giovedì 13 maggio 2010

"La coscienza degli animali": anche il teologo Lorenzetti tra i primi firmatari

È stata presentata questa mattina a Milano “La Coscienza degli Animali'', iniziativa davvero trasversale a tutela dei nostri amici non umani che ha visto in prima fila il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ed Umberto Veronesi. Tra i primi firmatari del Manifesto non si può non evidenziare il teologo don Luigi Lorenzetti, una presenza, la sua, che testimonia di un crescente interesse del mondo cristiano verso le tematiche inerenti i diritti degli animali.

Nel suo intervento (molto lucido e argomentato) il teologo ha tra l’altro sostenuto che “la novità del pensiero cattolico, in tema di questione animalista, prende avvio dal concilio Vaticano II quando avverte la necessità di volgersi alla storia e interpretarne i segni o gli eventi. Tra questi, c’è anche la nuova cultura animalista ed ecologista che è stata una salutare provocazione, per i cristiani (come singoli e come comunità di appartenenza), a ripensare la teologia della creazione: qual è il disegno del Creatore sull’universo (il creato, la natura, il cosmo) e su quanto questo contiene?”. In chiusura del suo intervento, Lorenzetti afferma che “si potrebbe concludere con Léon Bloy quando avvertiva che «non si bada al fatto che le bestie sono altrettanto misteriose dell’uomo e si ignora assolutamente che la loro storia è una scrittura per immagini, in cui risiede il segreto divino. Ma non si è presentato ancora _ concludeva _ nessun genio per decifrare l’alfabeto simbolico della creazione». Il credente avverte che Dio non ha creato solo gli esseri umani, e quanto esiste è termine della sua Provvidenza. La questione animalista ed ecologica non è estranea o indifferente al credente; lo riguarda direttamente e lo chiama in causa come credente. La nuova sensibilità circa l’ambiente e gli animali, largamente diffusa oggi, è un segno da decifrare per verificare quali risposte la Chiesa e i credenti intendono dare nella prospettiva di una rinnovata comprensione del disegno di Dio”.

Sempre in tema di animali è opportuno segnalare il sito dei vegetariani cattolici, mentre stasera a Bologna Enzo Bianchi terrà il secondo incontro del ciclo Animalia dal titolo Ominis anima vivens. La salvezza delle creature, in cui tratterà la concezione biblica cristiana del rapporto tra uomo e animali.

mercoledì 12 maggio 2010

Cinema e religioni fra Trento e Cannes (passando per Buddha)

“Viaggi della fede. Viaggi della speranza”: è questo il tema dell’edizione 2010 (la tredicesima) di Religion Today Film Festival, che viene presentata oggi a Roma per poi svolgersi nel prossimo autunno. Si tratta del primo festival internazionale itinerante dedicato al cinema delle religioni, nato nel 1997 come “viaggio nelle differenze” per una conoscenza reciproca tra persone, popoli, fedi e culture. Affiancherà un fitto calendario di proiezioni e seminari con l’esperienza del “laboratorio di convivenza” per registi e operatori delle comunicazioni provenienti da diverse fedi e culture. Tra le iniziative, il 19 ottobre è in programma la giornata di studio sulla cinematografia religiosa organizzata in collaborazione con la Facoltà di scienze della comunicazione sociale dell’Università pontificia salesiana. Nell’occasione sarà presentato anche il progetto di riflessione sul ruolo delle religioni nelle relazioni internazionali organizzato da Ministero degli Affari esteri-Unità di analisi e programmazione, Istituto di studi politici internazionali, Provincia autonoma di Trento e Associazione Bianconero/Religion Today.

Sempre in tema di cinema, sono meritevoli di segnalazione un altro paio di notizie. La prima riguarda un film di animazione del genere Manga dedicato alla vita di Buddha. L’altra notizia riguarda invece il Festival di Cannes, che prende il via proprio oggi, e che vedrà in concorso il film Des hommes et des Dieux, dedicato ai monaci di Tibhirine, rapiti e uccisi nel 1996 in Algeria.

lunedì 10 maggio 2010

Ad Albenga in mostra le architetture delle religioni del Mediterraneo

“Le architetture delle tre grandi religioni del Mediterraneo” è il titolo di quella che si preannuncia come un’interessante mostra che verrà inaugurata sabato prossimo 15 maggio ad Albenga. Voluta dal Centro Studi don Antonio Balletto, da sempre attento alle tematiche legate al dialogo interreligioso, la mostra ligure, consiste in una serie di pannelli che compongono un breve percorso didattico all’interno delle tre grandi religioni del Mediterraneo e si propone di individuare e di mettere a fuoco i centri nevralgici e i nodi simbolici, funzionali e spaziali dei luoghi di culto e delle tipologie architettoniche che ne hanno caratterizzato la diffusione nell’area mediterranea: la chiesa, la moschea e la sinagoga.

