterà poi aperta fino al 27 ottobre.

mercoledì 23 settembre 2009

Turchia: stavolta il Fratello è davvero grande e invita alla conversione

Ogni volta che parte un nuovo reality, la domanda che salta alla mente è d’obbligo: questa volta il fondo lo avremo toccato? Non fa eccezione quello partito su di una piccola tv turca, Kanal T, ed intitolato «Tovbekarlar Yarisiyor» (da tradursi più o meno con “Penitenti in gara”).

Come narrano le cronache, lo scopo del neonato reality è quanto mai lineare: “Chiusi in una stanza, un monaco buddista, un rabbino ebreo, un sacerdote cattolico, uno ortodosso e un imam musulmano cercano di conquistare alla fede 10 miscredenti, la cui laicità è stata appurata da un’apposita commissione di teologi. Che alla fine dovranno anche vagliare la reale conversione dei concorrenti. In palio non vi sono né cospicui premi in denaro, né beni di lusso, bensì un pellegrinaggio. Chi ha abbracciato una delle fedi proposte, verrà accompagnato dalla guida che lo ha convertito nei luoghi santi della fede per la quale si è schierato: il Tibet per il buddismo, Gerusalemme per l’ebraismo, il Vaticano per il cattolicesimo e La Mecca per l’islamismo”.

Inevitabili le polemiche, ma i vertici dell’emittente televisiva  non se ne sono fatti travolgere: “Offriamo il più grande premio al mondo, il dono della fede in Dio”, ha infatti dichiarato alla Reuters il suo amministratore delegato, Seyhan Soylu. Quel che è certo è che il Fratello stavolta è davvero grande. Il più grande che possa esistere.

lunedì 21 settembre 2009

Donne pastore: più istruite ma meno pagate dei loro colleghi uomini


Il problema (anche se sarebbe più esatto parlare di vero e proprio scandalo) delle differenze salariali tra uomo e donna, è ben lungi dall'essere risolto. Ancora troppo spesso accade, infatti, che a parità di mansioni svolte, le donne si ritrovino una busta paga ben più magra dei loro colleghi uomini. Del problema si è occupata tra l'altro anche la Commissione Europea, la quale ha lanciato un'apposita campagna conclusasi lo scorso mese di agosto.


Il problema è comunque bel lungi dall'essere risolto e non riguarda soltanto le professioni “classiche”, come evidenzia un sondaggio svolto dall'istituto di ricerche specializzato americano Barna Group di cui da notizia l'agenzia ICN-News. La ricerca (svolta nell'ambito delle Chiese cristiane che ammettono il pastorato femminile) mette infatti in luce che le donne  sono “discriminate sul piano salariale: nel 2009, il salario medio di una donna pastore si aggira sui 45.300 dollari (pari a 31.000 euro) contro i 48.600 dollari degli uomini”. Il dato ha come attenuante il fatto che negli ultimi anni “lo stipendio dei pastori è aumentato del 21%, mentre quello delle donne nel ministero è salito del 30%”, ma come aggravante c'è da mettere sull'altro piatto della bilancia il fatto “che in genere le donne pastore hanno un grado di scolarizzazione più elevato rispetto ai colleghi maschi. Al momento il 77% delle donne pastore hanno una laurea in teologia rilasciata da un Seminario, contro il 63 degli uomini”.


Passi ancora lunghi per la parità salariale, insomma, anche in chiesa.

venerdì 18 settembre 2009

L'Islam e noi: alcuni spunti di riflessione in occasione della fine del Ramadan

Il prossimo 20 o 21 settembre (dipenderà dall’andamento della fase lunare) terminerà il mese di Ramadan, sacro più di tutti gli altri per l’Islam. Nell’occasione, il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ha inviato ai musulmani di tutto il mondo il consueto messaggio di auguri. Il messaggio di quest’anno è particolarmente incentrato sul comune impegno che cristiani e musulmani dovrebbero avere nei confronti della lotta alla povertà.

Nel messaggio, si distinguono due tipi di povertà': ''Una povertà' da combattere ed una povertà' da abbracciare''. ''La povertà' da combattere - spiega il cardinale - e' sotto gli occhi di tutti: la fame, la mancanza di acqua potabile, la scarsità' di cure mediche e di alloggi adeguati, la carenza di sistemi educativi e culturali, l'analfabetismo''. Emergono poi ''nuove forme di poverta''' nelle società' ricche e progredite che prendono il volto della ''emarginazione'', della ''povertà' relazionale, morale e spirituale''. ''La povertà' da scegliere - prosegue Tauran e' quella che invita a condurre uno stile di vita semplice ed essenziale, che evita lo spreco, rispetta l'ambiente e tutti i beni della Creazione. Questa povertà' e' anche quella, almeno durante certi periodi dell'anno, della frugalità' e del digiuno. La povertà' scelta predispone ad uscire da noi stessi e dilata il cuore''.