A curare l’evento è Nicolò De Mari, con la collaborazione di Andrea Longhi, Alberto Jona Falco ed Alireza Naser Eslami. La giornata di studi verrà aperta dal sindaco di Albenga Rosy Guarnieri, dal presidente della regione Liguria Claudio Burlando e dal presidente della Fondazione Agostino De Mari (Cassa Risparmio Savona) Roberto Romani. Seguiranno, nel corso della giornata, gli interventi di Stefano Levi Della Torre (sulla Sinagoga), Nicolò De Mari (la Chiesa), Attilio Petruccioli (La Moschea), Caterina Virdis (“I tre anelli della favola: contrasto, confronto o convergenza?”), mentre alle 17 verrà inaugurata la mostra. “Si tratta – dicono gli organizzatori- di una serie di interventi di rilievo, un importante appuntamento culturale, che vedrà la presenza di illustri studiosi”. Da segnalare l’interessante progetto grafico e l’allestimento di Andrea Musso.

venerdì 7 maggio 2010

Al via una settimana dedicata alla comunicazione con Caserta capitale

Da domenica 9 maggio, per poi proseguire per  tutta la settimana, prendono il via gli eventi legati alla Settimana della Comunicazione, che culmineranno con la celebrazione, domenica 16 maggio, con la Giornata delle Comunicazioni Sociali.

Il messaggio per la Giornata 2010 guarda ai sacerdoti e alle potenzialità pastorali dei media. In esso i sacerdoti sono incoraggiati ad affrontare «le sfide che nascono dalla nuova cultura digitale». Se conosciuti e valorizzati adeguatamente i mezzi di comunicazione sociale «possono offrire ai sacerdoti e a tutti gli operatori pastorali una ricchezza di dati e di contenuti che prima erano di difficile accesso, e facilitano forme di collaborazione e di crescita di comunione impensabili nel passato». Grazie ai nuovi media -spiega una nota ufficiale del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali- «chi predica e fa conoscere il Verbo della vita può raggiungere con parole, suoni e immagini -vera e specifica grammatica espressiva della cultura digitale- persino singole e intere comunità in ogni continente, per creare nuovi spazi di conoscenza e di dialogo giungendo a proporre e realizzare itinerari di comunione».

Cuore delle celebrazioni di quest’anno sarà la diocesi di Caserta, dove è stato organizzato l’annuale Festival della Comunicazione sociale. ''Non ci ha colti impreparati il tema e il messaggio di quest'anno, che è in sintonia con l'Anno Sacerdotale e mette in risalto la figura del sacerdote inserito in un'azione pastorale che tenga conto del mondo digitale - ha spiegato don Roberto Ponti, presidente del Centro Culturale San Paolo, organizzatore della Settimana insieme con la Società San Paolo, le Figlie di San Paolo e la diocesi campana e che vedrà dispiegare durante i sette giorni sessanta eventi e circa un centinaio di ospiti.

giovedì 6 maggio 2010

"National Day of Prayer": negli USA le polemiche non fermano la Giornata

Il primo giovedì di maggio è il giorno in cui tradizionalmente negli USA si svolge il National Day of Prayer, la Giornata nazionale di preghiera, che si inserisce nel solco di quella civil religion che vede negli States la sua terra di elezione.  La serenità dell’edizione 2010 di questo evento –ancora abbastanza sentito Oltreoceano-  è stata intaccata tuttavia da un paio di fatti (uno dei quali potremmo definire “interno” e l’altro “esterno”) al punto che alcuni si sono interrogati se mantenere tale Giornata nel calendario delle celebrazioni pubbliche.

Nel primo caso si è trattato della revoca fatta al pastore Franklin Graham di partecipare all’evento. Graham si era infatti distinto per alcune affermazioni decisamente religiously incorrect nei riguardi dell’Islam. Riferendosi ai musulmani il pastore aveva tra l’altro dichiarato: “Non mi piace come trattano donne e minoranze, lo trovo orrendo, il vero Islam non può essere praticato in America, i musulmani devono sapere che Gesù è morto per i loro peccati”. Inutile dire che tali affermazioni hanno fatto montare una marea di polemiche il cui eco non si è ancora spento.

Altro motivo di polemica, questa volta “esterno” è stato invece quello provocato dalla decisione di Barbara B. Crabb, giudice del Distretto occidentale del Wisconsin, di porre in discussione la legittimità della Giornata. La sentenza, arrivata in seguito ad un ricorso presentato dalla Freedom From Religion Foundation, afferma tra l’altro che la preghiera, essendo un atto di natura prettamente religiosa, andrebbe lasciata alla libera scelta dei cittadini e non dovrebbe essere oggetto di prescrizioni di origine statuale.

Le polemiche ( di cui si parla molto anche in campo cattolico) non hanno comunque frenato l’organizzazione della Giornata e dalla Casa Bianca il presidente Obama ha emanato l’apposito proclama. Anzi, i proclami sono due, visto che lo stesso giorno il presidente ne ha emanato un altro che dichiara maggio “Mese del patrimonio ebraico americano”. Nonostante le polemiche, dunque, la preghiera non solo lascia, ma raddoppia.

mercoledì 5 maggio 2010

Una studiosa islamica parla oggi a Roma dei rapporti con ebraismo e cristianesimo

Si terrà oggi presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino (Angelicum) di Roma la conferenza “La prospettiva islamica su ebraismo e cristianesimo”. L’evento è particolarmente rilevante anche perché a parlare sarà una teologa musulmana, Mona Siddiqui,  che dirige il “Center for the Study of Islam” dell’università di Glasgow. Al centro del suo intervento vi sarà il problema che l'Islam ha affrontato sin dalle sue origini, e cioè quello dell'ebraismo e del cristianesimo quali rivelazioni divine . Considerata l'attuale forte interconnessione tra tensioni politiche e teologiche, Mona Siddiqui richiamerà l'attenzione sulla necessità di una più solida teologia islamica dell'inclusione dove il punto di partenza sia la compassione, non la salvezza.

Della studiosa musulmana ha fatto l’elogio anche un rabbino ebreo, Jack Bemporad, docente presso la medesima Università, il quale ha affermato che “Mona Siddiqui indica una strada nuova e audace ai Musulmani.  Con il suo lavoro teologicamente onesto dimostra che il tradizionale punto di vista musulmano – secondo il quale le Scritture ebraiche e cristiane sono corrotte – può essere reinterpretato, ed Ebraismo e Cristianesimo possono essere apprezzati e valutati senza condanna”.

La conferenza odierna arriva dopo tre anni dall’istituzione di un insegnamento universitario di Studi Interreligiosi presso l’Università Pontificia Angelicum, insegnamento che ha lo scopo di costruire ponti di comprensione tra cattolicesimo, ebraismo e altre tradizioni religiose formando una nuova generazione di capi religiosi al confronto, alla tolleranza e al dialogo nel rispetto delle differenze.

Qui un'intervista rilasciata recentemente all'Osservatore Romano dalla studiosa musulmana

lunedì 3 maggio 2010

Religioni, statistiche e numeri in tre interessanti pubblicazioni

Ogni tanto conviene dare un po’ di numeri (ovviamente in senso buono). Sono infatti usciti in questi giorni alcuni rapporti molto interessanti dei quali conviene dare un sia pur sommario resoconto.

Prima di tutto –anche per la sua valenza generale- è opportuno citare l’uscita dell’Annuario  statistico della Chiesa 2010, dal quale si apprende che i cattolici nel mondo sono aumentati in otto anni da 1,045 miliardi a 1,166 (+ 11,54%), incremento di poco superiore a quello della popolazione della terra (+ 10,77%), aumenti, tuttavia, molto differenziati per continente. Il continente dove è più forte l’aumento di cattolici è l’Africa, con + 33,02%; l’Europa è stabile (+ 1,17%) mentre vivaci sono gli altri continenti: Asia + 15,61%, Oceania + 11,39%, America + 10,93%. Situazione molto differenziata anche sul fronte delle vocazioni: in Africa e Asia i preti aumentano del 33,1% e del 23,8% rispettivamente in otto anni, sono stazionari in America e “crollano” di oltre il 7% in Europa e del -4% in Oceania. Notevole anche la flessione delle religiose che sono 740 mila: otto anni fa erano il 7,75% in più, con maggiore declino in Europa, America e Oceania. Forti invece gli incrementi in Africa (+21%) e in Asia (+ 16%). Quella che emerge, in sintesi, è una Chiesa più africana e meno europea.

Un altro progetto uscito in questi giorni riguarda l’Inghilterra ed è anche questo estremamente interessante. Si chiama British Religion in Number ed è stato curato dall’Università di Manchester e dal centro di ricerche Religion and Society. Contiene anche una sezione che si potrebbe definire una sorta di Google Street Wiev della fede in cui, inserendo il codice postale di un’area geografica, è possibile accedere alle informazioni sulle fedi professate in essa. Molto stimolante è anche la sezione News, continuamente aggiornata e ricca di notizie e approfondimenti. Un sito davvero ricco e ben fatto del quale non si può non auspicare la versione italiana.

Come sarebbe bello vedere la versione italiana dell’ultima segnalazione, proveniente questa volta dagli USA. Si tratta di una sorta di Stato dell’arte della Chiesa cattolica americana, da segnalare non solo per la gran mole di informazione contenute, ma anche per l’accuratissima veste grafica che rende la consultazione estremamente agevole.