Ecco qui anche alcuni link che avevo accumulato nel mio personale bookmark per approfondire la conoscenza dell'Islam soprattutto nel suo rapporto con l'Occidente: un raffronto tra il modo di vivere la disciplina nell'Islam e nel Cristianesimo; l'avanzata dell'Islam “non arabo”; un'esperienza di collaborazione tra cristiani e musulmani; il Ramadan e il tubo catodico. E per finire, una festa per gli occhi con i mille colori del Ramadan.

giovedì 17 settembre 2009

A Lucca "I teatri del sacro": alla scoperta della spiritualità e della religiosità popolare

Il prossimo 21 settembre prenderà il via a Lucca “I teatri del sacro”,  rassegna teatrale dedicata ai temi della spiritualità, della tradizione religiosa, del rito e della religiosità popolare. Si tratta di un’iniziativa promossa dal Servizio Cei per il progetto culturale, dalla Federgat (Federazione gruppi attività teatrali) e dell’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema), con il sostegno dell’Eti (Ente Teatrale Italiano). Fine del concorso, come recita il bando è quello di  «sostenere economicamente fino a dieci progetti teatrali inediti destinati alla scena (nelle forme del teatro, della performance, del teatro danza) e dedicati all’approfondimento del sacro e dell’esperienza spirituale e religiosa, con riferimento all’ispirazione cristiana, alla tradizione popolare ed al dialogo interreligioso».

Dopo un bando di concorso, cui hanno partecipato 167 compagnie, sono stati scelti 25 spettacoli (10 spettacoli vincitori più altri 15 segnalati dalla giuria) che debutteranno nel corso della rassegna lucchese, ma saranno poi “rilanciati” dal circuito delle “sale della comunità”, diffuse sul tutto il territorio italiano. Caratteristica della rassegna, la presenza sul palcoscenico sia di compagnie di attori professionisti, sia di compagnie amatoriali.

«Per anni abbiamo girato per le diocesi registrando tanti segni concreti di attenzione al mondo teatrale – ha detto Vittorio Sozzi, responsabile del Servizio Cei per il progetto culturale–. Sono un formidabile mezzo di formazione per giovani e vecchie generazioni sia il teatro amatoriale, sia le sacre rappresentazioni che sono nel dna della Chiesa cattolica fin dal Medioevo».

martedì 15 settembre 2009

A Milano la "Tenda del silenzio" per riflettere sull'accoglienza degli stranieri

Musulmani insieme ad ebrei, cattolici con ortodossi, induisti, buddisti ma anche uomini e donne senza un’appartenenza specifica a un credo o a una confessione religiosa: tutti insieme sotto una stessa tenda a riflettere, in silenzio, su un tema molto discusso: l’accoglienza degli stranieri. È quello che accadrà a Milano il 20 e il 21 settembre, in coincidenza con la giornata Onu per la Pace, grazie all’iniziativa “La tenda del silenzio”, promossa dalla comunità francescana dei Frati di Sant’Angelo che da ormai sette anni grazie alla collaborazione del Forum delle Religioni, riporta in città quel sentimento di concordia tra le fedi che ispirò l’ormai storico incontro ecumenico di Assisi dell’86.

La proposta nacque nel 2002, quando un fermento di pace percorse credenti e non credenti che dopo l’11 settembre 2001 dicevano no al terrorismo e alla guerra, nonostante la paura. Il silenzio è paradossalmente diventato uno strumento di dialogo: quando le parole, i simboli laici o religiosi, le appartenenze possono costituire un ostacolo e un motivo di offesa reciproca, trovarsi in una tenda spoglia a testimoniare in silenzio il desiderio di pace diviene un segnale forte per tutti.

La tenda sarà montata presso le Colonne di San Lorenzo, in corso di Porta Ticinese. Dalle ore 16 alle 21, per due giorni, il 20 e il 21 settembre, questo spazio vuoto di simboli religiosi sarà riempito dalle preghiere e le meditazioni di quanti vorranno per un attimo fermarsi a riflettere. Un gesto che quest’anno, nelle intenzioni dei promotori, vuole essere rivolto in particolare al dramma di coloro che emigrano da paesi lontani per sfuggire alla miseria e alle persecuzioni e trovano invece di comprensione, solidarietà e accoglienza, indifferenza e ostilità.

lunedì 14 settembre 2009

Bergamo e Torino: cultura e spiritualità di scena in due importanti manifestazioni

Sono stati resi noti i programmi di due importanti manifestazioni a cavallo tra cultura e spiritualità che vale la pena segnalare per il loro notevole spessore. Il 22 settembre prenderà il via infatti a Bergamo «Molte fedi sotto lo stesso cielo», un ciclo di eventi organizzato dalle Acli e dal Comune lombardo.<<La nostra convinzione - dicono gli organizzatori - è che per vivere e non subire le trasformazioni in atto, siamo chiamati, da un lato, a conoscere più e meglio non solo lo stesso cristianesimo, ma anche le religioni "altre", cercando di evitare i ricorrenti pregiudizi e i facilistici pressapochismi; e dall’altro, a educarci pazientemente al dialogo e al confronto interculturali e interreligiosi. Lo sappiamo: questo cammino non sarà agevole. Occorrerà innanzitutto un cambiamento di mentalità, una disponibilità all’ascolto delle ragioni degli altri, una conoscenza diretta a partire non solo da una documentazione maggiore ma anche dall’incontro nella quotidianità, nello scambio interpersonale nel vicendevole racconto delle rispettive esperienze di fede>>. Questo il programma della manifestazione.

Il giorno successivo, il 23 settembre, a Torino partirà l’edizione 2009 di Torino Spiritualità. Dialoghi, letture, lezioni, seminari e preghiere saranno, come nelle edizioni precedenti, la formula per indagare il 'dis-inganno', tema scelto per questa edizione.  Il tentativo di riconoscere, scoprire, denunciare la menzogna, di andare oltre le apparenze sarà indagato come filo conduttore che intreccia le grandi tradizioni religiose, la filosofia, la storia, l'arte e l'aspirazione politica.

Anche in questo caso si tratta di un’iniziativa di alto spessore che sarà interessante seguire nel suo sviluppo.